Non retroattività della Bolkestein in Grecia: Il Consiglio di Stato protegge gli investimenti Pre-2009

Contesto Normativo in Grecia Quadro Legale Principale: In Grecia, la gestione delle zone costiere è regolata dalla Legge 2971/2001 (sul demanio marittimo pubblico), integrata dalla Legge 5092/2024 (che ha introdotto regole più stringenti per le concessioni balneari, inclusi bandi online e limiti al 50% dell'area concessa). La Direttiva Bolkestein è stata recepita nel diritto greco nel 2009, imponendo procedure competitive (gare pubbliche) per l'assegnazione di concessioni su beni demaniali scarsi, come le spiagge, per garantire trasparenza, non discriminazione e concorrenza. Applicazione della Direttiva: Il Consiglio di Stato greco ha generalmente applicato la direttiva richiedendo gare per nuove concessioni o rinnovi, in linea con la giurisprudenza UE (es. sentenza Promoimpresa, C-458/14 del 2016). Questo per evitare rinnovi automatici che favoriscano gli incumbent (titolari esistenti) e per promuovere l'accesso al mercato. Ad esempio, la legge greca ora limita le concessioni a un massimo di 3 anni (rinnovabili solo tramite gara) e impone che almeno il 50% della spiaggia rimanga libero (o il 70% in aree protette come Natura 2000). Tuttavia, il Consiglio ha introdotto eccezioni per evitare applicazioni retroattive eccessivamente rigide, bilanciando la concorrenza con la protezione di diritti acquisiti. L'Applicazione con Eccezioni per Concessioni Storiche Principio Generale di Applicazione: Il Consiglio di Stato ha confermato che la direttiva si applica alle concessioni balneari quando vi è "scarsità di risorse naturali" (art. 12 della direttiva) e interesse transfrontaliero, richiedendo procedure selettive imparziali. In sentenze come la n. 251/2022, ha ribadito che i rinnovi automatici sono incompatibili con la direttiva, obbligando a gare per garantire concorrenza. Questo ha portato a riforme come l'introduzione di aste elettroniche (e-Auctions) per le concessioni, con pene severe per violazioni (fino a 10 anni di esclusione per recidivi). Esclusione di Applicazioni Retroattive: In alcuni casi, il Consiglio ha escluso l'applicazione retroattiva della direttiva per concessioni "storiche" (pre-2009, data di recepimento in Grecia), specialmente quando i titolari avevano effettuato investimenti significativi prima dell'entrata in vigore della norma. Questo si basa sul principio UE di "certezza del diritto" (legal certainty) e protezione delle aspettative legittime (legitimate expectations), come enunciato nella giurisprudenza della CGUE (es. sentenza Vysočina Wind, C-181/20 del 2022). Sentenza Chiave: n. 251/2022: In questa decisione, il Consiglio ha annullato un provvedimento che applicava retroattivamente la direttiva a una concessione storica su una spiaggia protetta (area Natura 2000). Ha argomentato che l'applicazione retroattiva avrebbe violato i diritti dei titolari che avevano investito in strutture (es. stabilimenti balneari) prima del 2006, senza un'adeguata transizione o compensazione. Il Consiglio ha invocato l'art. 1 del Protocollo n. 1 della CEDU (protezione della proprietà) e il principio di proporzionalità UE, escludendo la retroattività per evitare "effetti eccessivamente gravosi" su investimenti legittimi. Questo favorisce i concessionari storici, permettendo loro di mantenere la concessione fino a scadenza naturale, purché non vi sia rinnovo automatico. Altri Casi Rilevanti: Sentenza n. 2473/2010: Ha annullato estensioni di concessioni in aree sensibili (es. per tartarughe marine), ma ha protetto investimenti pre-direttiva, richiedendo valutazioni caso per caso. Sentenza n. 177/2023 (e successive): Ha annullato designazioni di "paesi terzi sicuri" per…

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Il Tribunal Supremo Spagnolo conferma proroghe fino a 75 anni per concessioni storiche sulle coste

La sentenza n. 3705/2025 del Tribunal Supremo spagnolo, emessa il 17 luglio 2025 dalla Sala de lo Contencioso-Administrativo, stabilisce una dottrina importante sulle proroghe delle concessioni sul dominio pubblico marittimo-terrestre, in particolare per quelle antecedenti alla Ley de Costas del 1988. Questa decisione, basata su un caso specifico di uso industriale nella ría de Pontevedra, ha implicazioni per molte concessioni costiere in Spagna, incluse quelle balneari, e si concentra sulla compatibilità tra diritti storici e requisiti ambientali attuali. Contesto e Origine della Controversia Fatti del caso: Nel 2016, la Dirección General de Sostenibilidad de la Costa y del Mar ha concesso una proroga a una società per l'occupazione di oltre 373.000 metri quadrati di dominio pubblico marittimo-terrestre per usi industriali. Questa proroga si basava sull'articolo 2 della Ley 2/2013, che permette estensioni fino a un massimo di 75 anni per concessioni pre-1988, purché soddisfino requisiti ambientali. Ricorso iniziale: Associazioni ambientaliste e locali hanno impugnato la decisione, sostenendo che violasse le norme sulla protezione del litorale. Nel settembre 2021, l'Audiencia Nacional ha annullato la proroga, argomentando che il nuovo uso doveva rispettare l'articolo 32.1 della Ley de Costas, che limita le occupazioni a installazioni o attività che, per loro natura, non possono essere ubicate altrove. Decisione del Tribunal Supremo Annullamento della sentenza dell'Audiencia Nacional: Il Tribunal Supremo ha accolto il ricorso in cassazione, annullando la decisione del 2021 e confermando la validità della proroga. La sentenza, redatta dal magistrato Carlos Lesmes Serrano, interpreta l'articolo 2 della Ley 2/2013 come un meccanismo per garantire la continuità di diritti acquisiti prima del 1988, senza imporre i rigidi limiti dell'articolo 32 della Ley de Costas. Dottrina stabilita: Le concessioni storiche (pre-1988), trasformate dal regime transitorio della Ley de Costas, possono essere prorogate fino a 75 anni aggiuntivi, mantenendo gli usi e gli sfruttamenti originali, senza dover dimostrare che l'attività non possa essere ubicata altrove (relocated) . La proroga è condizionata a un informe favorable dell'organo ambientale della Comunità Autonoma, che valuta e mitiga impatti ambientali negativi. Questo garantisce la protezione del litorale senza negare diritti consolidati. Il Supremo sottolinea che imporre i requisiti dell'articolo 32 equivarrebbe a una "denegazione occulta" della proroga, snaturando il regime transitorio compensatorio introdotto nel 1988 per bilanciare la protezione ambientale con situazioni giuridiche preesistenti. Ragionamento storico-giuridico: La decisione richiama l'evoluzione normativa, dalla Costituzione spagnola del 1978 (art. 132) che ha demanializzato le coste, alla Ley de Costas del 1988, che ha convertito proprietà private in concessioni temporanee. La Ley 2/2013 è vista come soluzione alla "litigiosità cronica" per evitare insicurezze giuridiche. Implicazioni per le Concessioni Balneari Sebbene il caso riguardi un uso industriale, la dottrina si applica analogamente alle concessioni balneari e costiere pre-1988. Ad esempio: Permette proroghe per attività come stabilimenti balneari o chioschi senza richiedere la "impossibilità di essere ubicate altrove (relocated)", purché vi sia un parere ambientale positivo. Questo contrasta con decisioni precedenti, come quelle dell'Audiencia Nacional che annullavano proroghe per piscine o installazioni private non essenziali (es. sentenza del 2013 su una concessione a Mallorca, prorogata per…