Il Governo impugna la legge siciliana sui ristori per il ciclone Harry: nel mirino DURC, canoni demaniali e competenze statali

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Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge con cui la Regione Siciliana aveva stanziato 40,8 milioni di euro per le imprese colpite dal ciclone Harry. La contestazione si concentra sull’esenzione dal DURC, sull’esonero dai canoni concessori 2026 per alcune concessioni demaniali marittime e sul presunto contrasto con l’articolo 117 della Costituzione.

Roma ferma la legge siciliana sui ristori per il ciclone Harry e apre un nuovo fronte con Palazzo d’Orléans. Il Consiglio dei ministri ha infatti impugnato il provvedimento approvato il 30 gennaio 2026 dall’Assemblea regionale, quello che aveva messo sul piatto 40,8 milioni di euro per sostenere le imprese danneggiate dagli eventi meteorologici del 19, 20 e 21 gennaio.

Non è l’impianto generale degli aiuti a finire sotto accusa, ma alcune norme precise della legge. Nel mirino del governo ci sono l’esenzione dalla presentazione del DURC per le imprese beneficiarie dei contributi e l’esenzione dal pagamento dei canoni concessori 2026 per alcune concessioni demaniali marittime nelle aree colpite dal maltempo.

È su questi due passaggi che si concentra il cuore dell’impugnativa. La tesi del governo è che la Regione abbia invaso ambiti riservati allo Stato, con riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettere e) e o), cioè tutela della concorrenza e previdenza sociale. In questa chiave, il DURC viene letto come materia che richiede regole uniformi sul piano nazionale, mentre l’esonero dai canoni demaniali viene ritenuto suscettibile di alterare il quadro concorrenziale.

La partita, però, non è soltanto giuridica. Una parte dei ristori è già entrata nella fase operativa e questo rende lo scontro ancora più delicato. Oltre 7 milioni di euro risultavano già erogati e le domande presentate erano circa 1.200 già all’inizio di marzo. Un dato che adesso pesa, perché l’impugnativa rischia di avere effetti concreti su misure già avviate e su imprese che aspettano di capire se il percorso degli aiuti subirà correzioni o stop.

La legge regionale era nata per dare una risposta rapida ai danni provocati dal ciclone Harry, con risorse ripartite tra commercio, pesca, agricoltura e comparto balneare. Nelle settimane successive, la Regione aveva anche esteso i ristori alle imprese non collocate sui litorali, prevedendo contributi fino a 20 mila euro in proporzione ai danni subiti. Proprio questo allargamento della platea rende adesso ancora più ampia la portata del contenzioso aperto tra Roma e Palermo.

A questo punto le strade possibili sono due: una correzione della norma regionale per rimuovere i punti contestati oppure il giudizio della Corte costituzionale. Ma il messaggio politico è già arrivato: il governo non contesta soltanto un intervento emergenziale, contesta il tentativo della Regione di spingersi su terreni che considera riservati alla legislazione statale.

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