Polizze catastrofali, da oggi scatta l’obbligo: senza copertura si rischia l’esclusione da contributi, incentivi e aiuti pubblici

Da oggi, 31 marzo 2026, per molte imprese italiane entra in una fase operativa l’obbligo di stipulare una polizza contro i rischi catastrofali previsto dalla legge di bilancio 2024 e attuato anche dal decreto interministeriale 30 gennaio 2025, n. 18.
Non c’è una multa automatica immediata per l’impresa che non si adegua, ma c’è una conseguenza molto concreta: il mancato adempimento deve essere tenuto in considerazione nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziate con risorse pubbliche, comprese quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali.

È questo il punto chiarito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nella pagina ufficiale dedicata alle polizze Cat Nat.
In altri termini, quando si aprirà la partita degli aiuti pubblici, la regolarità assicurativa potrà diventare un requisito decisivo per restare dentro il perimetro delle misure di sostegno. La scadenza del 31 marzo 2026 riguarda in particolare le categorie per cui il termine è stato prorogato, cioè le imprese della pesca e dell’acquacoltura, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e le imprese turistico-ricettive. Il tema interessa quindi molto da vicino anche il comparto balneare, dove molte attività operano in connessione con turismo, ospitalità e somministrazione.

La copertura obbligatoria riguarda i danni direttamente cagionati da sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni.
Il decreto attuativo, più precisamente, tipizza gli eventi rilevanti nelle categorie di alluvione, inondazione ed esondazione, sisma e frana. Ed è proprio qui che emerge il punto più sensibile per chi lavora sulla costa. Il rispetto dell’obbligo di legge, infatti, non significa automaticamente copertura per ogni danno provocato dal mare o da fenomeni meteo-marini, perché il perimetro minimo della polizza obbligatoria coincide con gli eventi espressamente individuati dalla disciplina. Per gli stabilimenti balneari e per le attività esposte sul litorale, la differenza è tutt’altro che teorica. Una impresa può essere formalmente in regola con l’obbligo assicurativo e tuttavia dover verificare con attenzione se il contratto copra anche i danni che, nella realtà operativa del fronte mare, rappresentano il rischio più concreto.

Per questo il problema non è soltanto “avere la polizza”, ma sapere esattamente cosa assicura. La verifica delle garanzie effettive, delle esclusioni e delle eventuali estensioni di copertura diventa quindi essenziale, soprattutto per le imprese costiere che vogliono evitare di trovarsi in regola sulla carta ma scoperte nel momento del danno.

Nel frattempo, però, la regola è già entrata nel vivo. E il messaggio che arriva dalla disciplina vigente è chiaro: senza polizza Cat Nat l’impresa rischia di compromettere l’accesso a contributi, incentivi e aiuti straordinari; con la sola polizza obbligatoria, invece, deve comunque accertare se la tutela sia davvero adeguata ai rischi specifici della propria attività.

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