Assobalneari Tigullio e Fiba Confesercenti scrivono a Bucci e Scajola: «Serve un atto regionale sul modello Calabria». Nel mirino i bandi avviati dai Comuni senza una preventiva verifica della disponibilità delle spiagge.
La questione della “scarsità della risorsa naturale” torna al centro del dibattito sulle concessioni demaniali marittime, questa volta in Liguria.
Con un’istanza formale inviata al presidente della Regione Marco Bucci e all’assessore al Demanio Costiero Marco Scajola, Assobalneari Tigullio e Fiba Confesercenti della Provincia di Genova chiedono alla Regione di intervenire con un atto di indirizzo che stabilisca, una volta per tutte, come debba essere valutata la disponibilità delle aree demaniali prima dell’avvio delle gare previste dalla direttiva Bolkestein.
L’obiettivo è chiaro: evitare che i Comuni procedano automaticamente con i bandi senza aver prima dimostrato, attraverso un’adeguata istruttoria tecnica, che sul proprio territorio esista realmente la scarsità della risorsa naturale richiesta dalla normativa europea.
Secondo i firmatari, la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea ha ormai chiarito un principio fondamentale: le procedure di evidenza pubblica non costituiscono un obbligo automatico, ma trovano applicazione soltanto quando sia concretamente accertata la scarsità delle risorse disponibili.
Nell’istanza vengono richiamate le principali pronunce della Corte di Giustizia, dalla sentenza Promoimpresa fino alla giurisprudenza successiva, sostenendo che la valutazione della scarsità debba essere effettuata con riferimento al territorio interessato e non possa essere data per presunta. Viene inoltre ricordato come nella sentenza Ginosa la Corte abbia ribadito che l’applicazione dell’articolo 12 della direttiva servizi dipende proprio dall’effettiva scarsità della risorsa naturale disponibile.
Le associazioni invitano la Liguria a seguire l’esempio della Regione Calabria, che con la legge regionale n. 15 del maggio 2026 ha adottato un sistema basato su un principio generale di non scarsità, demandando ai singoli Comuni l’obbligo di effettuare una specifica perizia tecnica prima di indire eventuali procedure selettive.
Secondo i firmatari, un analogo provvedimento consentirebbe di uniformare l’azione amministrativa sul territorio ligure, evitando interpretazioni differenti da Comune a Comune e garantendo maggiore certezza agli operatori economici.
Uno dei passaggi più significativi dell’istanza riguarda proprio la situazione ligure.
Le associazioni evidenziano come diversi Comuni stiano predisponendo bandi seguendo percorsi differenti e, in alcuni casi, applicando automaticamente la direttiva Bolkestein senza un preventivo accertamento tecnico della disponibilità residua delle aree demaniali.
Una situazione che, secondo i rappresentanti del settore, rischia di determinare disparità di trattamento tra imprese operanti nello stesso territorio regionale e di aumentare il contenzioso amministrativo. Nell’istanza viene inoltre sostenuto che, sulla base delle valutazioni effettuate dalle associazioni di categoria, la conformazione della costa ligure non consentirebbe di affermare in via generalizzata l’esistenza della scarsità della risorsa.
Le tre richieste alla Regione
Per questo motivo Assobalneari Tigullio e Fiba Confesercenti chiedono alla Giunta regionale di adottare un provvedimento che preveda:
- il riconoscimento, in linea generale, della non scarsità della risorsa naturale lungo il litorale ligure, salvo specifiche situazioni locali;
- l’obbligo per ciascun Comune costiero di effettuare una preventiva perizia tecnica sulla reale disponibilità delle aree demaniali prima di pubblicare qualsiasi bando;
- criteri interpretativi uniformi dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE, così da garantire un’applicazione omogenea della normativa europea su tutto il territorio regionale.
L’iniziativa arriva in una fase particolarmente delicata, con numerosi Comuni italiani impegnati nella predisposizione delle procedure di affidamento delle concessioni demaniali.
Qualora la Regione Liguria decidesse di recepire la proposta avanzata dalle associazioni, potrebbe dotare gli enti locali di un indirizzo amministrativo uniforme, incidendo significativamente sul modo in cui verrà valutato uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda: l’accertamento della scarsità della risorsa naturale, presupposto che, secondo la stessa giurisprudenza europea richiamata nell’istanza, rappresenta la condizione necessaria per l’applicazione delle procedure competitive.