L’ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 luglio 2026, resa nella causa C-574/25, impone una radicale rivalutazione dell’impostazione finora seguita dalla Commissione europea sulla vicenda delle concessioni balneari italiane.
La Corte ha chiarito che l’accertamento dell’eventuale scarsità della risorsa naturale compete allo Stato membro. L’Italia ha già svolto tale valutazione attraverso l’apposita mappatura del 2023, concludendo che non sussistono condizioni di scarsità tali da giustificare l’applicazione automatica di procedure selettive e di gara. Non può quindi essere la Commissione europea a sostituirsi alle autorità nazionali nella valutazione tecnica della disponibilità della risorsa, quando la stessa Corte di giustizia ne riconosce la competenza agli Stati membri.
«La Commissione ha il dovere di vigilare sul rispetto dei Trattati, non di porsi come giudice delle valutazioni compiute dalle autorità nazionali», dichiara il professor Antonio Maria Rinaldi, responsabile della Direzione Economica di Futuro Nazionale con Vannacci, che comprende tra i propri dipartimenti quello dedicato al demanio marittimo. «Se Bruxelles intendesse mantenere aperta la procedura d’infrazione, dovrebbe chiarire su quale fondamento giuridico ritenga di poter disattendere un principio interpretativo affermato dalla Corte di giustizia. Diversamente, si rafforzerebbe l’impressione di un approccio ideologico, anziché di un’applicazione imparziale del diritto dell’Unione».
Sulla questione è intervenuto anche il leader di Futuro Nazionale, l’eurodeputato Roberto Vannacci, che lunedì 27 luglio ha depositato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo: «Alla luce di quanto emerge dalla pronuncia della Corte di giustizia europea, la Commissione intende procedere all’immediata archiviazione della procedura d’infrazione aperta contro l’Italia?».
«L’Italia ha una conformazione costiera unica in Europa, con circa 7.900 chilometri di costa», afferma Vannacci. «Le nostre spiagge non sono una risorsa scarsa da mettere all’asta, ma un patrimonio costruito nel tempo dal lavoro, dagli investimenti e dall’esperienza di generazioni di famiglie di balneari. Il riconoscimento della competenza statale sull’accertamento della scarsità deve avere conseguenze concrete: la Commissione archivi senza ulteriori indugi la procedura d’infrazione e restituisca certezza giuridica a migliaia di imprese».
«Difendere i balneari italiani significa difendere l’Italia», conclude Vannacci.
Grazie on. Vanna ci per il suo impegno verso i balneari . Le famiglie dei balneari esistono da sempre , noi siamo lo sviluppo turistico dell ITALIA e delle nostre comunità. .BALNEARI AVANTI TUTTA
Ben detto Generale, che (l’archiviazione), sia davvero immediata, altrimenti questo Paese diventerà lo “zimbello” dell’Europa (per la sua stupidità, che, non ha eguali in tutti gli Stati membri!); senza se e senza ma!
Sono pienamente d’accordo con Rinaldi e Vannacci. I balneari che hanno investito, creato posti di lavoro e valorizzato le nostre spiagge meritano di essere tutelati. Non è giusto mettere a rischio anni di sacrifici con una gara indiscriminata.
Abbiamo tutti ragione, solo chi paga sempre per sé e per chi non paga mai ha sempre torto
Sono d’accordo l’Italia è degli italiani che piano piano l’hanno costruita negli anni perché c’è la volete togliere
Grande generale difenderemo fino alla morte quello da noi creato, non sarà un bolkestain qualunque ad entrare in casa mia senza permesso.il tempo stringe vedremo……..
Il problema rimane visto l:’orientamento del nostro Consiglio di Stato. Le motivazioni della plenaria vanno in altra direzione che direi ideologica. Solo il Tar Lecce ha seguito altre interpretazioni. Se poi ci si mettono anche le Procure a intimidire gli amministratori locali. Manca una legge quadro nazionale
L’applicazione della direttiva Bolkestein è solo un pretesto per appropriarsi di attività economiche peculiari dell’Italia.premesso. Sono un balneare che da oltre 30 anni ha reinvestito tutto nell’attività combattendo contro uno stato che ha di fatto sempre ostacolato e complicato il lavoro dei balneari.PS. Giorgia:aiuta il Generale e i balneari. Non i casamonica!!!