Concessioni balneari, l’Associazione Turistica Balneare Siciliana scrive all’Unione Europea: “Chiarimenti urgenti sui rapporti con Mare Libero”

Al momento stai visualizzando Concessioni balneari, l’Associazione Turistica Balneare Siciliana scrive all’Unione Europea: “Chiarimenti urgenti sui rapporti con Mare Libero”
Photo by StockSnap on Pixabay

L’Associazione Turistica Balneare Siciliana (ATBS) ha inviato una articolata richiesta di chiarimenti alle principali istituzioni europee e italiane in merito ai rapporti intercorsi tra la Direzione Generale del Mercato Interno della Commissione europea e l’associazione “Mare Libero”. La missiva è indirizzata, tra gli altri, al Mediatore Europeo, alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, alla Direzione Generale del Mercato Interno, agli eurodeputati italiani, oltre che al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai Presidenti di Senato e Camera, ai Ministri Nello Musumeci e Adolfo Urso, al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e all’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino.

Di seguito il testo della comunicazione diffusa dall’Associazione Turistica Balneare Siciliana.

Oggetto: Richiesta di chiarimenti urgenti su presunta perdita di imparzialità e rapporti con l’associazione “Mare Libero”.

Con riferimento alla vostra comunicazione indirizzata all’associazione “Mare Libero” del 26.07.2024, che si allega in copia e nella quale è contenuta la formula di cortesia “Ringraziandovi per l’impegno e la collaborazione”, manifestiamo profonda preoccupazione per il tenore e le implicazioni di tale espressione.

Riteniamo essenziale ricordare che l’Ufficio del Mercato Interno è chiamato a svolgere i propri compiti nel pieno rispetto del principio di imparzialità, soprattutto nell’ambito dell’applicazione della direttiva 2006/123/CE (c.d. Bolkestein) e nella valutazione di reclami, segnalazioni o osservazioni riguardanti le concessioni demaniali marittime.

La manifestata “collaborazione” con un’associazione che ha dichiarato come finalità la rimozione delle strutture balneari sulle aree demaniali solleva, a nostro avviso, rilevanti profili di incompatibilità e di apparenza di conflitto di interessi.

Ancora più grave risulta il ringraziamento espresso per “l’impegno” che la medesima associazione, Mare Libero, porta avanti contro la realizzazione di strutture balneari sulle spiagge.

Tale formulazione dà l’impressione che l’ufficio di controllo non mantenga la necessaria imparzialità, ma condivida le posizioni di un’associazione che, peraltro, non rispetta i requisiti previsti dalla normativa vigente.

Ciò compromette la fiducia degli operatori e dei cittadini nell’imparzialità dell’amministrazione e può configurare profili di pregiudizio per l’attività istruttoria e di vigilanza.

A sostegno della nostra preoccupazione evidenziamo quanto segue:

È noto e documentato che l’associazione “Mare Libero” persegue attivamente l’obiettivo di «salvare le spiagge» rimuovendo le costruzioni balneari.

Infatti:

  • ha presentato una denuncia alla Corte dei Conti Sicilia, alle autorità competenti con diffida al Governo regionale della Sicilia «ad adempiere e atto di significazione in ordine allo stanziamento di fondi pubblici per l’emergenza “Ciclone Harry” (gennaio 2026). Prevenzione del danno erariale, responsabilità amministrativo-contabile e tutela del demanio marittimo», omettendo che gli operatori balneari siciliani abbiano un titolo concessorio valido perché non ottenuto con proroga automatica e/o tacito rinnovo ma dopo il rilascio di un nuovo titolo concessorio, dopo un nuovo iter istruttorio (L.R. n. 32 del 16.12.2020, art. 1, comma 1), come riconosciuto dal Consiglio di Stato dell’Adunanza Plenaria con due sentenze gemelle (nn. 17 e 18 del 9 novembre 2021): «i rinnovi automatici e le proroghe generalizzate delle spiagge italiane sono illegittimi senza un nuovo iter istruttorio» e dalla Cassazione con sentenza n. 3657 del 29 gennaio 2026;
  • si è costituita in giudizio nel ricorso proposto davanti al TAR Sicilia – Palermo avverso la ditta Italo Belga di Mondello (PA), chiedendo la conferma della decadenza della concessione demaniale marittima affinché la spiaggia rimanga libera da qualsiasi struttura balneare.

Tale finalità, nelle more di procedimenti amministrativi e di contenziosi relativi alle concessioni, crea un evidente conflitto con la posizione di un Ufficio chiamato a garantire una valutazione tecnica e giuridica neutrale.

Non risulta che “Mare Libero” sia titolata a rappresentare gli interessi di un bene pubblico, né abbia autorità per fornire pareri vincolanti in materia amministrativa.

Infatti, l’Associazione Mare Libero non ha diritto a partecipare al Tavolo tecnico consultivo in materia di concessioni demaniali marittime, istituito in base al D.L. 29 dicembre 2022, n. 198: «i rappresentanti ministeriali e i rappresentanti delle regioni e un rappresentante per ogni associazione di categoria maggiormente rappresentativa del settore».

Il corretto esercizio dei poteri dell’Ufficio dovrebbe basarsi esclusivamente su un’analisi giuridica e tecnica conforme al quadro normativo applicabile.

In considerazione della gravità dei profili sopra descritti, chiediamo formalmente che l’Ufficio fornisca, con la massima sollecitudine e in forma documentale, i seguenti chiarimenti:

  1. Descrizione dettagliata della natura, dell’estensione e delle modalità della “collaborazione” intrattenuta con l’associazione “Mare Libero”, incluse comunicazioni, incontri, scambi documentali ed eventuali accordi formali o informali;
  2. Conferma per iscritto che l’Ufficio garantirà piena imparzialità nella valutazione di tutte le questioni relative alle concessioni demaniali marittime e alla giurisprudenza pertinente della Corte di Giustizia;
  3. Se esistono rapporti continuativi o forme di collaborazione, indicazione della loro durata, misura e finalità, nonché degli eventuali provvedimenti adottati per prevenire conflitti di interesse o l’apparenza degli stessi (inclusi protocolli, linee guida interne o misure di trasparenza);
  4. Comunicazione di eventuali ulteriori soggetti esterni con cui l’Ufficio intrattiene analoghe forme di collaborazione, specificando per ciascuno natura e finalità del rapporto.

Riteniamo che la trasparenza su questi punti sia indispensabile per garantire la fiducia degli operatori e degli stakeholder nel principio di imparzialità dell’Amministrazione.

In mancanza di riscontro esauriente entro 30 giorni dalla ricezione della presente, ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa, ivi comprese azioni nelle sedi nazionali e comunitarie a tutela degli interessi legittimi dei concessionari.

La lettera è firmata dal presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana, Antonio Firullo.

Questo articolo ha 4 commenti

  1. Matteo

    TOTO STAI SERENO 😀

  2. Roberto

    Mare Libero e una associazione fatta dai cittadini dal popolo. Per volere dei cittadini contribuenti il demanio marittimo deve essere libero da impedimenti per fare passare soccorsi e persone disabili con carrozzina. Il mare è di tutti…. Quindi e’ tutta Italia a chiedere mare libero. W la legge bolkestein e l’onestà e l’uguaglianza 🏝️🚣🏊🤽🏄🚣🏊🤽🏖️🏝️

    1. marcello

      ecco, se si applicasse correttamente la direttiva, sono sicuro che mare libero la contesterebbe!

  3. Concessionario a piede libero

    Finché non ci sarà una legge che vieta di concedere a fini turistico ricettivi porzioni di demanio, con buona pace di mare libero, qualunque concessionario nel rispetto delle regole , compreso il salvataggio, può svolgere la sua attività ed avere la stessa dignità di qualsiasi imprenditore, titolare di partita Iva..
    Ricordo a mare libero e agli odiatori vari, che per raggiungere il litorale spesso si usa l autostrada, concessione demaniale che è costata agli italiani 9 NOVE MILIARDI DI EURO DEGLI ITALIANI pagati al concessionario che ha causato 43 morti a Genova.
    Avrebbe senso avere anche questa consapevolezza, , anche se ovviamente conviene , alla vannacci cavalcare l onda dell odio a prescindere.

Lascia un commento