Le imprese balneari siciliane chiedono un intervento urgente del Governo sulle modalità di gestione del secondo bando di sostegno alle attività colpite dal Ciclone Harry. A lanciare l’allarme è Antonio Firullo, presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana, che ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per esprimere «profonda preoccupazione e sconcerto» rispetto alle procedure adottate da IRFIS.
Dopo il disastro, molte imprese hanno ricevuto un primo contributo immediato di 19.200 euro, una somma che ha rappresentato «un primo sostegno concreto» per affrontare l’emergenza. Oggi però, mentre le aziende partecipano al nuovo bando che prevede contributi fino a 400.000 euro, emergono criticità che, secondo l’associazione, rischiano di vanificare gli sforzi compiuti per la ripartenza.
Tra le principali contestazioni vi è la richiesta di restituzione dei 19.200 euro già erogati. «IRFIS richiede la restituzione dei 19.200 euro già erogati, imponendo di fatto un passo indietro anziché un aiuto alla ricostruzione», denuncia Firullo.
A questo si aggiunge la richiesta della quietanza delle fatture con SAL (stato avanzamento lavori), una procedura tipica dei cantieri edili che, secondo i balneari, non si adatta alle caratteristiche delle attività stagionali. L’obbligo costringerebbe infatti gli operatori ad anticipare i pagamenti e a ricorrere a prestiti bancari per dimostrare le spese sostenute.
Un ulteriore problema riguarda il mancato riconoscimento delle somme necessarie per la sostituzione delle attrezzature danneggiate o distrutte dal ciclone, come lettini, ombrelloni e altre dotazioni indispensabili per la riapertura delle imprese.
Secondo l’Associazione Turistica Balneare Siciliana, le attuali condizioni del bando generano un vero e proprio paradosso: «Per accedere al nuovo bando dobbiamo restituire gli aiuti già ricevuti e anticipare ulteriori spese». Una situazione che costringe molte attività, già fortemente provate dalla perdita di attrezzature e ricavi, a chiedere nuovi finanziamenti per poter accedere agli aiuti destinati proprio alla ricostruzione.
Firullo ricorda inoltre che le criticità erano state segnalate fin dall’inizio e che il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, aveva riconosciuto la necessità di semplificare il bando.
Per questo motivo l’associazione chiede un intervento urgente affinché vengano adottate alcune modifiche ritenute essenziali: confermare la non restituzione dei contributi già erogati, modificare i criteri di rendicontazione eliminando l’obbligo del SAL per le spese non edilizie, riconoscere modalità alternative compatibili con la natura delle attività balneari e liquidare rapidamente le somme relative alle attrezzature distrutte o danneggiate.
«Abbiamo ricominciato a lavorare con sacrificio e fiducia nelle istituzioni; attendiamo risposte concrete e rapide per non vanificare quanto fatto finora», conclude Firullo. L’associazione avverte che la preparazione della stagione estiva è a rischio e chiede che gli impegni assunti dalla Regione si traducano in misure realmente fruibili dalle imprese colpite dal ciclone.