Volevano attaccare Alassio, ma sono i francesi a difenderla: “Prezzi accessibili e spiagge bellissime”

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Un post pubblicato da un turista francese voleva presentare Alassio come il simbolo di una costa ormai completamente privatizzata: spiagge scomparse, persone «spinte sulle rocce», lettini da 40 a 60 euro al giorno e pochissimo spazio gratuito.

Il confronto era inevitabile: da una parte Alassio e le spiagge italiane, dall’altra Nizza, indicata come esempio virtuoso di mare pubblico e gratuito. Peccato che, leggendo i commenti, la realtà raccontata dagli stessi francesi sia molto diversa e, soprattutto, molto meno netta di quanto lasci intendere il post.

E questo è forse l’aspetto più curioso della vicenda. Sono proprio turisti e frequentatori francesi della Riviera a ridimensionare le accuse rivolte ad Alassio.

C’è chi racconta di aver pagato 25 euro per una giornata con ombrellone e lettini, giudicando il prezzo tutt’altro che eccessivo e sottolineando anche la gentilezza del personale. Un’altra turista racconta di aver trovato lettino e ombrellone a 10 euro per l’intera giornata. Un altro ancora riferisce di aver pagato 6 euro per il lettino, senza che nessuno gli chiedesse di andarsene prima delle 19.

E i commenti non si fermano qui.

Un frequentatore abituale di Alassio racconta di aver trovato, a fine luglio, una giornata in spiaggia privata per tre persone a 40 euro, comprensiva di cabina e doccia privata, aggiungendo che sulla Costa Azzurra, in agosto, vorrebbe sapere dove trovare un’offerta analoga. Nello stesso commento cita anche prezzi contenuti per le consumazioni: una bottiglia d’acqua a un euro e una birra alla spina da 50 cl a cinque euro.

Un altro commentatore precisa che i 40 euro comprendono due lettini e un ombrellone e invita semplicemente a fare il confronto con Nizza. Un altro ancora riferisce di aver pagato 40 euro per due persone, con lettini, ombrellone e bottiglia d’acqua compresi.
E c’è chi entra ancora più nel dettaglio: 30 euro per due lettini e un ombrellone in una domenica di agosto, spiegando che la maggior parte delle spiagge di Alassio è privata ma che il paragone con Nizza, a suo giudizio, non regge.

Un’altra turista, poi, non si limita a parlare di prezzi. Scrive che Alassio è «eccezionale per la bellezza» e indica in 10 euro il costo giornaliero di lettino e ombrellone, arrivando a chiedere provocatoriamente: «Chi fa meglio?».

Naturalmente nei commenti ci sono anche opinioni opposte. Una turista francese racconta di essere tornata dall’Italia con la sensazione di non poter trascorrere qualche ora al mare senza spendere circa 40 euro e sostiene di apprezzare maggiormente la libertà delle spiagge francesi. Un’altra osserva che il problema riguarda soprattutto i residenti e che non tutti possono permettersi una giornata in spiaggia privata.
Ma proprio questo rende il dibattito più interessante: nel medesimo spazio di discussione convivono critiche severe e testimonianze che descrivono un’offerta balneare italiana tutt’altro che proibitiva.

Un altro commentatore francese, ad esempio, dice di preferire la spiaggia privata perché ordinata, rispetto alla confusione che può caratterizzare una spiaggia libera.

E ancora: un frequentatore francese racconta di essere stato ad Alassio a fine luglio, riconosce che le spiagge pubbliche sono poche, ma ricorda l’esistenza della grande spiaggia pubblica dopo il porto, nella zona della Marina Luca Ferrari.

Non è quindi corretto trasformare la discussione in un semplice «spiaggia privata contro spiaggia pubblica», come se ad Alassio esistesse una sola possibilità per chi arriva sul litorale.

Un altro commento è ancora più significativo. Un turista racconta di frequentare Alassio da anni e di aver trovato, proprio in una spiaggia privata, la possibilità di lasciare tranquillamente i propri effetti personali sul lettino durante il bagno, tornando a recuperarli senza problemi.

E qualcuno arriva persino a sottolineare il ruolo economico degli stabilimenti: secondo un commentatore francese, la presenza delle spiagge attrezzate genera reddito e occupazione e contribuisce a mantenere ordine e servizi.

Insomma, il post voleva raccontare una città dove chi non può permettersi uno stabilimento viene praticamente «cacciato sugli scogli».

Ma i commenti raccontano qualcosa di molto più complesso. E raccontano esperienze personali differenti: c’è chi considera il sistema italiano troppo orientato alle concessioni, chi lamenta il costo delle spiagge private e chi, al contrario, racconta di trovare ad Alassio prezzi ragionevoli, servizi, sicurezza e una spiaggia di sabbia che considera tra i punti di forza della località.

Un altro turista francese, infatti, osserva che i lettini sono generalmente più economici altrove, ma fa un’eccezione proprio per Alassio perché la considera una «bella piccola città» con una splendida spiaggia di sabbia fine e aggiunge che vi si mangia molto bene.

C’è poi chi ricorda che le spiagge private di Alassio esistono da quando era giovane, quasi a sottolineare che non si tratta di un fenomeno improvvisamente comparso negli ultimi anni.

E c’è anche un altro dettaglio che il post sembra dimenticare

Non tutti i francesi che intervengono nella discussione indicano Nizza come un modello perfetto.

Un commentatore racconta di aver lasciato Nizza, sua città natale, e di preferire una spiaggia privata ad Arma di Taggia, dove dice di aver pagato 17,50 euro per l’intera giornata, con due lettini, un ombrellone e un tavolo. Racconta inoltre di essersi sentito tranquillo nel lasciare la propria borsa accanto a sé.

Un altro commento ricorda addirittura che a Mentone le spiagge vengono frequentate da molti italiani, che arrivano a lasciare il proprio asciugamano al mattino per tornare successivamente. Insomma, anche il modello francese presenta dinamiche che meritano di essere considerate prima di trasformare Nizza nell’indiscutibile paradiso della libera fruizione.

E c’è chi, parlando direttamente di Alassio, suggerisce ai turisti di non fermarsi soltanto alla località ligure: vengono citate Arenzano, Spotorno e altre località dove, secondo il commentatore, si possono trovare spiagge libere.

Questo elemento è particolarmente interessante perché dimostra che la stessa discussione nei commenti finisce per mettere in discussione l’idea secondo cui l’intera costa italiana sarebbe ormai semplicemente «chiusa» al pubblico.

Il punto non è negare che esista un problema

Sarebbe sbagliato sostenere che ad Alassio non esistano prezzi elevati o che la disponibilità di spiagge libere non rappresenti una questione reale. Alcuni commenti lo dicono chiaramente e meritano di essere ascoltati.

Un’altra frequentatrice, per esempio, sostiene che in Liguria le spiagge libere siano troppo poche e arriva a dire che anche a Santa Margherita Ligure lo spazio destinato alla libera fruizione sarebbe molto limitato. Un’altra commentatrice afferma di frequentare la Liguria ogni estate e di avere la stessa impressione.

Il problema, quindi, esiste e riguarda il giusto equilibrio tra libera fruizione e attività in concessione. Ma una cosa è discutere di equilibrio; un’altra è rappresentare una località turistica come se non esistesse alcuna alternativa e come se ogni turista fosse automaticamente costretto a pagare 40, 50 o 60 euro al giorno.

E qui arriva il vero paradosso italiano

Mentre alcuni turisti francesi vengono ad Alassio e, nei commenti, finiscono per difendere la qualità e anche la convenienza dell’offerta balneare italiana, in Italia il dibattito politico e amministrativo sembra andare nella direzione opposta: aumentare le spiagge libere e ridurre progressivamente lo spazio destinato agli stabilimenti balneari.

Il caso di Spotorno, in Liguria, è emblematico di questa tendenza: più spazio alla libera fruizione e meno spazio alle concessioni.

E proprio nei commenti compare Spotorno come esempio di località dove sarebbe possibile trovare spiagge libere. Il paradosso è evidente: mentre il dibattito nazionale tende spesso a contrapporre «spiagge libere» e «stabilimenti», un turista può semplicemente scegliere località diverse, secondo le proprie esigenze.

La vera domanda, allora, non dovrebbe essere quale modello debba cancellare l’altro, ma quale equilibrio sia in grado di offrire il maggior numero possibile di opportunità.

Se un modello balneare italiano viene criticato perché troppo “privatizzato”, ma sono proprio alcuni turisti francesi a raccontare nei commenti di trovare prezzi accessibili, servizi e qualità, siamo davvero sicuri che ridurre gli stabilimenti sia sempre un passo avanti?

Non rischiamo, invece, una involuzione dell’offerta turistica?

Perché una spiaggia libera è certamente un valore e deve essere garantito un equilibrio tra libera fruizione e attività economiche. Ma anche gli stabilimenti balneari offrono servizi, sicurezza, pulizia, assistenza e occupazione.

E forse proprio i commenti raccolti sotto quel post dimostrano che il turista non ragiona necessariamente secondo gli schemi del dibattito politico. C’è chi vuole la spiaggia libera, chi preferisce lo stabilimento, chi cerca il prezzo più basso, chi considera fondamentale la sabbia, chi apprezza la doccia, la cabina, il servizio e perfino la possibilità di lasciare i propri oggetti senza preoccupazioni.

C’è persino chi consiglia di andare ad Alassio a settembre, quando i prezzi scendono e parte degli stabilimenti comincia a essere smontata, rendendo più facile trovare spazio e vivere la località con maggiore tranquillità.

Questa varietà di esperienze è probabilmente la cosa più interessante emersa dalla discussione.

Forse la vera sfida non dovrebbe essere semplicemente «più spiagge libere e meno stabilimenti», ma trovare un equilibrio che permetta a tutti di vivere il mare.

E, soprattutto, prima di raccontare che «in Italia non ci sono più spiagge», sarebbe utile ascoltare anche chi in Italia viene in vacanza.

Perché in questo caso i commenti mostrano qualcosa di curioso: accanto alle critiche ci sono francesi che difendono Alassio, ne apprezzano la sabbia, ne raccontano i prezzi, ne valorizzano i servizi e arrivano persino a mettere in discussione il confronto con la Costa Azzurra.

Non significa che Alassio sia perfetta. Non significa che i prezzi siano sempre bassi. E non significa che il problema delle spiagge libere debba essere ignorato. Significa semplicemente che la realtà è più complessa dello slogan.

E quando a raccontarlo sono proprio alcuni dei turisti francesi chiamati in causa nel confronto con Nizza, forse vale la pena ascoltarli.

In questo caso, curiosamente, sono proprio i francesi ad aver dato ad Alassio una bella lezione di realtà.

Questo articolo ha 8 commenti

  1. Renata zanardi

    Le spiagge libere hanno un difetto che c’è troppa gente che quando lascia la spiaggia lascia tutto sporco,poi persone di una certa età non possono stare sulla spiaggia senza comodità e servizi igienici,non è facile risolvere questo problema e accontentare tutti

  2. Ermenegildo Bocchini

    Buongiorno, si legge e si parla molto poco di turismo solo sporadici episodi ma come sta andando la stagione in Italia dal Passo di Resia a Capo Passero.

  3. Cinzia

    Ad Alassio in agosto 60 euro ombrellone e due lettini, altro che 20! Spiaggia libera tuttavia piccola, sporca, priva di servizi e mal frequentata. Lo stabilimento resta scelta obbligata

  4. Paolo Nava

    Buongiorno
    Non ho testimonianze dirette in merito se non la mia, però conosco i liguri, Mi riferisco a coloro che gestiscono il comparto turistico compresi naturalmente anche i ristoratori.. Generalizzare non è mai consigliabile tuttavia, in questo caso, è inevitabile. I prezzi, specialmente nella stagione più favorevole al turismo, sono oggettivamente alti., i liguri non sono famosi per la loro cortesia, per cui credere che con 6 euro si possa avere un lettino, con relativo ombrellone, mi risulta davvero molto difficile. Il ligure vive con fastidio l’invasione dei “gabibbi”milanesi e piemontesi che, oltretutto, gestiscono la maggior parte dei bagni. Probabilmente questi francesi arrivano tutti dalla costa azzurra, o da Montecarlo .
    Un caro saluto
    Paolo

  5. Paolo

    L’equilibrio tra spiagge pubbliche e private c’è in Francia dove sono stato 2 volte sulla costa Azzurra e affermo che conviene assolutamente. Non so di Alassio, ma sono di Roma – dove le spiagge libere ci sono ma a km da Ostia che ne è da sempre quartiere -, so di Varazze in Liguria – piacevole epperò con spiagge libere fazzoletti rispetto alle private -, so di Montecarlo/Antibes/San Martine golfo di sant Tropez e non c’è storia a favore di queste ultime. Voglio che il mio paese migliori e le fesserie non aiutano.

  6. Fabrizio

    Martedì 11 agosto ore 14.00 con mia moglie e 2 figli, abbiamo chiesto il prezzo per 2 lettini ed 1 ombrellone presso uno stabilimento privato a Nizza, sulla Promenade des Anglais. Ci saremmo voluti fermare 4 ore, fino alla chiusura. Il bimbo di 6 anni sarebbe entrato omaggio mentre per gli altri 3, il prezzo sarebbe stato di 37,00 a testa che sarebbero scesi a 31,00 per prenotazioni dopo le 15. Abbiamo ringraziato e declinato, 105 € ci sembravano davvero esagerati. Per cui spiaggia libera subito accanto, telo sulle pietre ed il rimpianto di non essere ad Alassio

  7. Franco

    Equilibrio è rispettare le leggi che prevedono il 40% di sabbia libera. Punto. Grazie Europa. Non è concepibile che al reddito fisso medio basso sia negato il mare perché non se lo può permettere.!

  8. Manu

    Secondo me è un po’ inventato questo articolo 🤦

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