Balneari, Fitto incontra le categorie, soluzione ancora lontana

 

Ancora in alto mare la soluzione per le concessioni balneari, per le quali il governo è sotto procedura di infrazione europea a causa del mancato rispetto della direttiva Bolkenstein sulle liberalizzazioni. L’Esecutivo, ad opera del Ministro per gli affari europei, Raffaele Fitto, in questi giorni sta ascoltando singolarmente le associazioni di categoria per sondare il terreno tra due possibili strade: prorogare le attuali concessioni, che avrebbero scadenza al 31 dicembre 2023, alla fine del 2024; prorogare di circa tre mesi i termini per l’eserizio della delega al governo per la riforma del settore, delega che scadrebbe il 27 febbraio 2023. Per la proroga delle concessioni, la maggioranza ha già presentato e ‘segnalato’ emendamenti al decreto ‘milleproroghe’ all’esame del Senato, giudicati ammissibili. Ma questa proposta di modifica ha già allarmato la Commissione di Bruxelles, contraria ad allungare ulteriormente i termini delle concessioni attribuite senza una gara ad evidenza pubblica. 

Il fronte dei balneari, a quanto si apprende, è diviso esattamente a metà, tra i favorevoli alla proroga delle concessioni (tra cui Cna e Assobalneari) e quelli disposti ad accettare il prolungamento della delega, soluzione questa che sarebbe preferita dal governo e che potrebbe risultare meno indigesta alla Commissione europea. Il tavolo interministeriale annunciato dal governo per sciogliere il nodo, dopo aver ascoltato le associazioni di categoria, non è stato ancora convocato. 

In entrambi i casi l’esecutivo cerca di guadagnare tempo per individuare la soluzione più idononea a venire incontro alle esigenze della categoria, a cui sono state fatte promesse in campagna elettorale, e a rispondere alle richieste della Commissione europea. Negli incontri con le associazioni il governo non avrebbe dato certezza su due richieste sostenute con forza dai balneari, la proroga delle concessioni ante 2009 (prima dell’entrata in vigore della direttiva Bolkenstein) e gli indennizzi. 

Assobalneari, in un comunicato, ha spiegato che la proroga di un anno delle concessioni, oltre a tutelare amministrazioni comunali e operatori, permetterebbe di lavorare alla mappatura degli spazi da cui emergerebbe, con ogni probabilità, la disponibilità di ulteriori tratti di spiaggia da mettere a gara. In questo modo, spiega Assobalneari, il governo “avrebbe in mano un argomento importante per un necessario confronto con la Commissione europea” e “riuscirebbe a tutelare le coste italiane dall’assalto di capitali stranieri mantenendosi nell’ ambito della corretta applicazione della Direttiva Sevizi”. 

Roma, 27 gen. (askanews) 

Maurelli (Federbalneari) incontra Fitto: “No a delega del Governo su 118, si a legge organica stop a bandi dei Comuni”

Federbalneari Italia, incontro con  il Ministro Fitto a Roma: “Sospendere subito le gare per l’assegnazione delle concessioni indette dai Comuni poiché illegittime. Pronti a difendere i concessionari. No alla delega del Governo su legge Draghi, si a nuova legge organica”

Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia, invitata al tavolo di incontro con il Ministro per gli Affari Europei, Raffaele Fitto, per discutere il nodo delle concessioni demaniali  spiega: “Chiediamo al Governo di puntare ad abbandonare una norma che superi gli articoli 3 e 4 della legge 118\2022 sulla Concorrenza, un testo legislativo su cui non siamo mai stati d’accordo e viziato dalle sentenze della plenaria del Consiglio di Stato, per dare avvio ad una riforma organica del settore, che parta in primis dalla mappatura delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali e del diporto nautico oltre agli ormeggi, per dare al Governo lo strumento di confronto sulla compatibilità del comparto o meno con la Direttiva Servizi”, ha affermato Marco Maurelli coadiuvato dall’Avvocato Vincenzo Cellamare, presente anche lui all’incontro con il Ministro Raffaele Fitto.

“Riteniamo non più rimandabile la revisione del Codice della Navigazione, strumento di tutela dei concessionari dal 1942, superando la legge 118/2022 che nasce viziata dalle sentenze in plenaria del Consiglio di Stato e non dal Parlamento. Abbiamo chiesto con fermezza di sospendere i bandi per l’assegnazione delle concessioni demaniali,  avviati dai comuni italiani, in assenza di condizioni che salvaguardino i concessionari ubicati sul territorio Ue al pari di Paesi costieri UE”
dichiara il presidente di Federbalneari Italia.
“Insistiamo, infine, sulla necessità di proroga delle concessioni confermando il termine al 2024, con estensione al 2025, abbandonando la delega al governo alla legge sulla concorrenza poiché inadeguata ed economicamente non compatibile con questo sistema turistico e con l’obiettivo di organizzare entro il 2023 una legge di riforma organica seria, che tuteli il compartobalneare, eccellenza italiana del settore turistico”.