Non chiamatela riforma: è un’esecuzione coordinata. Quello a cui stiamo assistendo non è un semplice adeguamento alle norme europee, ma un esproprio spoliativo del lavoro, del sudore e del valore d’impresa costruito in decenni di sacrifici.
Un intero settore produttivo, cuore pulsante del turismo italiano, è vittima di un cortocircuito istituzionale senza precedenti. La politica, dopo anni di promesse, ha scelto la via del tradimento, lasciando che una gestione burocratica e giudiziaria affondi migliaia di famiglie. Il risultato di questo “scippo del mare” è un’incertezza totale che distrugge il diritto e crea il terreno ideale per la speculazione dei grandi gruppi.
Sulla questione interviene duramente Pasquale Faraco, imprenditore balneare del Metapontino (Policoro, Basilicata):
Mettere all’asta il sacrificio di una vita ignorando il lavoro e il valore dell’azienda non è ‘europeismo’, è un tradimento di Stato. Si usa l’Europa come paravento per demolire il diritto al lavoro scolpito nella nostra Carta Costituzionale. Siamo vittime di un tradimento politico senza precedenti. Dopo anni di promesse, lo Stato ci volta le spalle e sceglie di svendere il cuore pulsante del turismo italiano ai grandi gruppi speculativi. È lo “scippo del mare” Ieri, quando c’era da creare e valorizzare dal nulla, lo Stato era un fantasma. Oggi torna solo per distruggere e consegnare i frutti dei nostri sacrifici e lavoro al miglior offerente.
Il dato più inquietante? Tutta questa operazione poggia su un colossale castello di falsità interpretative e su invasioni di campo giudiziarie che calpestano la sovranità del nostro diritto. Si sta manipolando la legge per giustificare quello che è, a tutti gli effetti, uno scippo legalizzato.
“Non aspettatevi il silenzio da chi è stato spinto sull’orlo del precipizio,” tuona l’imprenditore. “Pensano di mettere all’asta dei metri quadri, ma si sbagliano: stanno mettendo all’asta le nostre vite. Questa non è semplice sabbia da calpestare o merce da scambiare; questa è la nostra storia, è il solco del nostro lavoro, è il sangue e l’ardore delle nostre famiglie. Chi pensa di venire a banchettare sulle nostre coste troverà un muro di dignità. Noi non svendiamo il futuro. Noi non facciamo un passo indietro.”
Condivido ogni singola parola, non sanno quello che stanno facendo e se lo sanno sono in malafede