Si è conclusa con un senso di profonda amarezza e sconcerto la seduta del Consiglio Comunale odierno. Ciò a cui abbiamo assistito non è stato un confronto democratico e costruttivo sul futuro del nostro litorale, ma una parata di risposte vacue, tecnicismi sterili e una disarmante pochezza politica di fronte a una mozione che chiedeva semplicemente dignità e rispetto per il lavoro di generazioni.
L’Amministrazione guidata dal Sindaco Mario Conio, nel rispondere alle motivate preoccupazioni dei concessionari uscenti e alle istanze presentate dalla minoranza, ha dimostrato una chiusura totale, trincerandosi dietro un “non si può fare altrimenti” che suona come una resa incondizionata.
I PUNTI DELLA DISCORDIA: UN MURO DI GOMMA
La mozione presentata chiedeva di rivedere i criteri di un bando che, nei fatti, espropria decenni di investimenti senza prevedere un disegno politico per il futuro del nostro litorale, lasciato in balia di criteri vacui e discrezionali. La risposta del Consiglio è stata di una povertà intellettuale e politica preoccupante:
Indennizzi Azzerati: È stato confermato il “taglio netto” che calpesta il diritto dei gestori uscenti a vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro. Liquidare la questione come un “atto dovuto per legge” è un insulto a chi ha protetto e valorizzato la nostra costa per cinquant’anni.
Discrezionalità Pericolosa: Nulla è stato detto per giustificare l’enorme peso (55 punti su 100) lasciato alla discrezionalità della commissione su criteri estetici e gestionali astratti, che aprono la strada a una stagione di ricorsi infinita, paralizzando il turismo di Arma di Taggia.
L’incognita Parcheggi e Durata: L’Amministrazione ha glissato sulla mancanza di trasparenza riguardo alla durata delle concessioni e agli oneri assurdi relativi ai parcheggi, confermando che il bando è stato scritto senza una visione reale della sostenibilità economica per le imprese locali.
Regolamento Fantasma e Trasparenza Negata:
A rendere ancora più grave il quadro è il fatto che la delibera e la determinazione di indizione della gara richiamino, quale fonte normativa dei criteri di valutazione e delle modalità procedurali, un presunto “Regolamento Comunale per la disciplina delle procedure di gara/utilizzazione del demanio” che non risulta essere mai stato regolarmente pubblicato né reso ostensibile ai potenziali partecipanti mediante allegazione alla documentazione di gara. Una simile omissione rappresenta una gravissima violazione dei principi di trasparenza, pubblicità e conoscibilità dell’azione amministrativa, oltre a impedire ai concorrenti di comprendere pienamente la ratio dei criteri di punteggio. Il richiamo a un atto di fatto “fantasma”, o comunque inaccessibile, lede il diritto di difesa e la parità di trattamento, gettando un’ombra pesantissima sulla legittimità dell’intera procedura.
LA POCHEZZA DEL DIBATTITO
Ciò che più ferisce è la pochezza degli argomenti usati dalla maggioranza per respingere la mozione. Non una parola di solidarietà reale verso le famiglie balneari, non un tentativo di mediazione, ma solo una difesa d’ufficio di un percorso amministrativo frettoloso che rischia di consegnare le nostre spiagge a grandi gruppi finanziari, distruggendo il modello di accoglienza che ha reso celebre il nostro Comune.
“Siamo stati spettatori di un Consiglio Comunale che ha preferito la burocrazia al buonsenso,” dichiarano i rappresentanti dei balneari. “Mentre comuni vicini cercano soluzioni per tutelare i propri cittadini, Taggia decide di fare la ‘prima della classe’ sulla pelle dei suoi imprenditori. La risposta alla mozione di stasera è la prova definitiva di un’amministrazione che ha perso il contatto con la realtà del territorio.”
PROSSIMI PASSI
I concessionari uscenti non resteranno a guardare. Di fronte a questo vuoto politico, la risposta sarà la mobilitazione e il ricorso alle sedi legali competenti. Questo Consiglio Comunale passerà alla storia per aver voltato le spalle alle sue imprese nel momento del bisogno, offrendo in cambio solo il silenzio o parole vuote.
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Fa quasi sorridere, se non fosse profondamente amaro: un’Amministrazione che invece di sostenere le realtà che hanno costruito il valore del territorio, sceglie di voltarsi dall’altra parte. Un sindaco dovrebbe essere il primo a difendere le proprie imprese, non a lasciarle sole. Perché quando si perde il legame con chi quel territorio lo vive e lo cura ogni giorno, si perde molto più di una semplice decisione amministrativa.