Concessioni balneari a Vieste, il SIB: confronto aperto ma serve attendere le regole nazionali

A Vieste il tema delle concessioni demaniali marittime entra in una fase di confronto istituzionale, ma con una linea chiara da parte degli operatori: collaborazione sì, ma senza fughe in avanti.

Dopo il recente incontro pubblico dedicato al futuro del settore balneare, che ha visto la partecipazione di rappresentanti nazionali e locali del comparto turistico, il Comune ha avviato un tavolo tecnico con le associazioni di categoria per definire il percorso verso le future gare. Un passaggio delicato, che coinvolge direttamente imprese, amministrazione e l’intero sistema economico locale.

Il Sindacato Italiano Balneari di Confcommercio Vieste conferma di aver aderito al confronto con un approccio costruttivo, improntato a responsabilità e collaborazione istituzionale. Tuttavia, il quadro normativo in evoluzione impone prudenza.

Il punto centrale riguarda infatti le recenti disposizioni del Governo. Il decreto-legge dell’11 marzo 2026 prevede che entro trenta giorni venga predisposto uno schema di bando tipo a livello nazionale, da sottoporre alla Conferenza Unificata. L’obiettivo è garantire criteri uniformi per tutte le procedure di affidamento delle concessioni, evitando differenze tra territori.

Una svolta che potrebbe incidere profondamente sulle scelte dei singoli Comuni. Per questo motivo, secondo il SIB, ogni decisione locale dovrebbe necessariamente coordinarsi con il quadro nazionale in via di definizione.

Le imprese balneari chiedono soprattutto certezze. Regole chiare, trasparenza nei criteri e uniformità applicativa sono considerati elementi indispensabili per evitare disparità e contenziosi. Un’esigenza condivisa anche a livello nazionale, dove le associazioni di categoria spingono da tempo per un modello omogeneo di bando che superi l’attuale frammentazione amministrativa.

In questo contesto, il confronto avviato a Vieste rappresenta un banco di prova significativo. Da un lato la volontà di partecipare attivamente al processo decisionale, dall’altro la consapevolezza che le scelte definitive non possono prescindere dalle imminenti determinazioni statali.

La linea è quindi tracciata: dialogo aperto con le istituzioni, ma con l’obiettivo di tutelare imprese e territorio attraverso un quadro normativo certo e condiviso. Per il settore balneare, ancora una volta, la partita si gioca sul delicato equilibrio tra iniziativa locale e regole nazionali.

Lascia un commento