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Blue Flag beach. Close-up photo of the flag waving under blue cloudy sky

Bandiera Blu, Sib: Determinanti i servizi offerti dai balneari

Capacchione: “Risolvere il prima possibile la delicata questione della durata delle concessioni demaniali fonte di grande apprensione, caos amministrativo e contenziosi giudiziari”. “La Bandiera Blu, senza dubbio, fa la differenza nelle scelte dei turisti sia italiani e stranieri, che, infatti, prediligono quelle località che possono fregiarsi del prezioso vessillo – ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del SIB-FIPE aderente a Confcommercio - a maggior ragione per il mare, che con il 62%, l’estate scorsa, è stata la scelta preferita dei vacanzieri. Significativo che il 39,2% di tutte le presenze turistiche certificate dall'ISTAT guarda proprio il "prodotto mare". Oggi il lavoro svolto dagli imprenditori balneari, (decine di migliaia di aziende perlopiù a conduzione familiare), pertanto, è determinante per raggiungere questi risultati: professionalità e competenza, (frutto di esperienza di anni ed anni di lavoro), infatti, sono alla base dell’offerta turistica che attira milioni di persone da tutto il mondo sui nostri litorali. “Le 14 Bandiere Blu in più conquistate dai Comuni con 525 spiagge rappresentano una formidabile promozione turistica del Bel Paese - ha continuato Capacchione - e sono una ulteriore conferma dell'eccellenza della nostra offerta di servizi di qualità grazie un modello di balneazione attrezzata efficiente e di successo. Siamo di fronte ad un comparto economico strategico per il Paese (con un ulteriore potenziale di migliaia di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani), che deve essere assolutamente salvaguardato risolvendo quanto prima possibile la delicata questione della durata delle concessioni demaniali fonte di grande apprensione, caos amministrativo e contenziosi giudiziari per un assetto normativo incompleto e anacronistico. Sconcerta, infine, che, a fronte della sua rilevanza, si assiste a un insufficiente impegno da parte del Governo".

Concessioni balneari: Assobalneari Italia plaude alla scelta della Regione Calabria. Applicata correttamente la Direttiva Bolkestein nel rispetto dell’art. 12

Assobalneari Italia esprime pieno apprezzamento e plauso istituzionale nei confronti del Consiglio regionale della Calabria e della Giunta guidata dal Presidente Roberto Occhiuto per l’approvazione unanime delle nuove disposizioni legislative in materia di demanio marittimo. La scelta compiuta dalla Regione Calabria rappresenta un atto politico e amministrativo serio, coerente e giuridicamente fondato, che applica correttamente la Direttiva 2006/123/CE (Direttiva Bolkestein), rispettandone integralmente l’articolo 12.La norma approvata dal Consiglio regionale introduce infatti un principio fondamentale troppo spesso ignorato nel dibattito nazionale ed europeo: l’obbligo di procedure ad evidenza pubblica può sussistere esclusivamente in presenza di una effettiva scarsità della risorsa naturale e di un interesse transfrontaliero certo. La Calabria ha avuto il coraggio istituzionale di riaffermare un principio di diritto elementare: la scarsità della risorsa non può essere presunta, ma deve essere verificata concretamente dalle amministrazioni competenti. Per questo motivo la nuova legge regionale demanda correttamente agli enti territoriali competenti la valutazione sulla eventuale sussistenza della scarsità della risorsa e l’indizione delle procedure comparative esclusivamente per le concessioni realmente disponibili e libere. Si tratta esattamente di quanto prescrive l’articolo 12 della Direttiva Bolkestein e di quanto più volte affermato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Assobalneari Italia-Federturismo Confindustria sottolinea inoltre il grande valore politico del voto unanime registrato in Consiglio regionale, che ha visto convergere maggioranza e opposizioni in una scelta di tutela del territorio, delle imprese e del turismo calabrese. La Regione Calabria ha dimostrato che è possibile difendere gli interessi economici e sociali del territorio senza violare il diritto europeo, ma anzi applicandolo in maniera lineare, corretta e rispettosa dei suoi presupposti giuridici.Questo è ciò che dovrebbe fare anche il Governo nazionale unitamente ai Tribunali Amministrativi delle varie regioni.L’Esecutivo dovrebbe infatti prendere esempio dall’operato politico e amministrativo della Regione Calabria, riappropriandosi finalmente del lavoro svolto dal tavolo tecnico sulla mappatura delle coste italiane istituito presso Palazzo Chigi con il coinvolgimento di nove ministeri. Quel tavolo tecnico aveva prodotto un risultato chiaro: la risorsa spiaggia in Italia non risulta generalmente scarsa: 67% libero 33% occupato senza ancora considerare le aree di laghi e fiumi. Un dato evidentemente non gradito alla Commissione europea e in particolare alla Direzione Mercato Interno, che ha frettolosamente spinto verso l’accantonamento del tema della scarsità pur di chiudere a tutti i costi il dossier balneari, ottenendo la resa immediata e soprattutto sorprendente del Governo italiano. In questi anni si è assistito a interpretazioni forzate e improprie della Direttiva, fino ad arrivare all’invenzione di espressioni prive di reale significato giuridico, come la cosiddetta “mappatura qualitativa”, formula mai prevista dalla Direttiva Bolkestein e utilizzata strumentalmente per screditare il lavoro tecnico svolto dallo Stato italiano. Si è cercato di trasformare una Direttiva nata per disciplinare i servizi in uno strumento finalizzato a destrutturare il sistema balneare italiano, ignorando deliberatamente quanto previsto dall’articolo 12 e dai principi affermati dalla Corte di Giustizia Europea. Sarebbe pertanto gravissimo e politicamente incomprensibile se il Governo decidesse di impugnare la legge approvata dalla Regione Calabria. Una eventuale impugnativa rappresenterebbe un atto contro il diritto,…