Dietro il bando con cui il Comune di Pietra Ligure ha messo a gara 41 concessioni non c’è solo una procedura amministrativa. C’è, soprattutto, un cambio di paradigma.
A leggere i criteri di valutazione, emerge con chiarezza che non sarà premiato chi “ha sempre fatto questo mestiere”, ma chi saprà presentare il progetto più convincente. Il punteggio complessivo è costruito su 100 punti e sposta l’asse della competizione dalla titolarità della concessione alla qualità dell’offerta .
La prima indicazione è già significativa. Una parte importante del punteggio viene assegnata alla qualità dei servizi offerti agli utenti. Non basta più garantire ombrelloni e lettini: contano l’accessibilità, in particolare per le persone con disabilità, la capacità di lavorare anche fuori stagione e l’integrazione con il sistema turistico locale attraverso convenzioni e servizi collegati. In altre parole, la spiaggia diventa un tassello di un’offerta turistica più ampia e strutturata.
Ma è sul piano degli investimenti che il bando cambia davvero passo. Il peso maggiore è attribuito alla qualità degli impianti e delle strutture. Vengono premiati materiali ecosostenibili, soluzioni compatibili con il contesto architettonico e interventi orientati al risparmio energetico. Non solo: compare anche un riferimento esplicito alla mitigazione del rischio di alluvioni marine, segno che la pianificazione delle concessioni si intreccia sempre più con i temi della sicurezza e del cambiamento climatico.

Accanto a questo, si inserisce un altro livello di valutazione, meno evidente ma altrettanto rilevante: la capacità di valorizzare il territorio. Le offerte dovranno dimostrare attenzione alle componenti culturali, folkloristiche ed enogastronomiche locali. Un punteggio non altissimo, ma che indica una direzione precisa: la concessione non è più un’attività isolata, ma parte di un ecosistema turistico.
Non mancano poi elementi legati alle politiche pubbliche. Il bando attribuisce punti a chi introduce misure in materia di sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e gestione dei rifiuti, così come a chi prevede il coinvolgimento di giovani sotto i 36 anni. Anche qui il messaggio è chiaro: la gestione della spiaggia deve rispondere a obiettivi più ampi, che vanno oltre il semplice esercizio economico.
Curiosamente, l’esperienza – che per anni è stata il principale elemento distintivo del settore – pesa relativamente poco. Viene considerata, certo, sia nel comparto balneare sia in ambiti turistici analoghi, ma con un punteggio limitato. Il segnale è evidente: il passato conta meno del progetto.
Il vero baricentro, però, sta nell’offerta turistica complessiva. Una quota molto significativa del punteggio è legata alla capacità di ampliare e diversificare i servizi. Qui entrano in gioco interventi per famiglie, disabili, ma anche – e soprattutto – servizi a supporto della libera balneazione, come pulizia dell’arenile, sicurezza e dotazioni accessorie. È un passaggio decisivo, perché introduce un’idea diversa di concessione: non più spazio esclusivo, ma elemento integrato in un sistema di fruizione pubblica.
Nel complesso, i criteri disegnano un modello profondamente diverso da quello tradizionale. Partecipare alla gara non significa semplicemente dimostrare di saper gestire uno stabilimento, ma di avere una visione, una capacità di investimento e una struttura organizzativa adeguata.
E qui emerge anche il lato più delicato della vicenda. Perché se da un lato il sistema premia qualità, innovazione e sostenibilità, dall’altro rischia di alzare in modo significativo la soglia di accesso. Non tutti saranno in grado di competere su questo piano.
Resta poi, sullo sfondo, la questione più ampia che nessun criterio può risolvere: quella della necessità stessa delle gare. I punteggi stabiliscono come scegliere il concessionario, ma non affrontano il tema preliminare, cioè se tutte le concessioni debbano davvero essere messe a gara senza una verifica concreta della scarsità.
Ed è proprio su questo punto che, con ogni probabilità, si giocherà la partita più importante nei prossimi mesi.