Il delitto perfetto: L’impostura del re assoluto e il banchetto dello stato brado

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๐†๐Ž๐‹๐๐„ ๐๐€๐‹๐๐„๐€๐‘๐ˆ. ๐‹โ€™๐ž๐ฌ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐›๐ข๐š๐ง๐œ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฎ๐œ๐œ๐ข๐๐ž ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ข๐œ๐œ๐จ๐ฅ๐š ๐ข๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐š: ๐ฎ๐ง’๐ฎ๐ฌ๐ฎ๐ซ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐’๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐๐จ๐ฏ๐ž ๐ข๐ฅ “๐๐ข๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ ๐œ๐ซ๐ž๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐จ” ๐๐ข๐ฏ๐ž๐ง๐ญ๐š ๐ข๐ฅ ๐œ๐จ๐ฅ๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐œ๐š๐ง๐ง๐ข๐›๐š๐ฅ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž ๐š๐ฉ๐ฉ๐ฅ๐ข๐œ๐š๐ญ๐จ ๐ข๐ง ๐ฆ๐š๐ฅ๐š๐ฆ ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ž๐ฆ ๐ž ๐ž๐ซ๐ ๐š ๐จ๐ฆ๐ง๐ž๐ฌ.

Se la concessione fosse davvero un servizio, il canone pagato finora non sarebbe un tributo, ma ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ณ๐ณ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐ฌ๐š๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐ญ๐ฎ๐š ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ข๐ญ๐š, pagato allo Stato mentre ti scuoia vivo. Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome, prima che il fumo dellโ€™astrattrismo giuridico ci soffochi tutti: qui non si riforma, si sgozza; qui non si amministra, si compie un atto di ๐œ๐š๐ง๐ง๐ข๐›๐š๐ฅ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž.

La cosiddetta “Giustizia Creativa” non รจ che il boia di una concertazione infame tra i parrucconi di Roma e i ragionieri di Bruxelles: un ๐‘๐ž ๐€๐ฌ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ฎ๐ญ๐จ che non emette sentenze, ma certificati di morte aziendale. Questi professionisti dellโ€™impostura, avocando a sรฉ il potere di riscrivere il tempo e la vita, hanno trasformato la Legge in unโ€™arma impropria per legalizzare il saccheggio.

รˆ un ๐ž๐ฌ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐ฌ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐จ che grida vendetta davanti a Dio e all’Uomo. Con un tratto di penna erga omnes, si decide che il sacrificio di una vita, il sudore di tre generazioni e il valore creato da migliaia di famiglie sono carta straccia da gettare nel mucchio delle aste. Lo Stato si fa ricettatore del sangue altrui, mettendo all’incanto l’anima delle ๐๐ข๐œ๐œ๐จ๐ฅ๐ž ๐ˆ๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ž ๐๐š๐ฅ๐ง๐ž๐š๐ซ๐ข per darla in pasto al miglior offerente.

E la Costituzione? In mano a questa consorteria di dispotismo illuminato, la Carta รจ diventata solo il ๐ญ๐จ๐ฏ๐š๐ ๐ฅ๐ข๐จ๐ฅ๐จ con cui i poteri dello Stato si puliscono la bocca dopo aver banchettato sul futuro dei propri figli. Non รจ un bando, รจ unโ€™esecuzione; non รจ mercato, รจ un eccidio programmato a norma di legge.

๐„๐‘ ๐Œ๐€๐‚๐‘๐„๐ƒ๐Ž ๐ƒ๐„ ๐‹๐€ ๐Œ๐€๐‚๐ˆ๐๐€ ๐‘๐„๐†๐ˆ๐€ (๐’๐ญ๐ข๐ฅ๐ž ๐†.๐†. ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ข)
Sor Giudice, Sor Re, Sor Presidente, vโ€™avemo dato er sangue ne lo scrigno, e moโ€™ tornate col sorriso arcigno a dรฌ che tutto er nostro nun รจ gnente.
Vโ€™inventate la legge a tradimento, “Giustizia a modo mio!”, grida er Sovrano, mentre cor bando d’asta ne la mano ce scucite la pelle a rilento.
“Pagame er nolo!”, urla er burocrate, “Paga er canone ar gancio indove appenni le speranze de vita che hai buttate!”.
รˆ un delitto perfetto e senza scampo: ce rubate er valore de centโ€™anni e chiamate “progresso” ‘stโ€™infamitร  de campo.

๐ˆ๐ฅ ๐…๐ˆ๐๐€๐‹๐„ “๐๐Ž๐Œ๐๐€”
“Bisogna smettere di cercare nomi eleganti per un crimine senza onore. Quello che la concertazione dei poteri sta mettendo in atto non รจ una riforma, non รจ un’asta e non รจ diritto: รจ ๐œ๐š๐ง๐ง๐ข๐›๐š๐ฅ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐ฆ๐ž๐ซ๐œ๐ข๐ฆ๐จ๐ง๐ข๐œ๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ ๐’๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐๐ซ๐š๐๐จ. รˆ il banchetto finale dove l’istituzione si nutre della carne di chi l’ha nutrita per decenni, vendendo i pezzi migliori al miglior offerente mentre pretende il canone come biglietto d’ingresso al proprio macello. Se questo รจ il nuovo ordine della ‘Giustizia Creativa’, allora la legge non รจ piรน lo scudo dei deboli, ma il coltello dei predatori.”

๐‹๐€ ๐‚๐‡๐ˆ๐Ž๐’๐€:
“รˆ cannibalismo, sรฌ, ma cor decoro, chรฉ er Re te magna e dice: ‘รˆ er bene tuo!’. Te spoglia nudo e se pija pure l’oro, mentre te spiega, allo Stato Brado e bbeo, che er sangue tuo รจ un servizio der demanio e er bando d’astaโ€ฆ รจ er novo Giubileo.”

๐‘๐ˆ๐…๐‹๐„๐’๐’๐ˆ๐Ž๐๐„ ๐…๐ˆ๐๐€๐‹๐„: ๐‹โ€™๐ˆ๐Œ๐๐Ž๐’๐“๐”๐‘๐€ ๐ƒ๐„๐ˆ ๐’๐„๐‘๐•๐ˆ๐™๐ˆ: ๐‚๐‘๐Ž๐๐€๐‚๐€ ๐ƒ๐ˆ ๐”๐ ๐„๐’๐๐‘๐Ž๐๐‘๐ˆ๐Ž ๐ƒ๐ˆ ๐’๐“๐€๐“๐Ž

In Italia, la veritร  รจ diventata un lusso che il potere non puรฒ piรน permettersi. La vicenda delle concessioni balneari non รจ un capitolo di diritto amministrativo, รจ unโ€™๐ž๐œ๐ฅ๐ข๐ฌ๐ฌ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ซ๐š๐ ๐ข๐จ๐ง๐ž, unโ€™omissione logica che grida vendetta davanti a Dio e all’Uomo. Si รจ costruito un castello di carte โ€” la cosiddetta “Direttiva Bolkestein” โ€” su unโ€™impostura deliberata: la confusione chirurgica tra lโ€™๐š๐ซ๐ž๐š (la terra nuda) e lโ€™๐š๐ญ๐ญ๐ข๐ฏ๐ข๐ญ๐šฬ€ (il sudore umano).

๐‹๐š ๐†๐ž๐จ๐ฆ๐ž๐ญ๐ซ๐ข๐š ๐๐ž๐ฅ ๐’๐จ๐ฉ๐ซ๐ฎ๐ฌ๐จ:
Lo Stato ha giocato per decenni la parte del proprietario terriero d’altri tempi, incassando canoni certi. Era un patto chiaro: io affitto la terra, tu paghi per il possesso. Ma oggi, con un colpo di teatro degno dei peggiori azzeccagarbugli, il “locatore” si trasforma in boia. Se fossimo davvero nellโ€™ambito dei servizi, dovrebbe essere lo Stato a pagare noi per curare le spiagge. Invece, qui il privato paga per il privilegio di faticare. Chiamare “servizio” quella che รจ una “locazione di un bene” non รจ un errore di traduzione: รจ un grimaldello normativo per legittimare il saccheggio.

๐‹โ€™๐€๐ฌ๐ญ๐ซ๐š๐ญ๐ญ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ ๐Œ๐ž๐ญ๐š๐Ÿ๐ข๐ฌ๐ข๐œ๐จ ๐ž ๐ข๐ฅ ๐•๐ž๐ซ๐๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐๐š๐ซ๐ญ๐ž:
La magistratura ha toccato vette di astrattrismo metafisico, elevando forzatamente una duna di sabbia a “licenza per fare business”, ignorando che il mercato รจ giร  libero per legge. Questa ingegneria giuridica postuma non รจ progresso, รจ una metamorfosi abusiva che mira a espropriare il lavoro di tre generazioni. Si citano sentenze come oracoli, ignorando che la stessa Europa esclude la locazione di beni immobili dai suoi editti. รˆ una “Ragion di Mercato” che non conosce onore, una maschera di legalitร  indossata per compiere un delitto economico perfetto.

๐ˆ๐ฅ ๐๐š๐ซ๐š๐๐จ๐ฌ๐ฌ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐’๐œ๐š๐ซ๐ฌ๐ข๐ญ๐šฬ€:
Ci dicono che le gare servono perchรฉ le spiagge sono “scarse”. Un sofisma ridicolo: la scarsitร  riguarda il luogo fisico, non l’atto di piantare un ombrellone. รˆ come pretendere che un notaio vinca un bando europeo per affittare uno studio in un palazzo storico. Non vogliono liberalizzare, vogliono banchettare sulla refurtiva.

๐Œ๐ž๐ญ๐š๐Ÿ๐จ๐ซ๐š ๐…๐ข๐ง๐š๐ฅ๐ž: ๐„๐‘ ๐’๐„๐‘๐•๐ˆ๐™๐™๐ˆ๐Ž ๐ƒ๐„ ๐๐„๐‚๐‚๐€๐Œ๐Ž๐‘๐“๐Ž

“La veritร , sor Re, sor Presidente, รจ che de la concorrenza nun ve ne frega un cazzo: voi cercate solo er bottino de lo scippo. Avete messo l’onore ar banco de li pegni e la dignitร  a base d’asta, manco fusse robba vecchia da rigattiere.

‘Sto Stato schifoso, che doveva esse er padre de li fiji sua, mo’ s’รจ messo a fa’ er ricettatore: se pija li sogni de chi fatica e li rivenne ar mercatino de le pulci pe’ du’ denari sporchi. รˆ un delitto fatto a pennello, senza macchie de sangue sulle cravatte vostre: perchรฉ l’unico ‘servizzio’ che sete capaci de offrรฌ a chi s’รจ spaccato la schiena pe’ cent’anni, รจ quello der ๐›๐ž๐œ๐œ๐š๐ฆ๐จ๐ซ๐ญ๐จ che ce cala ne la fossa col sorriso de chi ha appena incassato ๐ž๐ซ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ณ๐ณ๐จ ๐๐ž ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐œ๐ข๐ฉ๐ฉ๐จ!โ€

Questo post rappresenta una libera manifestazione del pensiero in forma di satira artistica e politica, ispirata allo stile letterario di Sciascia e G.G. Belli, volta a stimolare il dibattito su temi legislativi di interesse pubblico.

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