Nel giudizio civile promosso dai balneari di Terracina davanti al Tribunale ordinario di Latina per il risarcimento dei danni e l’accertamento dei diritti, emerge un passaggio processuale di particolare rilievo: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiesto di essere autorizzata a chiamare in causa HDI Global Specialty SE per esserne garantita. Il giudice della II Sezione, dott. Paolo Bertollini, ha accolto l’istanza, richiamando l’articolo 269 del codice di procedura civile.
Più ancora dell’aspetto tecnico, è il significato della mossa a colpire. Il punto politicamente più significativo, infatti, è che la scelta dell’AGCM di chiamare in causa la propria assicurazione lascia trasparire che, davanti alle azioni risarcitorie promosse dai balneari, l’Autorità comincia a mostrare una concreta preoccupazione. Sul piano processuale si tratta di una normale richiesta di garanzia; sul piano sostanziale, però, è difficile non leggervi il segnale che il rischio di dover rispondere delle conseguenze del proprio operato viene ormai avvertito come tutt’altro che remoto.
Il provvedimento del Tribunale di Latina formalizza dunque un passaggio che potrebbe avere un peso ben più ampio del singolo fascicolo. Se l’AGCM sente il bisogno di attivare la copertura assicurativa in una causa come quella di Terracina, è inevitabile che questo venga letto come un indice della serietà con cui l’Autorità considera il fronte giudiziario aperto dai concessionari.
Nel decreto si legge che il giudice ha autorizzato la citazione del terzo nel rispetto del termine minimo a comparire e ha fissato nuova prima udienza al 19 gennaio 2027, riservando le ulteriori verifiche preliminari alla scadenza del termine di cui all’articolo 166 c.p.c. Ma questo, sul piano della notizia, resta quasi un effetto conseguenziale: il dato che conta davvero è la decisione dell’AGCM di tutelarsi attraverso il garante assicurativo.
La stessa dinamica potrebbe riproporsi anche nelle cause di Lucca e negli altri tribunali in cui i balneari hanno chiamato in giudizio l’Autorità. Se così sarà, la richiesta di garanzia assicurativa smetterà di apparire come una scelta isolata e assumerà il valore di una linea difensiva precisa, ulteriore indizio del fatto che all’interno dell’AGCM il rischio connesso ai contenziosi promossi dai concessionari viene percepito in modo sempre meno teorico.