Dopo la protesta dei balneari assenti alla cerimonia di consegna della Bandiera Blu, Spotorno deve evitare che il riconoscimento si trasformi in un boomerang. Se nelle spiagge libere o non ancora assegnate resta soltanto il cartello “balneazione non sorvegliata”, il Comune dovrebbe chiarire subito come venga garantita la sicurezza.
Spotorno ha ottenuto anche per il 2026 la Bandiera Blu, il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education ai Comuni che rispettano parametri relativi, tra l’altro, a qualità delle acque, servizi, ambiente e sicurezza. Ma proprio sul fronte della sicurezza arriva un precedente che l’amministrazione spotornese non può sottovalutare. A Sabaudia, nei giorni scorsi, la Bandiera Blu è stata sospesa dopo la contestazione della mancata assistenza ai bagnanti sulle spiagge libere: secondo quanto riportato dalla stampa, la presenza di cartelli non è stata considerata sufficiente a sostituire il servizio di salvataggio richiesto.
A Spotorno la discussione sulle spiagge libere è al centro di un duro confronto politico e imprenditoriale. Il nuovo assetto del litorale punta ad aumentare fino al 40% la quota di arenile non in concessione, con una profonda riduzione degli spazi dati in gestione ai privati. La scelta può essere discussa sotto il profilo urbanistico, economico e demaniale. Ma, prima ancora, deve esserlo sotto il profilo della sicurezza: chi garantisce concretamente l’assistenza ai bagnanti nelle spiagge libere e nelle porzioni di arenile non assegnate?
Se in tali aree è presente soltanto un avviso di “balneazione non sorvegliata”, senza un adeguato servizio di salvataggio o senza attrezzature sostitutive conformi alle prescrizioni della Capitaneria di porto, il Comune dovrebbe verificare immediatamente la compatibilità della situazione con l’ordinanza balneare e con gli standard richiesti dalla Bandiera Blu. I criteri internazionali Bandiera Blu prevedono che sulle spiagge sia disponibile un numero adeguato di personale di salvataggio e/o di idonee attrezzature, oltre a misure di sicurezza per i bagnanti; tali requisiti sono qualificati come imperativi.
Il principio emerso nel caso Sabaudia è semplice: non basta segnalare al cittadino che non esiste sorveglianza, se l’area è normalmente utilizzata per la balneazione e la disciplina locale impone invece un servizio di assistenza. Un cartello può avvisare del pericolo, ma non può necessariamente rimediare all’assenza di una misura di sicurezza dovuta. Occorre poi distinguere il caso delle spiagge effettivamente interdette alla balneazione, con ordinanza valida e segnalazione chiara, da quello di spiagge liberamente fruibili nelle quali il bagno è di fatto consentito ma manca un presidio di salvataggio. È nel secondo scenario che può sorgere la criticità più seria.
L’assenza dei balneari dalla cerimonia di consegna della Bandiera Blu, riferita come gesto di protesta contro le politiche comunali sul litorale, rende il quadro politicamente ancora più delicato. Il rischio è che un vessillo celebrato dal Comune venga presto associato a polemiche sulla sicurezza delle nuove spiagge libere.
Il sindaco e gli uffici comunali dovrebbero quindi rendere pubblici, con la massima trasparenza:
- le spiagge libere e le aree non assegnate comprese nel tratto costiero Bandiera Blu;
- le prescrizioni applicabili dell’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria;
- le postazioni di salvataggio attive, gli orari, gli assistenti bagnanti e le attrezzature disponibili;
- gli eventuali tratti formalmente interdetti alla balneazione;
- le ragioni per cui, dove presente, il solo cartello di “balneazione non sorvegliata” sarebbe ritenuto conforme alla normativa.
L’ordinanza di sicurezza balneare risulta pubblicata nella documentazione comunale di Spotorno: è da quel testo, e dalla verifica della situazione concreta su ogni tratto di arenile, che deve partire ogni accertamento serio.
Il caso Sabaudia insegna che la Bandiera Blu non è soltanto un simbolo promozionale da esibire in una cerimonia: è un impegno continuo. Spotorno ha ancora tutto l’interesse ad anticipare controlli, chiarimenti e interventi necessari, evitando che la protesta di oggi si trasformi domani in una sospensione del riconoscimento e in un danno d’immagine per l’intera località.
Complimenti a News Balneari per l’inappuntabile servizio informativo, sicuramente una testata giornalistica specializzata “libera” e “indipendente”, che, racconta le “verità”!
Non manca solo il controllo, mancano i gabinetti e il mare non è mai stato così sporco. La cacca galleggiante non si era mai vista. Manca anche la raccolta differenziata, al momento è solo per i residenti o i balneari