I burattinai della spiaggia e il grande inganno delle aste

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È finito il tempo dei giri di parole. Nella Città della Sabbia, da troppi anni, va in scena una rappresentazione sporca, costruita sull’ambiguità e sull’interesse. Dietro il sipario non ci sono servitori del bene comune, ma uomini d’ombra, facce ben pettinate e mani invisibili, che tirano i fili di un teatro dove il finale era stato deciso da tempo.

C’erano il Burattinaio delle Aste, il Coro degli Albergatori e i Portavoce del Palazzo. I primi spingevano perché tutto finisse al mercato; i secondi guardavano da anni la spiaggia come si guarda una preda; i terzi ripetevano parole d’ordine studiate altrove, fingendo che fossero necessità inevitabili. A sentire loro, non c’era scelta: bisognava piegarsi, partecipare, firmare, obbedire.

Ma chi viveva davvero sulla battigia capiva che quella non era una scelta. Era una trappola. Ai Custodi degli Ombrelloni veniva chiesto di entrare volontariamente nella macchina che li avrebbe cancellati. Dovevano persino sorridere, mettersi in fila, lasciare scritto da qualche parte che sì, in fondo, erano d’accordo anche loro. Era questo l’inganno più feroce: trasformare la resa in consenso.

Uno solo, molti anni prima, aveva cominciato a gridare che quel meccanismo andava fermato. Nella storia lo chiamavano il Sentinella del Litorale. Già allora diceva che non si trattava di una battaglia persa, ma di un diritto da difendere. Mentre altri abbassavano lo sguardo o cercavano compromessi, lui continuava a ripetere che la tempesta non arrivava da sola: qualcuno la stava costruendo.

Un giorno, nella Sala dei Convegni sul Mare, arrivò anche la Vestale d’Europa, chiamata per spiegare ai presenti che il destino era segnato e che le antiche concessioni non avevano più scampo. Parlava con il tono freddo di chi annuncia una sentenza già scritta. E così, tra formule, richiami lontani e parole solenni, ai Custodi venne inoculata la paura: l’idea che opporsi fosse inutile, che il mare stesso avesse già cambiato padrone.

Eppure il Sentinella aveva attraversato i corridoi dei Palazzi del Nord e ascoltato altre voci. Là aveva scoperto che molti, fino a un certo punto, non conoscevano affatto tutta la verità su ciò che stava accadendo nella terra delle spiagge. Non era stata l’onda straniera a travolgere il litorale: erano stati i signori di casa a non difenderlo, a lasciare che una narrazione comoda si allargasse fino a diventare verità ufficiale.

Poi arrivò la rivelazione più amara. Il Messo di Rivafosca, uomo ben introdotto nei salotti giusti, un giorno lasciò cadere la maschera e disse senza tremare che ai Signori delle Stanze con Vista quelle spiagge interessavano eccome, e che prima o poi avrebbero spazzato via chi le custodiva da generazioni. Non fu una previsione: sembrò piuttosto la confessione involontaria di un disegno già in cammino.

Da allora tutto apparve più chiaro. L’attivismo improvviso, lo zelo, la pressione continua, la corsa a smontare un intero settore pezzo dopo pezzo: nulla sembrava nascere da un principio, tutto somigliava a un mandato. E nel racconto della Città della Sabbia prese forza il sospetto più oscuro: che molti di quelli che parlavano di legalità avessero in realtà servito altri interessi.

Ora, dopo anni di logoramento, i Custodi del Litorale sono davanti all’ultimo passaggio. Alcuni brontolano, altri si disperano, altri ancora aspettano che sia troppo tardi. Ma la verità che il Sentinella ripete da sempre è una sola: un popolo diviso finisce per consegnare da sé la propria riva. E così il rischio più grande non è soltanto perdere la spiaggia, ma diventare complici, per paura o per stanchezza, della propria scomparsa.

Questo articolo ha un commento

  1. Sante Dall'Asta

    Non siamo divisi ! Abbiamo ITB , Confindustria , l’avvocato ELVO con Confcommercio , gli Avvocati fra cui DE MICHELE e Signora e tutti quelli che edotti hanno capito che le aste sono una truffa

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