Spotorno non è un paese per bambini, l’hotel non li accetta sotto gli 8 anni

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immagine tratta dalla pagina Facebook dei Bagni Miramare di Spotorno

Per anni Spotorno è stata raccontata come una delle località simbolo del turismo familiare della riviera ligure.

Eppure negli ultimi giorni stanno emergendo episodi che stanno facendo discutere cittadini e frequentatori della località. Vicende diverse tra loro ma che, messe insieme, raccontano una realtà che molti definiscono quantomeno contraddittoria. Da una parte si parla della possibile scomparsa di uno stabilimento storicamente frequentato da famiglie e bambini, dall’altra compare persino un albergo che non accetta bambini.

La vicenda è emersa da un post pubblicato nel gruppo Facebook locale “Sei di Spotorno se…”, dove alcuni utenti hanno segnalato l’esistenza di una struttura ricettiva che adotta una formula “adults only”, cioè senza ospiti minorenni. Secondo quanto riportato, il titolare della struttura è marito dell’assessora al turismo del Comune di Spotorno. Una circostanza che ha inevitabilmente alimentato il dibattito pubblico. L’assessora ha infatti difeso apertamente la decisione della struttura, definendola “una scelta aziendale”, sottolineando come ogni imprenditore turistico sia libero di orientare la propria offerta verso il target che ritiene più opportuno.

Una posizione che tuttavia non ha spento le polemiche, soprattutto in una località che per anni ha costruito la propria immagine proprio sulle vacanze per famiglie.

Contemporaneamente il dibattito si è allargato anche al tema delle spiagge. Il sito Uomini Liberi ha pubblicato qualche giorno fa un articolo dal titolo volutamente provocatorio: “Togliere la spiaggia ai bambini: una decisione che mette a rischio sicurezza e tutela dell’infanzia”. Al centro della discussione c’è la spiaggia dell’Istituto Garrone, storicamente gestita dalle suore e frequentata da famiglie e gruppi di bambini. Per molti residenti si tratta di un punto di riferimento storico del turismo familiare della cittadina.

Secondo quanto evidenziato nell’articolo, alcune scelte legate alla riorganizzazione del litorale potrebbero incidere proprio su realtà come questa, facendo temere la perdita di uno spazio che da anni rappresenta un luogo di accoglienza per i più piccoli. Così, nel giro di pochi giorni, si è creata una situazione che molti definiscono paradossale. Da un lato si discute della possibile scomparsa di uno stabilimento legato storicamente ai bambini, come la spiaggia dell’Istituto Garrone. Dall’altro emerge il caso di un albergo che non accetta bambini. Due episodi che, sommati, stanno alimentando una polemica sempre più diffusa sui social e tra cittadini e operatori turistici.

Che turismo vuole Spotorno?

La questione, in realtà, è più profonda di quanto sembri. Dietro queste polemiche si nasconde una domanda che riguarda il futuro della località: Spotorno vuole restare una destinazione per famiglie oppure sta cambiando modello turistico? Perché se la “città dei bambini” inizia a perdere spiagge per famiglie e compaiono hotel senza bambini, la provocazione che circola in questi giorni rischia di non essere più soltanto una battuta.

Ma una domanda sempre più concreta.

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