A Viareggio il passaggio dalle parole ai numeri ha segnato un netto ridimensionamento per Viareggio Mare e Futuro, la lista civica nata dall’accordo tra Lega Cavalieri del Mare e Mare Libero in vista delle amministrative comunali. Il progetto era stato presentato come un’alleanza costruita dopo settimane di confronto, con una lista composta da bagnini e da esponenti del coordinamento noto per le battaglie sulla libera fruizione delle spiagge.
Non a caso, la nascita della lista era stata raccontata anche come la scelta dei bagnini viareggini di “buttarsi” in politica, portando direttamente nella competizione elettorale il tema del mare, delle concessioni e del futuro del litorale. Proprio questa impostazione aveva contribuito a dare alla lista una forte visibilità pubblica e un profilo molto riconoscibile nel dibattito cittadino.
Alla prova delle urne, però, il risultato è stato molto più modesto delle aspettative. Viareggio Mare e Futuro si è fermata a 122 voti, pari allo 0,8%, senza ottenere alcun seggio in consiglio comunale. Un dato che pesa politicamente perché mostra una distanza evidente tra la visibilità della campagna e il consenso reale raccolto tra gli elettori.
Nella lista comparivano anche nomi come Enrico Santambrogio, Massimiliano Pezzini e Lucio Pezzini, candidati che contribuivano a dare riconoscibilità al progetto. Proprio per questo il risultato finale assume un significato ancora più chiaro: nonostante una campagna molto esposta e una presenza costante nel confronto pubblico, la lista non è riuscita a trasformare quell’attivismo in una base elettorale solida.
C’è poi un dato politico che merita di essere sottolineato. La scelta di impostare una campagna molto dura contro i balneari non ha prodotto l’effetto sperato; anzi, il voto sembra aver detto il contrario, premiando pochissimo una linea costruita quasi interamente sullo scontro. Il messaggio che arriva dalle urne è netto: l’attacco continuo a una categoria centrale per l’economia e l’identità di Viareggio non si è tradotto in consenso.
Le elezioni, in fondo, hanno mostrato proprio questo. Far rumore non basta, alzare i toni non basta, e nemmeno costruire una campagna fortemente anti-balneari è bastato a convincere gli elettori. Per Viareggio Mare e Futuro il responso delle urne resta quindi quello di un flop politico evidente, molto lontano dai proclami della vigilia