«Prima di impartire lezioni agli altri sarebbe opportuno conoscere le norme vigenti – afferma Rocco Invernizzi, consigliere regionale e comunale di Alassio in risposta a Simona Simonetti, co-portavoce Europa Verde Liguria e consigliere comunale di Finale Ligure –
L’emendamento che ho presentato in Consiglio regionale non è stato né “smentito” né “ignorato”: è diventato legge regionale, è pienamente vigente e produce i suoi effetti fino al 30 settembre 2027 La norma è chiarissima ed è stata pensata per affrontare una fase straordinariamente delicata: consentire ai Comuni liguri di prepararsi alle procedure di evidenza pubblica per le concessioni demaniali, dando loro il tempo necessario per aggiornare e riorganizzare i PUD senza trasformare questo passaggio in una cancellazione indiscriminata delle imprese turistico-balneari esistenti. Per questo il tentativo della co-portavoce di Europa Verde di mettere sullo stesso piano Alassio e Spotorno dimostra una profonda confusione, politica prima ancora che normativa.
Ad Alassio abbiamo scelto di lavorare. Abbiamo costruito l’aggiornamento del Piano attraverso un percorso di confronto con l’Amministrazione, gli uffici e le categorie economiche, ricercando un equilibrio tra fruizione pubblica del litorale, rispetto delle norme e tutela del tessuto economico e turistico della città. Il fatto che il PUD di Alassio raggiunga la percentuale del 40% non smentisce minimamente la norma regionale che ho promosso. Al contrario: dimostra esattamente quale fosse lo spirito della disposizione. La Regione ha dato ai Comuni uno strumento e un periodo transitorio, non ha certo vietato loro di raggiungere il 40% qualora, attraverso la pianificazione e il confronto con il territorio, fossero nelle condizioni di farlo. Confondere una facoltà di pianificazione esercitata dal Comune di Alassio con l’inesistenza o l’inefficacia della norma regionale è un errore macroscopico.
Ed è proprio qui che emerge la differenza con Spotorno. A Spotorno si è compiuta una precisa scelta politica che ha comportato la drastica riduzione del numero degli stabilimenti esistenti, con la trasformazione di concessioni in spiagge libere o libere attrezzate. Una scelta che ha provocato una durissima contestazione da parte degli operatori e di una parte della cittadinanza. Tra le realtà colpite c’è anche quella delle Suore, che per anni hanno svolto attraverso il Campo Solare un servizio con una forte funzione sociale, rivolto anche alle famiglie e ai cittadini più fragili. Questa non è una conseguenza inevitabile della legge. È stata una scelta politica dell’Amministrazione Fiorini. E come ogni scelta politica deve essere rivendicata e spiegata ai cittadini, non nascosta dietro un presunto automatismo normativo. La mia norma regionale esiste proprio perché abbiamo ritenuto sbagliato mettere i Comuni davanti all’alternativa secca tra le procedure di evidenza pubblica e lo smantellamento immediato di attività economiche esistenti.
Abbiamo voluto dare tempo alle amministrazioni per pianificare, confrontarsi con le categorie e governare una transizione complessa. Alassio questo confronto lo ha fatto. Spotorno ha scelto un’altra strada. Per questo trovo paradossale che oggi qualcuno utilizzi il PUD di Alassio per sostenere che avrei “smentito” il mio stesso emendamento. È vero esattamente il contrario: Alassio dimostra che si può pianificare il futuro del demanio attraverso il confronto e senza utilizzare il 40% come una clava contro le imprese esistenti. Quanto poi alle polemiche sulla mia uscita dall’aula al momento del voto, ricordo che rispettare le regole sul conflitto di interessi non è motivo di imbarazzo, ma un dovere istituzionale. Ho seguito il percorso politico e amministrativo del PUD e, quando è stato necessario, ho rispettato scrupolosamente le disposizioni previste. Simonetti e il sindaco Fiorini possono naturalmente difendere le loro posizioni politiche.
Quello che non possono fare è presentare come obbligata dalla normativa una scelta che obbligata non era. La legge regionale è vigente. La sospensione opera fino al 30 settembre 2027. Alassio ha scelto, attraverso un percorso condiviso, di raggiungere comunque il 40%. Spotorno ha scelto politicamente di sacrificare attività esistenti per ridisegnare il proprio litorale. Sono due percorsi profondamente diversi. Chi continua a confonderli o non ha letto le norme oppure cerca deliberatamente di scaricare sulla legge la responsabilità di scelte che sono, invece, esclusivamente politiche. E su un tema così importante per il turismo, per le imprese, per i lavoratori e per le famiglie liguri servono serietà, conoscenza degli atti e capacità di confronto. Non slogan».
Pur vivendo in una città rivierasca, mi capita spesso di frequentare le vicine spiagge Francesi. Perche la Francia è l’Italia che vorrei. Tutte le spiagge sono libere e pulitissime, perche chi sporca è visto male da tutti, e rischia il linciaggio della popolazione.
Se chiedi ai francesi perche non esistonono stabilimenti, la risposta è sempre la stessa:”non è possibile, la spiaggia è di tutti”. Per loro Libertà, Eguaglianza e Fraternità, non sono scritte nella costituzione, ma nel modo di pensare dei Francesi.. Del resto se il sistema clienterale, di favoritismi e di privilegi, é così radicato negli Italiani, non ci stupisce come mai certi fenomeni sociali, come ad esempio la mafia e l’evasione, abbiano attecchito così bene in Italia piuttosto che in altri paesi.
Prima di cambiare le leggi, bisognerebbe cambiare il modo di pensare e vedere le cose degli Italiani, poi, forse, le spiagge libere a tutti ci sembreranno normali.
Che conosciate la normativa lo abbiamo visto benissimo, considerato i tratti di scogliera spacciati per spiagge libere. I rapporti tra imprenditoria e politica continueranno ad avvelenare questo paese nei secoli dei secoli, dal micro come Alassio, al macro della politica nazionale. Mi permetto di andare un minimo off-topic: quando abbiamo eliminato il finanziamento pubblico ai partiti, abbiamo messo all’ asta del miglior offerente le campagne elettorali… Ma siamo un popolo troppo miope ed ignorante per capirlo.