L’Organizzazione sindacale ITB Italia ritiene doveroso intervenire nel dibattito pubblico con spirito costruttivo e nel pieno rispetto delle istituzioni, al solo fine di ristabilire alcuni elementi di correttezza giuridica e fattuale emersi nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Olbia in occasione della discussione relativa ai PUL.
Quando si afferma che «è noto che da sempre sostengo che le concessioni balneari siano illegittime, ma lo sostiene anche
l’Alta Corte di Giustizia europea», si rilascia una dichiarazione che non corrisponde al vero e che, inoltre, getta
ingiustificatamente discredito sulle imprese balneari sarde. È bene ricordare che gli operatori balneari della Sardegna hanno regolarmente registrato i propri titoli concessori presso l’Agenzia delle Entrate, ente dello Stato, con validità fino a settembre 2027. Inoltre, hanno presentato, fino alla medesima scadenza, le necessarie polizze fideiussorie a garanzia degli obblighi concessori. Pertanto, riteniamo di operare nella piena legittimità.
Per quanto riguarda la giurisprudenza europea, occorre sottolineare che il 10 luglio 2026, a seguito di un’iniziativa
promossa dal nostro legale, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha precisato, attraverso un’ordinanza, che le
concessioni demaniali marittime devono essere assoggettate a procedure di evidenza pubblica esclusivamente nei casi
in cui sia accertata la scarsità della risorsa, come previsto dall’articolo 12 della Direttiva Bolkestein. In Sardegna, come evidenziato da numerosi studi, analisi e dati pubblici, la risorsa non risulta scarsa. Ne consegue che il presupposto richiesto dalla normativa europea per l’obbligo di gara non può essere considerato automatico, ma deve essere accertato sulla base di elementi oggettivi e concreti.
In termini semplici, la normativa europea impone il ricorso alle procedure comparative soltanto laddove vi sia una reale
scarsità della risorsa disponibile. È quindi necessario che il dibattito pubblico su questo tema si fondi su dati, atti e
pronunce effettivamente esistenti, evitando semplificazioni che rischiano di alimentare confusione e disinformazione.
Nel pieno rispetto delle istituzioni, delle diverse posizioni politiche e della legittimità di ogni opinione, intendiamo tuttavia
invitare tutte le forze politiche a mantenere un confronto equilibrato e costruttivo, evitando dichiarazioni che possano
contribuire ad alimentare un clima di tensione e contrapposizione.
Riteniamo doveroso portare rispetto ai tanti imprenditori e lavoratori sardi che ogni giorno svolgono la propria attività con professionalità, garantendo servizi fondamentali per il turismo e per l’economia del territorio.