Terremoto concessioni a Loano: congelate tre gare dopo un esposto. Ecco cosa sta succedendo.

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Di Stefano Franchi

Una tempesta burocratica sta agitando le spiagge e il lungomare di Loano, nel savonese. Il Comune ha deciso di “congelare” temporaneamente l’assegnazione di tre importanti spazi pubblici. Il motivo? Un esposto, una segnalazione formale presentata all’amministrazione, ipotizza che tre offerte diverse possano in realtà fare capo a un unico centro decisionale.

Il Comune stava portando avanti due procedure di gara distinte: una per le concessioni demaniali marittime e una per i chioschi sul lungomare. Il blocco cautelativo ha riguardato tre lotti specifici:

  • lo storico stabilimento balneare Bagni Kursaal (gara spiagge);
  • il chiosco Stella Marina (gara chioschi e dehors);
  • il chiosco La Lampara (gara chioschi e dehors).

L’ipotesi: un “unico centro decisionale”

A far scattare lo stop è stato il sospetto che dietro ai partecipanti delle tre procedure possano esserci intrecci di soci, partecipazioni societarie, rapporti di parentela o professionisti di fiducia comuni.

La normativa italiana e i principi europei in materia di concorrenza, richiamati anche nell’ambito delle procedure per le concessioni demaniali marittime, impongono infatti che i concorrenti presentino offerte realmente autonome e indipendenti.

Nel gergo giuridico si parla di divieto di “unico centro decisionale”. In altre parole, non è consentito presentarsi come concorrenti distinti quando le offerte risultano riconducibili, di fatto, a un’unica volontà imprenditoriale. Una situazione di questo tipo potrebbe compromettere la segretezza delle offerte e alterare la parità di trattamento tra tutti i partecipanti. bnA sollevare ulteriori interrogativi vi è anche un precedente: la società che punta ai Bagni Kursaal di Loano si è recentemente aggiudicata, in via provvisoria, la gestione dei Bagni Lido nel vicino Comune di Pietra Ligure. Di per sé l’espansione dell’attività imprenditoriale non costituisce alcuna irregolarità, ma l’esposto richiama anche questo elemento per delineare un possibile disegno unitario.

Cosa può accadere adesso? La palla passa al Comune

A questo punto spetta all’amministrazione comunale svolgere tutti gli accertamenti necessari.

Una verifica limitata ai soli aspetti formali — ad esempio rilevando semplicemente che le società hanno denominazioni e partite IVA differenti — potrebbe non essere sufficiente. La giurisprudenza richiede infatti una valutazione sostanziale, volta ad accertare se esistano elementi concreti idonei a dimostrare l’esistenza di un unico centro decisionale. Qualora emergessero indizi significativi, come professionisti incaricati in comune, progettazioni predisposte dagli stessi soggetti o stretti rapporti societari o familiari tra i partecipanti, il Comune dovrà approfondire tali circostanze. Un’istruttoria insufficiente potrebbe infatti esporre la procedura a possibili impugnazioni davanti al TAR da parte degli altri concorrenti.

Allo stesso tempo, la semplice esistenza di collegamenti tra le società non comporta automaticamente l’esclusione. La consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato stabilisce infatti che l’amministrazione deve garantire il contraddittorio, chiedendo chiarimenti agli operatori economici interessati e consentendo loro di dimostrare che le offerte sono state predisposte in modo autonomo, indipendente e senza alcun reciproco condizionamento.

Per il momento, la decisione del Comune di sospendere temporaneamente l’assegnazione dei tre lotti rappresenta una misura di prudenza amministrativa, finalizzata a consentire tutti gli approfondimenti necessari e a ridurre il rischio che le procedure vengano successivamente travolte da contenziosi giudiziari.

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