Fate conto che quel che leggerete non esiste. Perché avvocati e consulenti stanno costeggiando tutta l’Italia alla ricerca di Amministrazioni Comunali pronte a conferire lauti incarichi; perché la stampa martella da anni sempre la stessa superficiale solfa; perché gli stessi sindacati dichiarano di aver accettato “obtorto collo” il tema delle evidenze pubbliche, come se uno stabilimento balneare potesse essere assimilato a un appalto e non avesse insito in sé stesso, grazie a contratti precedentemente firmati con lo Stato, un altro istituto giuridico che, se venisse cancellato, aprirebbe a risarcimenti e contenziosi da far paura (do you remember la cancellazione dei vitalizi poi restituiti?)
Di seguito riportiamo il punto 9 della Direttiva Servizi, chiamata Bolkestein dal nome del Commissario Europeo del Mercato olandese dei primi anni Duemila. Lo stesso Bolkestein ribadì pubblicamente che gli stabilimenti balneari non c’entravano nulla con la Direttiva (a Roma, nel 2018, leggi qui https://www.ilsole24ore.com/art/bolkestein-la-direttiva-non-si-applica-stabilimenti-balneari–AEiZClaE e qui https://www.youtube.com/watch?v=QswIGOQCZOg). Ma il suo era un parere, autorevole, in una pubblica adunanza. Quello che contano sono le parole scritte nel testo in base al quale si pretende di imporla soltanto per questo settore e soltanto in Italia.
9)La presente direttiva si applica unicamente ai requisiti che influenzano l’accesso all’attività di servizi o il suo esercizio. Pertanto essa non si applica a requisiti come le norme del codice stradale, le norme riguardanti lo sviluppo e l’uso delle terre, la pianificazione urbana e rurale, le regolamentazioni edilizie nonché le sanzioni amministrative comminate per inosservanza di tali norme che non disciplinano o non influenzano specificatamente l’attività di servizi, ma devono essere rispettate dai prestatori nello svolgimento della loro attività economica, alla stessa stregua dei singoli che agiscono a titolo privato.
“Le norme riguardanti lo sviluppo e l’uso delle terre”: ovvero, precisamente, l’intero settore balneare che proprio sullo sviluppo e l’uso della terra (la porzione spiaggia) agisce per la propria attività economica. Non c’è nessun “servizio spiaggia” da appaltare, né “servizi bar” o “servizi ristorante”, “servizi giochi” come accade quando si vincono appalti per “servizi mensa”, “servizi ospedalieri”, “servizi ferroviari”, “servizi sicurezza”, “servizi pulizia”.
Non è l’unica incongruenza già tra la Direttiva e la sua (impossibile) applicazione all’italiana. Tutto questo è scritto nelle norme e comporterà, per le Amministrazioni Comunali, i funzionari pubblici, gli assessori, i sindaci e persino i giudici o le autorità che imporranno la disapplicazione corretta della norma di rispondere nelle sedi giuridiche, di valutazione del danno erariale ed eventualmente penali.
Lo stato i comuni possono appaltare se mi danno. una struttura già attrezzata con struttura e clienti allora posso capire che uno ha un margine di tempo e rischia il rinnovo ma gente come noi che abbiamo visto lungo nel tempo investendo oltre ai soldi si sacrifica anche intere famiglie spesso con famigliare che anno lasciato altri lavori per dare continuità nell,impresa di famiglia facile dopo tanti anni dì sacrifici cacciarti e loro lavorano sulla tua impresa già affermata la bolkastein non si applica sulle imprese di altri se questi signori vogliono le spiagge prendessero i km di spiagge libere
Bisognerebbe scoprire cosa c è dietro alla forzata applicazione della Bolkestain. Coloro che spingono tanto in quella direzione, cosa hanno avuto in cambio??? Perché vogliono distruggere migliaia di famiglie, piu tutto l indotto che ne segue?? Io sento che questa faccenda puzza di marcio, per non dire peggio…