Spiagge, i balneari siciliani: “Nessuna privatizzazione, garantiamo servizi e sicurezza”

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Nel comunicato a firma di Antonio Firullo, presidente dell’ Associazione Turistica Balneare Siciliana i balneari contestano le polemiche sui nuovi insediamenti, sostenendo che le concessioni non sottraggono spiagge ai cittadini ma assicurano servizi, occupazione e sviluppo turistico nel rispetto delle regole regionali.

“Da alcuni giorni ascoltiamo esponenti politici della Provincia di Ragusa esternare preoccupazione per una “privatizzazione” delle spiagge causa l’insediamento di nuove strutture balneari. In alcuni casi addirittura è stata indetta anche una petizione con raccolta firme contro nuovi insediamenti o alle modifiche dei PUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo). Innanzitutto è doveroso precisare che noi, concessionari balneari, rappresentiamo la Regione Sicilia. Noi non ci “appropriamo” di spiagge ma paghiamo un canone per garantire sevizi importanti come il primo soccorso con una infermeria attrezzata anche con un defibrillatore, il servizio di salvataggio, la pulizia dell’arenile per tutto il periodo dell’anno, i servizi igienici, l’accesso e la sosta per le persone diversamente abili.

Noi, sentinelle del mare garantiamo a tutti i fruitori del mare un intervento immediato. Non “privatizziamo” le aree a noi concesse perché l’ingresso è sempre libero, tanto meno pretendiamo pagamenti se la gente deve fare il bagno a mare, falsità decantate da una propaganda politica ignorante e incapace di confrontarsi. Le nostre sono attività commerciali, piccole e medie imprese che garantiscono lavoro e servizi che nemmeno i comuni costieri fanno, nonostante obbligati per legge, come il servizio Non siamo abusivi perché riconosciuti dalla legge. E’ vero invece che i PUDM devono essere anche un motivo di programmazione turistica, per incrementare nuove attività, non solo per regolamentare i concessionari esistenti, come il caso di Ragusa, in quanto abbiamo la certezza che nella nostra regione, non c’è scarsità di risorse, infatti in 1.800 chilometri di costa,
insistono solo il 19% di concessioni di varie attività, stabilimenti balneare addirittura solo l’8%.

In termini tecnici preme sottolineare che il Codice della Navigazione, le Linee Guida della Regione Sicilia, obbligano i Comuni costieri il 50% di area libera e il restante 50% per attività con servizi alla balneazione. E’ certo, quindi, che nella spiaggia di pertinenza del Comune di Ragusa e Pozzallo l’occupazione delle strutture balneari è meno del 10% del totale della spiaggia libera, ovviamente Porti esclusi. In Sicilia, prima e dopo l’emergenza epidemiologica da Covid-19, sono state presentate numerose istanze di rilascio di Concessione Demaniale Marittima, anche in Provincia di Ragusa nel rispetto dell’articolo 69 della
Legge Regionale n. 9 del 15.04.2021, che consente l’esame delle istanze di richiesta di rilascio di concessione presentate anche se non coerenti ai PUDM dei Comuni.Ancora una volta siamo costretti a ribadire che le Autorizzazione di “breve durata” sono di competenza esclusivamente della Regione Sicilia ai sensi del Decreto Assessoriale numero 351/Gab del 07.10.2019,
non del Sindaco.

Quindi, se noi, concessionari balneari, siamo perfettamente in regola, rimane un mistero il perché così tanta diffidenza da parte della nostra deputazione che fa proprio del turismo la sua arma migliore in campagna elettorale e nonostante garantiamo più di dieci milioni di Euro l’anno nelle casse della regione Sicilia. Come possiamo sperare di combattere la cultura della mafia in questo modo in una terra che potrebbe vivere solo di turismo?

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