In Abruzzo avviato l’esame della proposta di legge sulle concessioni balneari: studio su spiagge libere e aree assentite, poi valutazione su proroghe e gare.
Prima di stabilire se le concessioni demaniali marittime debbano essere assegnate mediante procedure comparative, occorre accertare in concreto se la risorsa spiaggia sia effettivamente scarsa. È la linea illustrata dal presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, intervenuto nella Commissione Cultura, Turismo e Attività produttive del Comune di Pescara sul progetto di legge regionale dedicato alle concessioni turistico-ricreative.
Il provvedimento, denominato “Disposizioni normative in materia di concessioni dei beni del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative”, intende fondare le decisioni regionali e comunali su una ricognizione aggiornata del litorale abruzzese. Il punto centrale è la misurazione del rapporto tra superfici già assentite in concessione e aree ancora disponibili.
Secondo la proposta depositata in Consiglio regionale, entro 45 giorni dall’entrata in vigore della legge il Dipartimento regionale competente dovrebbe predisporre uno studio sullo stato delle concessioni e sulle porzioni di demanio marittimo libere lungo la costa abruzzese. L’accertamento rappresenterebbe la base istruttoria per valutare l’applicazione delle procedure concorrenziali previste dal diritto nazionale ed europeo.consiglio. L’esame della proposta è già iniziato nella Commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali del Consiglio regionale. Nelle prossime sedute sono previste audizioni con i sindaci dei Comuni costieri, chiamati a confrontarsi sulle ricadute operative della futura disciplina.
La proposta è stata inizialmente presentata dai consiglieri Gianpaolo Lugini, Emiliano Di Matteo e Carla Mannetti; successivamente sono indicati anche Vincenzo D’Incecco, il sottosegretario Daniele D’Amario e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. L’impostazione del testo è condizionata all’esito della ricognizione. Qualora emergesse l’assenza di scarsità della risorsa demaniale, la proposta contempla la possibilità per i Comuni di procedere alle proroghe delle concessioni esistenti, nel rispetto della normativa statale e previa verifica dell’assenza di un interesse transfrontaliero certo. Resterebbero comunque affidate con procedura pubblica le concessioni non ancora assegnate. Se invece lo studio accertasse una situazione di scarsità, l’assegnazione dovrebbe avvenire attraverso gare secondo la legislazione nazionale.
Il progetto include inoltre clausole di legalità e trasparenza: non potrebbero beneficiare di eventuali proroghe i titolari colpiti da provvedimenti di decadenza o dalle cause di esclusione previste dal Codice dei contratti pubblici. Per Sospiri, la verifica sulla disponibilità del bene demaniale è il passaggio che dovrebbe consentire ai Comuni di affrontare le future procedure con maggiore certezza. Il presidente della Commissione comunale di Pescara, Simone D’Angelo, ha chiesto un quadro normativo capace di coniugare rispetto delle regole e tutela di un comparto ritenuto strategico per l’economia abruzzese.
Il Piano demaniale marittimo regionale già assegna ai Comuni le funzioni amministrative e fissa criteri e parametri per la redazione dei rispettivi piani demaniali, tenendo conto dei flussi turistici e delle caratteristiche morfologiche, ambientali e socioeconomiche dei territori. La nuova proposta interviene dunque sul diverso piano della verifica della scarsità e delle conseguenze da attribuirle per le concessioni in essere e per quelle da assegnare.