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Bambini, mare e rispetto: no ai giochi crudeli con i piccoli animali

Ogni estate, sulle spiagge italiane, si ripete una scena che molti considerano innocua: bambini e adulti raccolgono granchi, paguri, pesciolini, stelle marine o altri piccoli animali marini, li infilano in secchielli, li spostano sulla sabbia, li maneggiano, li osservano per qualche minuto e poi li lasciano morire o li ributtano in acqua quando ormai è troppo tardi. Ma non si tratta di un passatempo innocente: questi animali fanno parte dell’ecosistema costiero, subiscono stress e sofferenza, e in molti casi muoiono per shock termico, mancanza di ossigeno o per i danni subiti durante la cattura. I granchi, in particolare, non sono “animaletti inutili” da prendere per giocare. Hanno un ruolo preciso nell’equilibrio dell’ambiente marino: scavano nella sabbia e nel fango favorendo l’ossigenazione dei sedimenti, contribuiscono al riciclo dei nutrienti, controllano le popolazioni di altri piccoli organismi e sono a loro volta una risorsa alimentare per pesci e uccelli costieri. Togliere questi animali dal loro habitat per puro divertimento significa dunque colpire, in piccolo ma in modo reale, la vita della spiaggia e il delicato equilibrio naturale che la sostiene. Il problema culturale è proprio questo: per molti adulti, il secchiello pieno di granchi o pesciolini è ancora visto come un gioco estivo “normale”. In realtà, diverse fonti sottolineano che gli animali marini catturati sul bagnasciuga agonizzano rapidamente quando vengono tenuti in contenitori piccoli, dove la temperatura dell’acqua sale in fretta e l’ossigeno diminuisce; anche rimetterli in mare spesso non basta a salvarli, perché possono morire poco dopo per lo stress subito. Anche dal punto di vista ecologico e comportamentale, i granchi sono animali selvatici che non andrebbero disturbati. La loro presenza sulla battigia non autorizza nessuno a raccoglierli, toccarli o torturarli: fanno parte del loro ciclo di vita e del funzionamento naturale dell’ambiente costiero, e proprio per questo l’approccio corretto dovrebbe essere l’osservazione a distanza, non la cattura. In Italia il tema non è solo morale. L’articolo 544-ter del codice penale punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale o lo sottopone a sevizie o a comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro; se dal fatto deriva la morte dell’animale, la pena è aumentata della metà. A questo si aggiunge l’articolo 544-bis del codice penale, che punisce chi cagiona la morte di un animale per crudeltà o senza necessità con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro; se il fatto avviene con sevizie o prolungando volontariamente le sofferenze, la pena sale ancora. Inoltre, dopo le modifiche del 2025, le pene per questi reati sono aumentate se i fatti sono commessi alla presenza di minori o nei confronti di più animali. Quando a compiere questi gesti sono i bambini, la responsabilità educativa ricade innanzitutto sugli adulti. Alcuni contributi sul tema ricordano che nei più piccoli certi comportamenti possono nascere da inesperienza, curiosità e incapacità di comprendere subito la sofferenza…

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immagine tratta dalla pagina Facebook Ventimiglia

Liguria, nasce la spiaggia “super stellata”: ai Balzi Rossi l’alta cucina di Mauro Colagreco

Alla Spiaggetta dei Balzi Rossi, a Ventimiglia, l’estate 2026 porta in riva al mare un menu firmato dallo chef del Mirazur, trasformando il lido in un paradiso gourmet tra ombrelloni e scogliere La Liguria si prepara a vivere un’estate che alza decisamente l’asticella dell’offerta balneare: alla Spiaggetta dei Balzi Rossi, a Ventimiglia, sta nascendo una spiaggia con ristorazione “super stellata” firmata dal gruppo di Mauro Colagreco, lo chef alla guida di uno dei ristoranti più celebrati al mondo sulla vicinissima Costa Azzurra. In uno degli angoli più scenografici della Riviera di Ponente, incastonato tra le rocce rosse a pochi passi dal confine francese, il classico stabilimento balneare lascia spazio a un format che unisce l’atmosfera informale di una giornata al mare a una proposta gastronomica da alta cucina. L’idea è quella di trasformare la spiaggia in un vero indirizzo gourmet sul mare, con un menu pensato per valorizzare il pescato locale e i prodotti del territorio ligure in chiave contemporanea, mantenendo però la leggerezza e la fruibilità richieste da un servizio in riva all’acqua. Il progetto prevede un menù estivo firmato dal team di Colagreco, che porta sulla sabbia l’esperienza maturata tra fine dining e ristorazione di alto livello, adattandola al contesto balneare: piatti curati, grande attenzione alla materia prima, carta dei vini selezionata, ma anche la possibilità di vivere il pranzo o la cena in costume, con i piedi nella sabbia. Non si tratta quindi della “classica” spiaggia con ristorante vista mare, ma di un format pensato per una clientela che cerca un’esperienza completa: mare, paesaggio e cucina d’autore nello stesso luogo. I gestori della Spiaggetta hanno già iniziato a raccontare il nuovo corso sui propri canali, presentando il lido come un piccolo paradiso esclusivo, tra lettini, lounge e un ristorante che punta dichiaratamente a posizionarsi nella fascia più alta dell’offerta rivierasca. In questo scenario, la presenza di un nome iconico dell’alta cucina diventa un fattore di forte attrazione, capace di richiamare non solo i turisti abituali della zona, ma anche un pubblico disposto a spostarsi appositamente per provare l’esperienza “spiaggia stellata”. L’iniziativa si inserisce in una tendenza più ampia che vede alcune spiagge italiane puntare su comfort, design e servizi premium per differenziarsi in un mercato sempre più competitivo, ma il caso Balzi Rossi rappresenta un salto ulteriore: qui non ci si limita a “mangiare bene” in riva al mare, si porta in spiaggia un vero modello di alta ristorazione, con tutte le implicazioni in termini di qualità, prezzi e target. Per la Liguria è anche un segnale di posizionamento: la Riviera di Ponente prova a giocare una partita da protagonista nel segmento del turismo balneare di lusso, con un’offerta che parla lo stesso linguaggio delle destinazioni più esclusive del Mediterraneo.