A Viareggio il dossier sulle concessioni balneari entra nella fase decisiva, tra tempi ancora da definire, criteri di selezione in via di consolidamento e nuove regole nazionali destinate a incidere direttamente anche sul litorale versiliese. Sul tavolo ci sono durata delle concessioni, tutela degli investimenti, concorrenza e salvaguardia delle imprese che operano da anni nel settore.
Per Viareggio il tema dei futuri bandi balneari non appartiene più al terreno delle ipotesi lontane. Il quadro che si sta definendo porta verso l’avvio delle gare tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre la stagione in corso potrebbe ancora svolgersi senza procedure già operative. Nel passaggio verso il nuovo sistema, uno degli aspetti più delicati riguarda i criteri con cui saranno assegnate le concessioni. Tra gli elementi destinati ad avere peso ci sono la continuità dell’attività d’impresa, il rilievo del lavoro svolto sul territorio e la posizione di chi trae dal balneare la propria principale fonte di reddito, mentre il solo fattore economico non appare sufficiente a esaurire la valutazione.

Intanto si rafforza la cornice nazionale entro cui i Comuni dovranno muoversi. Le nuove linee guida indicano la possibilità di concessioni fino a 20 anni e prevedono indennizzi per i concessionari uscenti, con l’obiettivo di dare una base più stabile al passaggio alle gare pubbliche. Nello stesso solco si inserisce anche il bando-tipo nazionale previsto dal decreto-legge 32/2026, pensato per rendere più omogenee le procedure di assegnazione delle aree demaniali marittime a uso turistico-ricreativo.
La portata della questione è evidente anche guardando ai numeri del comparto. In Toscana il sistema balneare conta 944 stabilimenti, circa 10 mila addetti e un volume d’affari stimato in 100 milioni di euro, mentre nel comune di Viareggio risultano censite 121 concessioni balneari attive. Si tratta quindi di una partita che non tocca soltanto il profilo amministrativo, ma investe occupazione, investimenti e tenuta economica dell’intera filiera turistica. Attorno ai bandi si muove anche un confronto molto acceso tra istituzioni e rappresentanze di categoria. Da una parte viene chiesto che le regole siano uguali per tutti e che si evitino concentrazioni tali da alterare il mercato; dall’altra si insiste sulla necessità di proteggere gli investimenti realizzati e di non lasciare le imprese nell’incertezza sui tempi. Anche sul piano regionale emerge la volontà di difendere il modello toscano senza chiusure di principio, segnale di una trattativa che avrà inevitabilmente anche un forte peso politico.
Resta poi lo sfondo, tutt’altro che secondario, del confronto con le regole della concorrenza. I rilievi rivolti al Comune di Viareggio sugli affidamenti non pienamente concorrenziali hanno aumentato la pressione verso procedure pubbliche strutturate e difficilmente rinviabili ancora a lungo. Per questo i prossimi mesi saranno decisivi: non solo per capire quando partiranno i bandi, ma soprattutto per vedere con quali equilibri verranno tenuti insieme mercato, lavoro, investimenti e identità storica del settore balneare viareggino.
Basterebbe applicare correttamente la direttiva e valutare la risorza se scarsa o no come dicono le sentenze della corte europea..
Se la risorsa risultasse scarsa come sembra ,non si spplica l’art.12 della direttiva..
Quindi niente gare.
Poi se ognino vuole fare come gli pare allora e’ un’altro discorso
Colleghi BALNEARI , se ci mandano a GARA , prenotatevi le RUSPE . NOI andiamo via ma lasciamo la spiaggia libera come l’ abbiamo ricevuta all’ inizio della nostra avventura di bagnini che cinquant’anni fa avevamo iniziato nell ‘ INCERTEZZA
COLLEGHI PRENOTIAMO LE RUSPE