I Comuni costieri abruzzesi accelerano il confronto sulle concessioni demaniali marittime. Nella sala del Consiglio comunale di Montesilvano si è svolta la terza riunione del tavolo regionale promosso da Anci Abruzzo, dedicata al lavoro tecnico necessario per predisporre le procedure di affidamento delle concessioni turistico-ricreative.
Al confronto, convocato dal coordinatore del Demanio di Anci Abruzzo, Enrico Di Giuseppantonio, hanno partecipato anche Massimo Luciani e Nicola Salerni, insieme a dirigenti e responsabili del demanio dei Comuni costieri. L’incontro segue le precedenti riunioni con sindaci, assessori e consiglieri delegati dei 19 Comuni della fascia litoranea regionale. Il confronto nasce dall’esigenza di rendere concretamente praticabili, per gli enti concedenti, le procedure che dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2027. Per Anci Abruzzo, il tempo disponibile impone regole chiare, criteri omogenei e indirizzi interpretativi condivisi, così da evitare che ogni amministrazione debba affrontare autonomamente nodi tecnici e giuridici di particolare complessità.
Il tema non è quindi la creazione di un “bando unico” in senso stretto, ma la costruzione di una base amministrativa comune: linee guida e soluzioni operative capaci di assistere i Comuni nella predisposizione degli atti di gara, pur nel rispetto delle specificità territoriali e delle competenze di ciascun ente. A supporto del tavolo è stato istituito un Comitato tecnico intercomunale, coordinato dal dirigente del Comune di Pescara Antonio D’Alessandro. Il Comitato avrà il compito di predisporre linee guida condivise per la redazione dei bandi e di esaminare le principali questioni che restano aperte.
Tra queste figurano la durata delle concessioni, indicata in una fascia da cinque a venti anni in relazione agli investimenti, la disciplina degli indennizzi al concessionario uscente, i criteri di valutazione delle offerte, l’attribuzione dei punteggi e il bilanciamento tra componente tecnica ed economica. Il lavoro potrà valorizzare l’esperienza dello schema di bando elaborato in Abruzzo nel 2024, che richiamava imparzialità, pubblicità, trasparenza e non discriminazione, oltre alla valutazione degli investimenti, del valore aziendale e dei beni materiali e immateriali dell’impresa.
Il tavolo abruzzese dovrà confrontarsi con il bando-tipo nazionale, ancora oggetto di interlocuzione tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni, Anci e Upi. Sul punto, le amministrazioni locali chiedono che le indicazioni nazionali siano definite in tempi compatibili con le attività istruttorie che i Comuni devono svolgere. Nel corso della riunione è stato inoltre affrontato il progetto di legge regionale relativo alla verifica della scarsità della risorsa demaniale, destinato a essere esaminato dalla competente Commissione del Consiglio regionale. È prevista anche una delegazione di sindaci dei Comuni costieri, coordinata da Anci Abruzzo, per rappresentare proposte ed esigenze operative delle amministrazioni locali nel confronto istituzionale.
Anci Abruzzo conferma infine la posizione sostenuta dall’Anci nazionale: una quota dei canoni demaniali marittimi, oppure forme specifiche di compartecipazione, dovrebbe essere destinata ai Comuni. La richiesta è legata alle funzioni amministrative e agli oneri istruttori che gli enti locali devono sostenere nella gestione delle concessioni e nelle future procedure comparative.
L’obiettivo del percorso avviato a Montesilvano è dunque trasformare una scadenza ravvicinata in un processo governabile: atti tecnicamente solidi, criteri leggibili e un coordinamento stabile tra Comuni, Regione e livello nazionale.