Turismo balneare in crisi: crollano le presenze, resistono solo gli stranieri

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Foto dei Bagni Buraxen da Facebook

Turismo balneare in difficoltà: a luglio meno italiani in spiaggia, tengono solo alcune località grazie agli stranieri. Il settore invoca misure urgenti.

Una stagione che prometteva bene, ma…

L’estate 2025 si era aperta sotto i migliori auspici. Giugno aveva fatto registrare un incremento del 20% rispetto all’anno precedente, spinto da un meteo favorevole e da un primo afflusso di turisti stranieri. Tuttavia, il mese di luglio ha segnato un’inversione di tendenza tanto improvvisa quanto allarmante: secondo i dati del Sindacato Italiano Balneari (SIB), la flessione media delle presenze si attesta intorno al 15%, con punte del 25% in Calabria e Emilia-Romagna. Le cause? Un mix esplosivo di fattori economici, metereologici e strutturali.


I numeri del calo

PeriodoPresenze totaliVariazione annualeNote principali
Giugno 2025In forte aumento+20%Boom post-primaverile
Luglio 2025In netto calo–15%Maltempo e carovita
Estate (giugno-agosto, previsione)110 milioni circa+1,1% rispetto al 2024Crescita modesta, trainata dagli stranieri

Le analisi di Assoturismo-CST confermano che tra giugno e agosto si prevedono circa 110 milioni di presenze totali, con una crescita debole rispetto al 2024 (+1,1%). La componente italiana cala, mentre si registra un +1,8% dei turisti stranieri, in particolare provenienti da Germania, Francia e Paesi Bassi.


Caro-vacanze e inflazione: i nodi vengono al pettine

Il primo fattore scatenante del calo è economico. Il 2025 ha visto il consolidarsi di una spirale inflazionistica che ha colpito duramente le famiglie italiane. Il costo medio per una settimana al mare è aumentato in media del 12% rispetto al 2024, tra rincari di ombrelloni, lettini, parcheggi e ristorazione.

Molti italiani hanno scelto alternative più economiche:

  • Vacanze all’estero (Croazia, Albania, Grecia).
  • Località di montagna.
  • Rinuncia totale o soggiorni più brevi.

Come ha dichiarato il presidente SIB Antonio Capacchione:

“Manca il turismo nazionale, spaventato da prezzi percepiti come eccessivi e da un’offerta talvolta non all’altezza”.


Meteo instabile: l’estate che non decolla

A giugno si è registrato tempo stabile e soleggiato, ma luglio è stato segnato da un’alternanza di piogge, trombe d’aria e temperature sotto media, in particolare in Liguria, Lazio, Marche e Campania. Questo ha compromesso le prenotazioni last-minute e scoraggiato le gite in giornata, con un impatto negativo immediato sui bilanci degli stabilimenti.

In alcune aree del centro Italia, gli operatori denunciano un calo delle presenze giornaliere fino al 60% nei weekend.


Il turismo straniero salva (in parte) la stagione

A fronte del calo italiano, i dati confermano che gli stranieri non hanno disertato le spiagge italiane, anzi, in alcune località costiere rappresentano la maggioranza dei clienti:

  • In Romagna, la quota straniera ha superato il 50% nelle ultime settimane.
  • In Sardegna, gli arrivi da Germania e Svizzera sono cresciuti del 10%.
  • In Veneto, le spiagge del litorale adriatico hanno tenuto grazie ai turisti dell’Est Europa.

Questa tendenza però non compensa del tutto la riduzione della domanda interna, che resta storicamente fondamentale per la stabilità del settore.


Le regioni più colpite

RegioneCalo presenze luglio 2025Note
Calabria–25%Costi elevati, offerta poco diversificata
Emilia-Romagna–25%Buona affluenza straniera, ma italiani in fuga
Puglia–20/25%Prezzi in salita, forte concorrenza estera
Lazio–15/20%Penalizzata dal meteo instabile
Liguria–20%Maltempo e costi elevati scoraggiano i visitatori

Le criticità strutturali del modello balneare italiano

Al di là delle contingenze economiche e climatiche, il calo mette in luce problemi di fondo del comparto:

  1. Scarso rapporto qualità/prezzo: i servizi offerti non sempre giustificano i costi, specie nelle località più blasonate.
  2. Spiagge libere insufficienti o trascurate: mancano alternative pubbliche attrezzate accessibili.
  3. Poca digitalizzazione: molti stabilimenti non offrono prenotazioni online o strumenti trasparenti di gestione del cliente.
  4. Eccessiva dipendenza dal turismo interno: una struttura più bilanciata tra domanda nazionale ed estera garantirebbe maggiore resilienza.

Le proposte del settore

Le principali associazioni di categoria hanno già avanzato una serie di proposte:

  • Calmieramento dei prezzi, soprattutto per famiglie e residenti.
  • Potenziamento delle spiagge libere attrezzate, per un’offerta inclusiva.
  • Detassazione per i piccoli stabilimenti, messi a dura prova dai rincari.
  • Sostegno alla transizione digitale, per attrarre nuove generazioni di turisti.

L’estate 2025 conferma che il turismo balneare italiano non è più immune da crisi. Il calo delle presenze registrato a luglio è un segnale d’allarme da non sottovalutare. Le spiagge restano un asset centrale dell’offerta turistica nazionale, ma senza un ripensamento strutturale dell’offerta, dei prezzi e dei servizi, l’Italia rischia di perdere terreno rispetto ai competitor del Mediterraneo.

Questo articolo ha 29 commenti

  1. neri

    da dicembre 2007 con il folle aumento dei canoni (media +800%) e spettro aste delle concessioni è iniziata una campagna contro i balneari che da sempre sopperiscono allo stato in termini di servizi previo pagamento, il risultato è ad oggi mancati investimenti, concessioni ritirate per morosità, lidi demoliti (anche per erosione) ultimo a roma anema e core di ostia pur essendo stato autoirizzato precedentemente e ancora aste (dove le hanno fatte) finite nelle mani forti di spa o degli stessi soci o parenti degli attuali concessionari, un FALLIMENTO POLITICO VOLUTO dalla sinistra con appoggio propagandistico della tv che manda in onda spezzoni di filmati contro i lidi (il caino santoro capofila) creati appositamente tramite facili provocazioni distruggendo così un tessuto di circa 60mila aziende sane a fronte di poche pecore nere presenti in qualunque settore!

    1. Marco

      Ma cosa stai dicendo?
      Quale favola ti hanno raccontato dei poveri balneari che sono dei santi e fanno un servizio al posto dello stato.
      La verità è che i prezzi gli sono sfuggiti dalle mani.
      Si è sempre detto che un balneare ogni anno si compra una casa nuova.
      50-60€ al giorno per 2 lettini e 1 ombrellone + insalata a 18-20€, una coca colazione a 4€, birra industriale a 8€ al bicchiere, un ghiacciolo a 2€ e un cornetto a 4€, senza dimenticare acqua da 500ml a 2,5€.
      E parliamo di una spiaggia non di un ristorante.
      Concessioni pagate nulla per anni, tasse irrisorie, dipendenti sottopagati quando non in nero. 3 metri dal bagnasciuga occupati costantemente dal concessionario. In alcuni posti addirittura i moli.
      Un settore dove pochi si sono arricchiti alle spalle di molti per troppo tempo, siamo l’unico paese in Europa con la costa privatizzata a questi livelli. Meglio la Francia, servizi e spiaggia libera.
      Fai due conti di quanti costa una giornata a una famiglia di 4 persone.

      1. Giusi

        Pane al pane, vino al vino. Stavo per rispondere io allo stesso modo. Inutile ripetersi.

      2. Moreno

        Concordo

    2. Sergio

      30 euro al giorno per un ombrellone e due sdraie? E’ finita la pacchia! Tutti nelle spiagge libere!

    3. Alisandro

      Chiamiamo le cose col loro nome: i prezzi praticati sono una rapina. Vendono il mare e la sabbia, tutta roba che non è di loro proprietà, negano gli accessi, abusi e concessioni quasi regalate. Chi sta regalando le nostre spiagge a Bruxelles (e tra poco neanche più agli europei) sono proprio coloro che si dicono imprenditori ma in realtà depredano il loro stesso popolo. PS non sono politicamente schierato, vedo solo la realtà………

    4. giuseppe

      un altro decerebrato fascista: è sempre colpa degli altri. in Liguria sono al potere da 20 anni e vai a guardare cosa hanno fatto? Nel migliore dei casi sono evasori fiscali gente che per non pagare L’IVA ti fa la ricevuta del ristorante, gente che fa abbonamenti stagionali a € 1500,00 in nero completamente, gente che fa cresta sul prezzo del caffè, gente che un primo con pesce surgelato lo fa pagare €25,00 e ti mette anche il coperto; stai zitto sig. Marco che è meglio. VERGOGNATI TU E TUTTA LA CATEGORIA!

    5. Riccardo

      Come darti torto?
      Conosco perfettamente il sacrificio di svariati balneari, gente costretta a lavorare almeno 2 o 3 mesi l’anno, obbligata a rivendere, al quadruplo del loro prezzo, generi alimentari di qualità dozzinale, acquistati da grossisti che del proprio territorio hanno solo la sede del magazzino, padri di famiglia costretti a rinviare la sostituzione della BMW X5, già vecchissima di tre anni, perché hanno anche il mutuo della terza casa del secondo figlio da pagare e non vogliono dare nell’occhio all’Agenzia delle Entrate, che poi si accorgerebbe di quel 60-70% di nero che fanno, ma solo per venire incontro alle esigenze dei clienti che “oh, pago in contanti, me lo levi qualcosa?”.
      Poveretti, persone vessate poi da canoni di concessione demaniale che per essere ripagati assorbono almeno una giornata, una giornata e mezzo di incassi, che ingiustizia!
      Come se questo non bastasse, da autunno a primavera questi martiri della spiaggia soni costretti a subire le continue umiliazioni che arrivano dai lavoratori normali, quella brutta gente che sta sul pezzo 12 mesi l’anno e offende i balneari quando questi sono più fragili, pervasi dall’ozio, magari mentre sono in vacanza alle Maldive o ai Caraibi o a combattere la noia sulle piste da sci o in lunghe ed estenuanti battute di caccia..
      Che ingiustizia!

  2. LEANDRO GIANNINI

    Buon articolo, che non si limita a ripetere ma dà alcuni spunti originali.

    1. sandro

      Non erano ricchi gli italiani ?

  3. Riccardo

    Godo.

  4. Antonio

    Il voler lavorare tre mesi per campare tutto l’anno ….. evidentemente c’è qualcosa che non va!!!!
    Abbassare i prezzi vi fa troppo poveri???

  5. Fabio

    Prezzi “Percepiti” alti…… Sono alti e non offrono servizi. Ti danno sdraio e ombrellone. Il mare è già lì.

  6. Anna

    Tutti vogliono guadagnare sempre di più approfittando dei mesi estivi, mi riferisco a chi detiene pezzi di spiaggia facendoli propri e lucrando su questi. Gli stipendi sono sempre quelli… è inutile che aumentate i prezzi. Volete fare come i parlamentari ma siete vittime anche voi. Non vi lamentate se non viene più nessuno in spiaggia…li sapete che state facendo i bastardi con noi italiani.

  7. Marina

    Io sono 53 anni che vado in Romagna tra qui 43 a Rimini, in zona Marina Centro devo dire che fino3 4 anni fa c’era tanta gente famiglie con 2 3 figli e c’era del diversivo serale la Banda il mercatino bello grande altri diversivo, i bar pieni musica romagnola ecc ora Marina centro e un mortorio a parte I 3 giorni di maschere mercatino ridotto ora vi è musiche assordanti due pizzerie piene e altro..alberghi vuoti prezzi alti e una buona parte fanno tutti dormire e colazione pochi gli alberghi che fanno pensione completa come una volta che erano pieni.Ora una famiglia di 4 5 persone il B e B non possono permetterselo andare sempre per ristoranti è impossibile.Fatevi un esame di coscienza perché la Romagna sta morendo il ceto medio con i prezzi alti sta sparendo si deve fare un passo indietro a riaprendo tutti gli alberghi a famiglie perché se no nessuno più o pochi vanno in vacanza ascoltate il popolo

  8. Roberto Lazzati

    IL PROBLEMA FONDAMENTALE È CHE GLI STIPENDI SONO FERMI DA 30 ANNI. O SI PAGANO LE TASSE E SI PUÒ FORSE MANGIARE E ARRIVARE A FINE MESE “O SI VA IN VACANZA”.
    LE FILE ALLA CARITAS NON LE VEDONO TUTTI PIRTROPPO!!!

    1. Maurizio

      Questo è il risultato per aver sempre spennato i turisti come dei polli. Adesso si lamentano?

  9. Roberto Lazzati

    IL PROBLEMA FONDAMENTALE È CHE GLI STIPENDI SONO FERMI DA 30 ANNI. O SI PAGANO LE TASSE E SI PUÒ FORSE MANGIARE E ARRIVARE A FINE MESE “O SI VA IN VACANZA”.
    LE FILE ALLA CARITAS NON LE VEDONO TUTTI PURTROPPO!!!

  10. Franco

    Fatto dal 30/06 al 18/07 albergo 3 (?) stelle in Arenzano con parcheggio (da conquistare) a 10 €
    Mezza pensione per due a 4500 euro e vino della casa (forse tavernello) a 7 euro caraffa con menù da scegliere al mattino e solo 1 chiave per accedere con ascensore condominiale alla camera al 4° piano senza uno straccio di balconcino (vista mare?)
    ….ma perché andare in Liguria? Spendete per il viaggio e andate in Sardegna

  11. Elena

    Vero. Pagare durante la settimana in Liguria (Alassio) con servizi scarsi un ombrellone da 60/75 euro al.giorno è esagerato!!!!

  12. Lorenzo Pinto

    Mi ricordo i commenti dei balneari su “Mondobalneare”…
    “Se fanno le aste aumenteranno i prezzi e i bagnanti se lo piglieranno in quel posto!”
    Le aste si sono fatte a metà, o per meglio dire all’italiana, i prezzi sono aumentati lo stesso, e chi se lo piglia in quel posto alla fine sono proprio i balneari, perché la gente non è scema e se ne va in vacanza in montagna o all’estero, dove non esistono queste “mafie” che comandano da generazioni sui turisti con la protezione dei politici corrotti.
    Altro che detassazione…

  13. Maria

    Del resto, se per un ombrellone e due lettini ti chiedono 50 euro, mi pare ovvio che prima o poi i nodi vengano al pettine. La gente non è cretina, gli stipendi sono rimasti uguali a 10 anni fa, e i prezzi dei lidi e della ristorazione si sono quadruplicati. Le famiglie devono sopravvivere. Riusciranno a farlo anche senza andare al mare o usufruendo delle poche spiagge libere o dei lidi meno blasonati ma più accessibili. Quando gli esercenti capiranno che l’italiano medio non ce la fa più, forse si tornerà a ragionare.

  14. Sergio

    Ma chi ci governa ci fa sapere che va tutto a gonfie vele ma dovrebbe aggiungere solo x loro

  15. Marco

    Ormai i prezzi per una giornata al mare sono fuori controllo…..la corda si è spezzata e recuperare il perduto sarà difficile, siamo alla fine di un’epoca….

  16. Loredana

    Condivido quanto detto da Antonio e…..
    Se a giugno c’è stato un +20 per cento

    Magari chi è andato in ferie a giugno
    Non torna a luglio o agosto
    Giugno costa meno e si sta bene
    E poi purtroppo parcheggi a pagamento a oltre 2 euro l’ora e con macchinette che prendono solo moneta, ombrellone e 3 lettini minimo 30 euro ma si arriva a 50 …..come si fa s venire? E la gestione degli stabilimenti rimane quasi sempre in famiglia.: se non fosse vantaggioso succederebbe?

    E’la prima volta che scrivo e questo e il mio pensiero anche se ho trovato strano che nessuno avesse notato che se giugno è+20. Gli altri mesi si puo asppespettardi un valo?!?

  17. Enrico

    Compratevi il lettino come ho fatto io….in 3 anni ho risparmiato 1200 euro……

  18. Mauro

    Come disse quel tale.ME NE FREGO…VADO AL LAGO.SEMPRE ACQUA E. costo? ZERO

  19. Lino

    Si dovrebbero solo vergognare, una lobby superprotetta che ha lucrato ( o meglio rubato) per anni……è adesso si lamentano ??……..mi auguro che quest’anno sia l’inizio di una controtendenza che continuerà per parecchi anni……..50-60 euro, il guadagno giornaliero di un italiano medio per un ombrellone e due sdraio………oltretutto con servizi scadenti

  20. Alessio

    Business costruiti su 40 anni di incassi a nero, dipendenti senza contratti regolari ed ecomostri chiamati “ristobeach” o “beach bar” costruiti sulle spiagge pubbliche.
    Hanno anche il coraggio di lamentarsi, mai visto uno scontrino nei bagni della mia zona, fatturati alla camera di commercio di 50k annui per una SRL aperta da 25 anni con 300 ombrelloni sempre pieni tutte le estati. Abbonamenti stagionali arrivano anche a 2000 euro, 1500 se conosci il proprietario e glieli fai scivolare sotto il bancone, e lo devi anche ringraziare.

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