“Verificare la scarsità significa guardare anche alle scogliere” torna al centro del dibattito il dossier di Assobalneari

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Alla luce dell’ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 luglio 2026, causa C-574/25, che riconduce l’applicazione dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE alla previa verifica della effettiva scarsità delle risorse naturali disponibili, torna centrale il tema della corretta individuazione delle aree potenzialmente destinate alle attività turistico-ricreative.

Nel dibattito seguito all’ordinanza, numerosi commentatori continuano a sostenere che le coste rocciose non possano essere considerate utilizzabili ai fini balneari. Si tratta di un’affermazione generalizzata che non corrisponde alla realtà concreta delle numerose strutture già operanti su scogliere, né tiene conto della possibilità di rendere tali aree fruibili attraverso investimenti, progettazione, opere di accesso e di sicurezza, nel rispetto dei necessari vincoli ambientali, paesaggistici e amministrativi.

Per questa ragione si ripropone il dossier fotografico di Assobalneari, già presentato al Tavolo tecnico interministeriale sulle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali istituito nel 2023 per la mappatura della risorsa. Il dossier documenta, attraverso esempi concreti, che anche le scogliere — al pari di contesti lacuali e fluviali — possono ospitare stabilimenti e servizi balneari quando l’iniziativa imprenditoriale realizzi le opere e gli investimenti necessari.

Il dossier non intende sostenere che ogni tratto di costa rocciosa sia automaticamente concedibile o immediatamente fruibile. Intende dimostrare, più semplicemente, che l’esclusione preventiva e indiscriminata delle scogliere dalla valutazione della risorsa disponibile non è aderente alla realtà: la loro utilizzabilità deve essere verificata caso per caso, ma non può essere negata in astratto.

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Questo articolo ha un commento

  1. Teo

    Gli stabilimenti balneari in Italia sono 7352 sù 7914 km di costa italiana, isuddetti dovrebbero essere lunghi ilare 1 km per avere una risorsa scarsa, nella stragrande maggioranza dei casi, gli stabilimenti sono larghi pochissime decine di metri dai 20 ai 40 merti che moltiplicato per il n dei bagni non arriva a 300 km DI COSA STIAMO PARLANDÒOOO! Senza contare i laquali e fluviali. BASTA CON QUESTA PAGLIACCIATA! Sono 20 anni che se ne parla è ora di fare una legge SERIA e lasciare in pace le suddette 7352 famiglie lavoratrici italiane!

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