Concessioni balneari, Forte dei Marmi premia gli stabilimenti storici: più punti a chi garantisce continuità gestionale

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Photo by Claudio Poggio on Unsplash

La giunta ha approvato un atto di indirizzo per i futuri bandi delle concessioni demaniali marittime, introducendo criteri premiali per le attività con almeno 50 anni di storia che manterranno la gestione diretta per tutta la durata del titolo. La scelta si inserisce in un percorso già avviato tra preparazione tecnica delle gare, contenzioso con l’Antitrust e ridefinizione del quadro urbanistico degli arenili.

Forte dei Marmi accelera sul dossier concessioni balneari e lo fa scegliendo una linea chiara: valorizzare gli stabilimenti storici e la continuità gestionale nelle future evidenze pubbliche. L’atto di indirizzo approvato dalla giunta il 25 giugno 2026 punta infatti a riconoscere una premialità agli operatori con almeno cinquant’anni di attività che si impegnino a mantenere la gestione diretta della concessione per tutta la sua durata, senza trasferimenti successivi. La novità emersa nelle ultime ore non arriva però in un vuoto amministrativo. Già ad aprile il Comune aveva affidato un incarico tecnico per la mappatura del litorale e delle concessioni, passaggio preliminare alla costruzione dei bandi e alla definizione del nuovo assetto del demanio marittimo locale. Secondo le notizie pubblicate nei mesi scorsi, l’orizzonte operativo resta quello delle procedure da completare entro il 2027, con scadenze collocate tra giugno e settembre di quell’anno.

La linea scelta da Forte dei Marmi prova quindi a tenere insieme concorrenza e tutela del modello turistico locale.
Il criterio della storicità non viene presentato solo come riconoscimento simbolico, ma come strumento per salvaguardare attività radicate nel territorio e un sistema economico che il sindaco ha collegato direttamente all’identità e al posizionamento internazionale della località. Su questo impianto pesa però un contenzioso tutt’altro che secondario. La Regione Toscana ha pubblicato l’avviso relativo al ricorso dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro atti del Comune di Forte dei Marmi, precisando che davanti al TAR Toscana pende il giudizio iscritto al R.G. n. 771/2024. Al centro della contestazione ci sono la delibera di giunta n. 461 del 28 dicembre 2023 e una successiva nota comunale del 29 aprile 2024, atti considerati dall’Antitrust in contrasto con i principi euro-unitari sulla concorrenza nelle concessioni demaniali marittime.

In parallelo, a maggio 2026 il TAR Toscana ha bocciato le proroghe delle concessioni balneari nel contesto versiliese, ribadendo la necessità di procedere con le gare. Nello stesso quadro, La Nazione ha osservato che la stagione in corso è stata di fatto salvaguardata dal protrarsi della guerra dei ricorsi, ma che il nodo di fondo resta quello dell’assegnazione futura degli arenili. Accanto al fronte strettamente concessorio, c’è poi quello urbanistico. Nel giugno 2025 l’amministrazione comunale aveva infatti avviato il Piano Urbanistico Attuativo degli arenili e il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica, presentando quel passaggio come la cornice destinata a disciplinare l’uso futuro della fascia costiera. È dentro questa architettura, amministrativa e regolatoria, che ora si colloca la scelta di attribuire un vantaggio alle imprese storiche.comune.

Forte dei Marmi, in sostanza, sta cercando di fare ciò che sarebbe normale per qualunque amministrazione: proteggere con equilibrio i propri stabilimenti storici, cioè quelle imprese che hanno contribuito a definire nel tempo il prestigio, l’economia e l’identità stessa della località. La sfida sarà far convivere questa tutela con le regole che governano le future gare, ma il messaggio politico è già chiaro: difendere la continuità delle realtà storiche non significa negare il confronto competitivo, bensì provare a impedire che venga cancellato un patrimonio costruito in decenni di lavoro.

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