Ordinanza Balneari Rimini, Licordari; “Ora il Governo completi la mappatura e applichi correttamente la direttiva europea.”

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“L’ordinanza della Corte di Giustizia dell’Unione europea nella causa C-574/25 (Balneari Rimini) non introduce nuovi principi in materia di concessioni demaniali marittime. Al contrario, essa rappresenta una importante e autorevole conferma di ciò che Assobalneari Italia Federturismo Confindustria sostiene da anni in tutte le sedi istituzionali, politiche e giudiziarie.

La Corte ribadisce che l’applicazione dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE presuppone necessariamente l’accertamento della scarsità della risorsa naturale e che spetta agli Stati membri stabilire le modalità con cui tale verifica deve essere effettuata. Non vi è dunque alcuna automatica identificazione tra concessioni demaniali e gare pubbliche, ma la riaffermazione di un principio che Assobalneari Italia ha sempre posto al centro della propria azione: prima si verifica se la risorsa è effettivamente scarsa, solo dopo, eventualmente, si applica la disciplina delle procedure comparative.
È esattamente questa la posizione che Assobalneari Italia ha costantemente sostenuto e che è stata nuovamente illustrata al Governo nel corso dell’incontro del 13 luglio scorso con il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, nel quale abbiamo ribadito che qualsiasi iniziativa normativa o amministrativa deve necessariamente partire dalla verifica della scarsità della risorsa e non dall’automatica predisposizione delle gare.
Per questo motivo, l’ordinanza non rappresenta per Assobalneari Italia una sorpresa, ma la soddisfacente conferma della correttezza del percorso giuridico e istituzionale seguito in questi anni.

Al contrario, essa smentisce quelle interpretazioni che avevano progressivamente ridotto il tema della scarsità ad un elemento marginale, accettando come inevitabile un sistema generalizzato di gare e spostando il dibattito lontano dal reale contenuto della direttiva europea. Assobalneari Italia non può non rilevare come alcune organizzazioni di categoria, ormai residuali, abbiano finito per accettare questa impostazione, rinunciando di fatto a difendere con convinzione il principio fondamentale della preventiva verifica della scarsità della risorsa. L’ordinanza della Corte dimostra invece che proprio tale verifica costituisce il presupposto imprescindibile dell’applicazione dell’articolo 12 della direttiva.

Un riconoscimento particolare va al Presidente Antonio Pasca, la cui raffinata elaborazione giurisprudenziale, già espressa nella vicenda del Comune di Ginosa, ha avuto il merito di riportare il dibattito sul corretto piano giuridico, individuando nella verifica della scarsità il vero nodo interpretativo della direttiva servizi. Una ricostruzione che Assobalneari Italia ha condiviso e sostenuto fin dall’inizio e che oggi trova un’ulteriore conferma nell’ordinanza Balneari Rimini. Più volte abbiamo richiamato la figura del “Giudice a Berlino”, simbolo della fiducia nella giustizia e nella forza del diritto. In quella figura abbiamo identificato il Presidente Pasca, certi che la solidità delle sue argomentazioni avrebbe trovato conferma. L’ordinanza della Corte di Giustizia rappresenta oggi un importante riconoscimento della correttezza di quel percorso interpretativo.

Parimenti, acquistano ulteriore autorevolezza le posizioni sostenute da anni in Parlamento dal Senatore Maurizio Gasparri e dall’On. Deborah Bergamini, che ha difeso tali impostazioni anche nell’ambito del tavolo tecnico istituito dal Governo. Le loro tesi trovano oggi un’ulteriore conferma nella lettura offerta dalla Corte di Giustizia. Ora spetta al Governo assumere una chiara iniziativa politica che riporti definitivamente questa vicenda sul corretto percorso giuridico, superando interpretazioni che hanno contribuito ad alimentare incertezza e contenzioso. Il cosiddetto bando tipo, la cui predisposizione è prevista nell’ambito del riordino della materia, non può e non deve trasformarsi nella certificazione preventiva dell’obbligo generalizzato di indire gare. Esso deve invece avere come presupposto imprescindibile la preventiva verifica della scarsità della risorsa naturale, secondo le modalità che il Governo riterrà di disciplinare, come la stessa Corte riconosce rientrare nella competenza degli Stati membri.

Oggi non vi sono più alibi né margini per interpretazioni distorsive. La Corte non ha scritto nulla di diverso da quanto Assobalneari Italia sostiene da anni. Ha semplicemente ribadito che la direttiva europea deve essere letta nella sua interezza e che la verifica della scarsità costituisce il presupposto necessario di ogni eventuale procedura comparativa. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha oggi l’opportunità di completare il percorso già avviato con la scelta lungimirante di disporre, mediante apposita norma di legge, la mappatura delle coste italiane. Assobalneari Italia chiede da mesi che tale lavoro venga portato a compimento, affinché costituisca la base oggettiva sulla quale verificare la sussistenza o meno della scarsità della risorsa e garantire così una corretta applicazione della direttiva servizi.

La Corte di Giustizia ha confermato ciò che Assobalneari Italia ha sempre sostenuto. Ora la politica ha il dovere di trarne le conseguenze, riportando definitivamente questa vicenda sul retto percorso del diritto, senza ulteriori travisamenti o manipolazioni interpretative.”

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