Versilia, il Tar boccia le proroghe ma i balneari spostano la sfida al Tribunale civile.

Secondo quanto riferito da Il Tirreno, il Tar Toscana ha chiuso, sul piano amministrativo, la stagione delle proroghe automatiche delle concessioni balneari in Versilia: dopo Camaiore, sono state bocciate anche quelle deliberate da Viareggio, Pietrasanta e Forte dei Marmi, con l’accoglimento dei ricorsi promossi dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Il quadro che emerge è netto: per i giudici non ci sono più spazi per rinviare il confronto concorrenziale attraverso proroghe generalizzate dei titoli concessori. Le pronunce depositate nei giorni scorsi arrivano tutte dalla medesima discussione svoltasi il 14 maggio davanti alla IV sezione del Tar di Firenze. Sul versante politico-amministrativo, il messaggio ai Comuni della costa è chiaro: occorre adeguarsi e predisporre il percorso che porterà alle gare, senza però immaginare bandi in piena stagione estiva.

A Pietrasanta il sindaco Alberto Giovannetti, intervistato da Il Tirreno, riconosce che il Comune non può sottrarsi all’organizzazione delle aste e che servirà una struttura amministrativa dedicata, capace di affrontare un passaggio complesso sotto il profilo tecnico e giuridico. Lo stesso sindaco spiega che l’obiettivo immediato resta la salvaguardia della stagione balneare e che i futuri bandi dovranno essere costruiti, per quanto possibile, tenendo conto anche della tutela delle imprese familiari locali nel rispetto della normativa.

Accanto al fronte amministrativo, però, si apre quello civile. Sono 55 i concessionari che hanno conferito mandato per un’azione davanti al Tribunale di Lucca: 20 a Viareggio, 34 a Pietrasanta e 1 a Forte dei Marmi. L’iniziativa, affidata agli avvocati Vincenzo De Michele e Gabriella Guida, punta all’accertamento della durata indeterminata delle concessioni, o in subordine fino al 2033, oltre al risarcimento dei danni per l’azzeramento del valore delle aziende.

Sempre al Tirreno, De Michele sostiene che la partita si stia progressivamente spostando dai giudici amministrativi a quelli ordinari e che la recente pronuncia delle Sezioni Unite abbia indebolito la lettura fondata sulla direttiva Bolkestein come disciplina direttamente applicabile.

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