Le concessioni balneari in Portogallo, che regolano l’uso delle spiagge e delle risorse costiere considerate dominio pubblico, sono disciplinate principalmente dal Decreto-Legge 226-A/2007 del 31 maggio, successivamente modificato per allinearsi alla normativa europea, in particolare alla Direttiva Servizi 2006/123/CE (Direttiva Bolkestein) e alle sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CJUE), come il caso Promoimpresa (sentenze riunite C-458/14 e C-67/15 del 2016). Questo articolo analizza in modo approfondito la situazione delle concessioni balneari portoghesi, con particolare attenzione alla durata, ai rinnovi e alle modifiche normative avvenute prima e dopo la chiusura della procedura d’infrazione avviata dall’Unione Europea nel 2022, confrontando il contesto portoghese con quello italiano.
Durata delle Concessioni
In Portogallo, le concessioni balneari riguardano l’installazione e la gestione di attrezzature e servizi sulle spiagge, come ombrelloni, sdraio, bar e altre strutture temporanee o permanenti. La durata delle concessioni è regolata dall’articolo 35 del Decreto-Legge 226-A/2007, che stabilisce un limite massimo di 75 anni, ma non fissa una durata standard. La durata effettiva è determinata caso per caso dall’autorità competente, come l’Agenzia Portuguesa per l’Ambiente (APA) o le autorità marittime locali (capitanie di porto), in base a fattori come la natura degli investimenti, la loro dimensione e la necessità di garantire il recupero economico per il concessionario. In pratica, le concessioni possono variare da 5 a 20-30 anni, con possibilità di estensione fino al limite massimo in caso di investimenti significativi.La stagione balneare (época balnear), definita annualmente da ordinanze come la Portaria n. 152-A/2024 o la Portaria n. 205-A/2025, si estende generalmente dal 1° maggio al 31 ottobre e riguarda l’operatività stagionale dei servizi, ma non influisce sulla durata complessiva della concessione. L’enfasi del legislatore portoghese è sul bilanciamento tra l’uso privato delle risorse costiere e l’accesso pubblico alle spiagge, con regole che vietano la privatizzazione eccessiva e promuovono la sostenibilità ambientale.
Rinnovi e Procedure Prima della Procedura d’Infrazione
Fino all’aprile 2022, il regime portoghese prevedeva l’assegnazione delle concessioni tramite procedure di gara pubblica (appalto pre-contrattuale) o su iniziativa privata con regime di licenza. Un elemento centrale era il diritto di preferenza (direito de preferência), che consentiva al titolare uscente o a chi avviava la procedura di ottenere il rinnovo, a patto di accettare le condizioni della nuova gara e di manifestare interesse entro un anno dalla scadenza. Inoltre, era possibile estendere la validità della concessione precedente fino alla conclusione della nuova gara, per un massimo di 2 anni, in circostanze eccezionali e solo in presenza di una procedura competitiva in corso.Questo sistema, giustificato dal Portogallo con la necessità di bilanciare interessi pubblici e privati, è stato ritenuto problematico dalla Commissione Europea. In particolare, il diritto di preferenza veniva considerato un ostacolo alla concorrenza e alla libertà di stabilimento (art. 49 TFUE), poiché penalizzava le imprese di altri Stati membri, violando l’articolo 12 della Direttiva Servizi, che richiede procedure imparziali e trasparenti per le autorizzazioni limitate da scarsità di risorse.
Procedura d’Infrazione e Modifiche Normative
Nel 2021, la Commissione Europea ha avviato un’indagine preliminare (EU PILOT 9995/2021) sul regime portoghese, concentrandosi sulle norme del Decreto-Legge 226-A/2007. Nell’aprile 2022, ha aperto formalmente la procedura d’infrazione (INFR(2022)2020) con una lettera di costituzione in mora, contestando il diritto di preferenza e le estensioni temporanee. Nel gennaio 2023, è stato emesso un parere motivato, con un ultimatum di due mesi per adeguare la normativa, pena il deferimento alla Corte di Giustizia dell’UE.Il Portogallo ha risposto con il Decreto-Legge 87/2023 del 10 ottobre 2023, che ha abrogato con effetto immediato le disposizioni sul diritto di preferenza, allineando il sistema alle richieste dell’UE. La Commissione ha chiuso la procedura d’infrazione nel novembre 2023, considerando il nuovo regime conforme al diritto europeo. Le modifiche hanno reso obbligatorie procedure di gara aperte, trasparenti e competitive, senza vantaggi per i titolari uscenti, applicabili ai rinnovi delle concessioni in scadenza dopo l’entrata in vigore del decreto (11 ottobre 2024).
Validità delle Concessioni Esistenti e Rinnovi Post-Riforma
A differenza dell’Italia, dove le sentenze del Consiglio di Stato (n. 17 e 18/2021, note come “sentenze gemelle”) hanno stabilito la scadenza generalizzata di tutte le concessioni balneari al 31 dicembre 2023 (con proroga al 2024 per motivi amministrativi), in Portogallo le concessioni già rilasciate prima del Decreto-Legge 87/2023 rimangono valide fino alla loro scadenza naturale. Non è stata introdotta alcuna misura retroattiva per interrompere anticipatamente i contratti in corso, né una scadenza collettiva come in Italia. I titolari mantengono il diritto esclusivo di utilizzo fino al termine previsto, che può arrivare fino a 75 anni in base agli accordi originari.Per i rinnovi successivi al 2023, le nuove regole si applicano pienamente: le concessioni devono essere assegnate tramite gare pubbliche basate su criteri oggettivi, come la qualità del servizio e l’impatto ambientale, senza preferenze per gli incumbent. Le estensioni temporanee (fino a 2 anni) durante le procedure di gara rimangono possibili in casi eccezionali, ma solo per motivi di interesse pubblico e senza compromettere la concorrenza. Questo ha aperto il mercato a nuovi operatori, inclusi quelli stranieri, riducendo il fenomeno del “passaggio generazionale” delle concessioni, che era più marcato nel sistema precedente.
Confronto con l’Italia e Stato Attuale (Settembre 2025)
Il caso portoghese si distingue da quello italiano per la rapidità e la minore conflittualità politica nell’adeguamento alla normativa UE. Mentre in Italia le resistenze politiche e associative hanno complicato l’applicazione della Direttiva Bolkestein, portando a una scadenza generalizzata delle concessioni, il Portogallo ha optato per un approccio più graduale, preservando i diritti acquisiti dei concessionari esistenti ma riformando i rinnovi futuri. Al settembre 2025, non risultano nuove procedure d’infrazione aperte contro il Portogallo su questo tema, e il regime è considerato stabile, con un focus crescente su sostenibilità ambientale e accesso pubblico alle spiagge (ad esempio, attraverso divieti di sviluppi di lusso che limitino l’uso pubblico, come emerso in alcuni casi nel 2025).
Il sistema portoghese delle concessioni balneari si è evoluto per rispondere alle esigenze di trasparenza e concorrenza imposte dall’UE, mantenendo però una certa continuità per le concessioni già in essere. La durata massima di 75 anni, la flessibilità nella determinazione dei periodi e l’eliminazione del diritto di preferenza riflettono un equilibrio tra interessi economici, accesso pubblico e conformità europea. Rispetto all’Italia, il Portogallo ha evitato scadenze generalizzate, garantendo stabilità ai concessionari esistenti mentre apre il mercato a nuovi attori.