La Regione Campania accelera sui Piani Attuativi di Utilizzazione del Demanio Marittimo (PAD) e mette nero su bianco un passaggio destinato a incidere direttamente sull’operatività dei Comuni costieri: se i piani non arrivano, interviene la Regione. Con la Delibera di Giunta n. 139 del 16 aprile 2026, adottata in attuazione della precedente D.G.R. n. 712/2022, vengono fissati criteri chiari per l’esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti degli enti inadempienti.
Il primo scenario è quello più netto: i Comuni che non hanno nemmeno adottato il PAD saranno oggetto di pieno esercizio del potere sostitutivo regionale. In pratica, la Regione procederà con la nomina di un Commissario ad acta, incaricato di redigere e approvare il piano al posto dell’amministrazione comunale. Un passaggio che segna una linea di demarcazione precisa: il PAD non è più rinviabile. La pianificazione del demanio marittimo diventa un obbligo concreto, non più solo programmatico. Il Commissario, tuttavia, non partirà da zero: potrà valorizzare tutto il materiale istruttorio eventualmente già predisposto dal Comune.


Diverso il caso dei Comuni che hanno già adottato il PAD ma non lo hanno ancora approvato in Consiglio. In questo caso, la Regione concede un ultimo margine: 60 giorni per chiudere il procedimento. Se anche questo termine dovesse scadere senza esito, potrà essere attivato il potere sostitutivo, ma in modo più circoscritto, limitato cioè alla sola fase di approvazione. Una distinzione non secondaria, perché lascia comunque al Comune un ruolo nella fase istruttoria, ma ne supera l’inerzia decisionale. È inoltre prevista una precisazione importante: durante eventuali periodi di proroga non verranno esercitati i poteri sostitutivi, evitando sovrapposizioni procedurali.
La scelta dei Commissari avverrà con Decreto del Presidente della Giunta regionale. In attesa della creazione di un elenco specifico per i PAD, la Regione potrà attingere all’Albo dei Commissari ad acta già esistente per la pianificazione urbanistica comunale (PUC). Non si tratta di un dettaglio formale: viene esplicitata la preferenza per professionisti con esperienza nel demanio marittimo o nella pianificazione costiera. Un segnale che punta a evitare interventi “generici” su un ambito altamente tecnico e delicato.
Un passaggio chiave per il futuro delle coste
La delibera si inserisce in un contesto più ampio, in cui la pianificazione del demanio marittimo rappresenta ormai il vero snodo strategico. Senza PAD aggiornati, infatti, diventa difficile – se non impossibile – strutturare in modo coerente le future procedure di assegnazione delle concessioni, la distribuzione tra spiagge libere e attrezzate, e l’organizzazione complessiva del litorale. La mossa della Regione Campania va letta proprio in questa chiave: ridurre le disomogeneità tra territori e forzare una accelerazione che molti Comuni, per ragioni politiche o tecniche, non sono riusciti a imprimere.
In altre parole, il messaggio è chiaro: la stagione dei rinvii è finita. Ora la pianificazione passa, se necessario, direttamente nelle mani della Regione.