Dalla Corte UE un messaggio chiaro: “Il Governo cambi rotta sulle concessioni balneari”

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Di Ezio Filipucci Presidente Assobalneari Confindustria Romagna

Finalmente la Corte di Giustizia Europea con l’ordinanza del 10/07 ottenuta dai ricorsi partiti dai colleghi di Rimini assistiti dall’Avv De Michele che ringraziamo per l’importante risultato, ha sancito il principio della corretta applicazione della direttiva Bolkestein, smentendo il Consiglio di Stato che dava per scontata la scarsità del bene e quindi il ricorso alle evidenze pubbliche per tutti i rinnovi delle concessioni demaniali.

Questo documento intima “il Consiglio dei Ministri a costituire nel diritto italiano l’autorità competente ad effettuare tale valutazione”. Il giudice europeo quindi smentisce anche la Commissione Europea che aveva bocciato il lavoro del tavolo tecnico, che ricordiamolo con la nota del 6 Ottobre 2023 aveva già sancito la non scarsità della risorsa. Ora il governo italiano deve avere il coraggio e l’autorità di ristabilire la corretta applicazione del diritto europeo, deve avere il coraggio e l’autorità di perseguire solo l’interesse nazionale.

L’interesse nazionale è quello di far crescere l’economia agevolando l’apertura di nuove imprese. Solo con l’apertura di nuove imprese si creano nuovi posti di lavoro e nuove entrate per le casse dello stato, e nuova concorrenza, con buona pace dell’AGCM. Alla luce di questa pronuncia della più alta autorità giuridica europea chiediamo oggi al governo di varare quindi un piano per il recupero e la valorizzazione delle spiagge, incominciando da quelle degradate e usate oggi come discariche o occupate da ex complessi industriali dismessi. Con il rilascio di nuove concessioni demaniali tramite evidenza pubblica, il governo può convogliare i capitali di chi vuole investire sulla spiaggia verso quei territori che pur trovandosi spesso sulle coste più belle del paese sono oggi abbandonate o peggio degradate . Cosi facendo il governo risponde al suo compito primario, creare benessere in quelle parti del paese dove oggi si trova il più alto tasso di disoccupazione e povertà.

Per fare questo pero deve riappropriarsi della facoltà di rilasciare le concessioni demaniali. Il rilascio delle concessioni demaniali da parte dei comuni ha causato in questi anni solo problemi e aumento dei costi alle stesse amministrazioni, ed una gestione del demanio a macchia di leopardo. Abbiamo visto come alcuni comuni abbiano già effettuato le evidenze pubbliche con il solo risultato di concentrare un reddito che prima era distribuita in modo equo tra tante famiglie nelle mani di pochi imprenditori.
In questo momento storico dove con il recepimento delle direttive europee si dovrebbe costituire un mercato unico, è quindi un controsenso frammentare il settore demaniale in mille rivoli diversi da comune a comune o da regione e regione. Ed inoltre con questa gestione locale del patrimonio dello stato, più vicina al medioevo che ai giorni nostri si vanificano i veri obiettivi della Bolkestein, che sono quelli di armonizzare le norme dei vari stati membri.

E’ evidente che alla luce di questa ordinanza i comuni e le regioni oggi devono attendere che il governo applichi le prescrizioni arrivate della Corte di Giustizia europea appropriandosi della facoltà di rilasciare nuove concessioni, evitando l’esproprio coatto di aziende private ai legittimi proprietari. Poiché non è certo togliendo il lavoro a chi se l’è creato negl’anni che si fa crescere l’economia e la concorrenza, ma a questi risultati si arriva solo favorendo l’apertura di nuove imprese dove oggi c’e degrado e povertà. Solo cosi lo stato può recuperare e valorizzare l’immenso patrimonio nazionale, e può raggiungere l’obbiettivo primario della Comunità Europea che è la coesione sociale.

Questo articolo ha 17 commenti

  1. PInuccio

    Ora bisogna incalzare il Governo da tutti i fronti per mettere in atto a stretto giro l’ordinanza .
    TUTTI UNITI E TUTTI INSIEME FACCIAMO PRESSING

    1. Carola

      È veramente vergognoso quello che hanno fatto in alcuni bagni a Sarzana (Marinella)….attività che hanno 100 anni distrutte……e adesso chi paga i danni? …potevano risolvere il tutto in un’altro modo…prima di tutto a settembre a stagione finita …..e poi volendo …facendopagare un cospicuo affitto al Demanio per esempio…ed evitare queste pagliacciate all’italiana…..non smetteremo mai di farci notare nel mondo ……

  2. Enzo Francesco Bianchi

    Era ora e adesso i comuni che ne hanno approfittato con bandi e concentrazioni espropriando il duro di tanti anni e di tante famiglie (VEDI SARZANA) cosa faranno?

  3. Karol

    Il demanio è pubblico, le concessioni devono andare a gara.. Basta arrampicarsi sugli specchi. Tante spiagge libere e quelle rimaste devono andare a gara. Basta i privilegi per pochi.

    1. Rita

      Signora, lei vada alla spiaggia libera e lasci decidere agli altri se vogliono andarci o stare comodi e serviti nelle spiagge attrezzate. Sappia che non si trovano neppure più ombrelloni sfitti xchè la gente vuole stare comoda e gli stranieri pure. I balneari non sono tutti ladri come sicuramente pensa lei, le spiagge libere ci sono. Piuttosto pensino a curarle di piu ,visto che poi si usufruisce dei bagni e bar degli stabilimenti

  4. Francesco

    “Esproprio forzato”, “legittimi proprietari”: si parla di concessioni oppure di titolo di proprietà?

  5. Nick

    sapete cosa accadrá? Che si andrà a creare stabilimenti balneari da 30 euro al giorno dove oggi ci sono spiagge libere!;vanno armonizzate le percentuali tra libera e concessa che non deve superare il 40/60 basta con la frammentazione dove in un comune ci sono il 90% di balneari e comuni col 90 di libero Regolamentare le percentuali e fine dei giochi.

  6. Marisapotalivo@yahoo.it

    Ci proibiscono di accedere al mare. Esiste una legge , un regolamento per accedere sulla spiaggia. Ci troviamo in moluse Termoli. Tutto chiuso ….

  7. Pasquale Tommasini

    Il concetto di fondo non è sbagliato, il recupero di stabilimento/spiaggie degradate. Quindi benessere potenziale ed attivabile. Ciò di cui però non si parla solo le spiaggie libere o anche attrezzate con controllo e supervisione comunale /regionale/statale.
    Bisogna garantire il mare a tutti ,anche a chi non intende o non può pagare un tot. di euro per portare a mare la famiglia.
    Mi sono trovato nei miei viaggi all’estero a fruire di spiaggie libere dove ho trovato postazioni di pronto soccorso, salvataggio, bagni pulitissimi e non ho speso un euro.
    Se cresciamo nei 2 sensi , favoriamo l’imprenditoria e il benessere popolare, Diversamente, un oltraggio al diritto popolare.

  8. Claudio piras

    Quanto sopra riportato corrisponde esattamente alio pensiero, ormai abbiamo tutti potuto constatare che da quando il governo ha demandato i poteri dallo stato centrale alle regioni ed in sub delega ai comuni, siamo tornati indietro nel tempo, i comuni sentendosi importanti si sono appropriati dei beni che sono dello stato e li hanno fatti loro, gestendoli nel peggior modo possibile, revocando le concessioni a quelli che non facevano parte dei loro amici e contemporaneamente favorendo gli amici. Che torni tutto come prima, almeno funzionava tutto ed erano tutti contenti

  9. Giuseppe

    QUESTE PORCHERIE SOLO IN ITALIA.
    CHE VERGOGNA
    MI MANCA POCO X GLI OTTANTA, LO SCHIFO CHE SI VEDE NEL NOSTRO PAESE ,
    NON ESISTE IN NESSUN PAESE EUROPEO

    1. Illiano Vincenzo

      Ma che dire,sminuire iniziative locali ove le spiaggie libere attrezzate sono meno del 20% come le spiaggie dell’area flegrea e altre, significa bloccare le politiche democratiche locali, le imprese e il lavoro certamente ma prima il rispetto del diritto al mare per tutti

  10. Salvatore

    Bisogna garantire ai cittadini spiagge libere,e e non mettere ostocoli barriere sembrano campi di concentramento una vergogna,prezzi altissimi per un misero canone che pagano.

  11. Nunzio

    Sono molto d’accordo sul rivalutare le zone degradate. Però è imperativo che rimangano ampie zone di spiaggia libera ( pulita dai comuni che incassano proventi dai parcheggi, IMU per servizi offerti, quando va bene, solo in estate e quant’altro). Spiagge a disposizione di chi non vuole e/o non può dissanguarsi per noleggiare un ombrellone.

  12. Mimmo

    Sono d’ accordo a rivalutare, ad assegnare nuovi stabilimenti balneari, a confermare i stabilimenti già esistenti, tuttavia non sarò mai d’accordo a dire che tali sono di proprietà . Il demanio è pubblico? quindi non può essere una proprietà privata. Tuttavia resta imperativo che in proporzione ai stabilimenti, ci devono essere spiagge libere, gestite dal comune di appartenenza, con tutti i servizi e gli accessi ad essi. Grazie

  13. Fabrini Gigliola

    Rivedere i canoni di locazione, attualmente irrisori e tutelare le spiagge libere

  14. Lelo

    Ora tutti sul carro del vincitore..!! Sarete sempre dei poveri comunisti come diceva Silvio..!!!!

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