Dopo anni di battaglie istituzionali e giudiziarie, oggi si apre una nuova fase per il comparto balneare italiano. Dal 2006, e in maniera ancora più intensa negli ultimi anni, FederTerziario Balneari ha portato avanti una battaglia costante contro l’applicazione della direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali marittime, sostenendo che le concessioni balneari riguardano
beni pubblici e non servizi e che, pertanto, non dovrebbero essere assoggettate alla disciplina sulla libera prestazione dei servizi.
Oggi possiamo affermare che si chiude una pagina che ha generato anni di incertezza, bloccando gli investimenti, frenando lo sviluppo del turismo balneare e mettendo in difficoltà migliaia di imprese familiari che rappresentano un’eccellenza del nostro Paese. È significativo che proprio da Lecce, città dalla quale, con l’allora sindaco Carlo Salvemini, prese avvio uno dei principali contenziosi che ha segnato la storia recente delle concessioni balneari, riparta oggi la speranza del turismo balneare italiano e possa prendere avvio un nuovo percorso. La recente pronuncia della corte di giustizia dell’Unione Europea, ha ribadito un
principio fondamentale: l’obbligo di ricorrere a procedure di evidenza pubblica previsto dall’articolo 12 della direttiva Bolkestein opera solo quando sia in effettiva scarsità della risorsa naturale, accertamento che spetta all’autorità nazionale sotto
il controllo dei giudici e costituisce un passaggio di grande rilievo nel dibattito sulle concessioni demaniali marittime.
Accogliamo con favore la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Lecce, con il voto unanime della maggioranza e il contributo di tutti i consiglieri che hanno condiviso questo percorso “che alleghiamo “. È un segnale politico e istituzionale importante che richiama il rispetto dell’articolo 12 della direttiva europea del 12 dicembre 2006 e apre una riflessione seria sull’effettiva applicabilità della direttiva alle concessioni balneari. Ricordo inoltre il convegno svoltosi il 18 aprile 2018 presso la Camera dei Deputati, dal titolo “Europa, Euro e Bolkestein”, al quale partecipò anche Frederik Bolkestein, ideatore della direttiva. In quella sede egli affermò chiaramente che le concessioni balneari riguardano beni e non servizi e che, di conseguenza, la direttiva sulla libera prestazione dei servizi non dovrebbe trovare applicazione alle concessioni delle spiagge.
Per questo motivo salutiamo con favore il nuovo indirizzo assunto dal Comune di Lecce e rivolgiamo un sincero ringraziamento al Sindaco Adriana Poli Bortone, ai consiglieri comunali di maggioranza e a tutti coloro che hanno contribuito all’approvazione della mozione.
Ringrazio la Simdaca Poli Bortone e l’amministrazione comunale di Lecce per aver ascoltato il mio invito a non costituirsi nel ricorso per cassazione alle sezioni unite n.425/2025 da me proposto contro la sentenza n.4479/2024 del Consiglio di Stato, che aveva accolto l’appello del Comune di Lecce (giunta Salvemini). E’ stato un primo segnale importante a cui l’amministrazione comunale ha dato ora continuità