In merito alle recenti proposte emerse dal Presidente del SIB veneto Lorenzo Braida e riportate dalla stampa riguardo l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) sulle spiagge venete, l’Associazione Nazionale Assistenti Bagnanti (ANAB) interviene con forza per chiarire la propria posizione, a tutela della professionalità della categoria e, soprattutto, della pubblica incolumità.
La tecnologia come “Rafforzo”, mai come “Alternativa”
L’ANAB ribadisce un principio fondamentale: l’innovazione tecnologica può essere accolta esclusivamente come supporto aggiuntivo a un organico di assistenti bagnanti già completo. La tecnologia non può e non deve essere utilizzata come scappatoia per risolvere la carenza di personale o per garantire l’apertura degli stabilimenti che, altrimenti, dovrebbero restare chiusi per legge.
“L’Intelligenza Artificiale può segnalare un pericolo, ma non può gettarsi tra le onde, non può effettuare un recupero tecnico e non può praticare le manovre rianimatorie. Sostituire l’uomo con una telecamera significa trasformare il salvataggio in una semplice osservazione passiva della tragedia.”
Le priorità emerse dal tavolo di confronto
Durante l’incontro con la Regione e le altre sigle, ANAB ha posto l’accento su temi cruciali che non possono essere ignorati in favore di “soluzioni digitali” sbrigative:
Riqualificazione della professione: La carenza di bagnini non si risolve con i computer, ma rendendo il lavoro più dignitoso. Serve un adeguamento salariale che rifletta le enormi responsabilità civili e penali che i ragazzi si assumono ogni giorno.
Revisione della NASpI: È stato ribadito che l’attuale sistema di ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali è insufficiente. Senza una tutela economica durante i mesi invernali, i professionisti più esperti sono costretti ad abbandonare il settore.
Formazione e Requisiti: I criteri di abilitazione sono sempre più stringenti, ma mancano incentivi per i giovani che vogliono intraprendere questo percorso.
Tutela Legale: L’assistente bagnanti oggi opera sotto una pressione giuridica costante. Chiediamo tutele chiare per chi agisce in emergenza, evitando che la paura di conseguenze legali scoraggi i nuovi inserimenti.
Una risposta alla paura di “non aprire”
Capiamo la preoccupazione degli imprenditori balneari riguardo all’obbligo di chiusura in assenza di servizio di salvataggio, ma la sicurezza dei turisti non può essere oggetto di compromessi al ribasso. L’inserimento di telecamere e alert può essere preso in considerazione solo come potenziamento di una torretta presidiata, per estendere il campo visivo in condizioni difficili, ma mai come pretesto per ridurre il numero di professionisti in spiaggia.
Il litorale veneto è un’eccellenza mondiale grazie al sacrificio e alla preparazione di migliaia di assistenti bagnanti. ANAB continuerà a collaborare con la Regione Veneto e con i sindaci, ma resterà vigile affinché l’Intelligenza Artificiale rimanga uno strumento al servizio dell’uomo e non una scusa per svuotare le spiagge della loro difesa più importante: la presenza umana.
Guido Ballarin