Jesolo ospita gli Stati Generali ANCI: i Comuni turistici chiedono nuove regole e più risorse

Jesolo torna al centro del dibattito nazionale sul futuro delle località turistiche costiere. Il prossimo 17 giugno la città ospiterà la seconda edizione degli Stati Generali dei Comuni Litoranei e di Lago del Veneto, promossi da ANCI Veneto, un appuntamento che riunirà amministratori, istituzioni, imprese e associazioni per affrontare le grandi sfide dei territori turistici. Tra i temi più attesi emerge la richiesta di un riconoscimento giuridico specifico per le cosiddette "città fisarmonica": quei comuni che durante la stagione turistica vedono moltiplicarsi la popolazione, i servizi da garantire e i costi di gestione, senza però disporre di risorse proporzionate a questo incremento temporaneo. Jesolo, come molte località balneari italiane, rappresenta un caso emblematico. A fronte di una popolazione residente relativamente contenuta, nei mesi estivi la città accoglie centinaia di migliaia di turisti, con un impatto enorme su viabilità, sicurezza, raccolta rifiuti, servizi sanitari e protezione civile. Si tratta di un fenomeno che il network nazionale G20 Spiagge aveva già evidenziato nel 2021, quando venne presentata una proposta di legge per il riconoscimento dello status di "Città balneare". L'obiettivo era proprio quello di colmare il divario tra popolazione residente e popolazione effettivamente presente durante la stagione turistica, garantendo maggiori strumenti amministrativi e finanziari ai Comuni costieri. L'edizione 2026 degli Stati Generali affronterà anche altri temi strategici. Sul tavolo vi saranno il modello veneto adottato per le concessioni balneari, la gestione delle gare pubbliche, il progetto di legge sulle Comunità Marine e Lacuali e le criticità legate alla mobilità nelle aree ad alta vocazione turistica. Non è un caso che il confronto si svolga proprio a Jesolo, uno dei pochi Comuni italiani che negli ultimi anni ha portato a termine procedure competitive per numerose concessioni demaniali, diventando un riferimento nel dibattito nazionale sulla riforma del settore. La richiesta di uno status speciale non riguarda soltanto il Veneto. Da anni i Comuni turistici italiani sostengono che il sistema di finanziamento degli enti locali sia costruito sulla popolazione residente e non tenga conto dei milioni di presenze che gravano sui servizi pubblici durante l'alta stagione. Per questo motivo, sindaci e amministratori chiedono una normativa nazionale che riconosca formalmente la specificità delle città balneari e lacustri, prevedendo risorse dedicate, maggiore flessibilità nelle assunzioni stagionali e strumenti amministrativi adeguati alle esigenze dei territori turistici. La scelta di ospitare nuovamente gli Stati Generali conferma il ruolo crescente di Jesolo nel panorama delle politiche turistiche nazionali. Negli ultimi mesi la città ha inoltre presentato la propria candidatura a "Capitale italiana del Mare 2026", rafforzando una strategia che punta a coniugare sviluppo turistico, sostenibilità ambientale e innovazione amministrativa. L'incontro del 17 giugno potrebbe quindi rappresentare un ulteriore passo verso il riconoscimento normativo delle città balneari, una richiesta che da anni accomuna le principali destinazioni costiere italiane e che oggi torna con forza nell'agenda politica nazionale.

Versilia, il Tar boccia le proroghe ma i balneari spostano la sfida al Tribunale civile.

Secondo quanto riferito da Il Tirreno, il Tar Toscana ha chiuso, sul piano amministrativo, la stagione delle proroghe automatiche delle concessioni balneari in Versilia: dopo Camaiore, sono state bocciate anche quelle deliberate da Viareggio, Pietrasanta e Forte dei Marmi, con l’accoglimento dei ricorsi promossi dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il quadro che emerge è netto: per i giudici non ci sono più spazi per rinviare il confronto concorrenziale attraverso proroghe generalizzate dei titoli concessori. Le pronunce depositate nei giorni scorsi arrivano tutte dalla medesima discussione svoltasi il 14 maggio davanti alla IV sezione del Tar di Firenze. Sul versante politico-amministrativo, il messaggio ai Comuni della costa è chiaro: occorre adeguarsi e predisporre il percorso che porterà alle gare, senza però immaginare bandi in piena stagione estiva. A Pietrasanta il sindaco Alberto Giovannetti, intervistato da Il Tirreno, riconosce che il Comune non può sottrarsi all’organizzazione delle aste e che servirà una struttura amministrativa dedicata, capace di affrontare un passaggio complesso sotto il profilo tecnico e giuridico. Lo stesso sindaco spiega che l’obiettivo immediato resta la salvaguardia della stagione balneare e che i futuri bandi dovranno essere costruiti, per quanto possibile, tenendo conto anche della tutela delle imprese familiari locali nel rispetto della normativa. Accanto al fronte amministrativo, però, si apre quello civile. Sono 55 i concessionari che hanno conferito mandato per un’azione davanti al Tribunale di Lucca: 20 a Viareggio, 34 a Pietrasanta e 1 a Forte dei Marmi. L’iniziativa, affidata agli avvocati Vincenzo De Michele e Gabriella Guida, punta all’accertamento della durata indeterminata delle concessioni, o in subordine fino al 2033, oltre al risarcimento dei danni per l’azzeramento del valore delle aziende. Sempre al Tirreno, De Michele sostiene che la partita si stia progressivamente spostando dai giudici amministrativi a quelli ordinari e che la recente pronuncia delle Sezioni Unite abbia indebolito la lettura fondata sulla direttiva Bolkestein come disciplina direttamente applicabile.