Ciclone Harry devasta le coste siciliane: i balneari chiedono la proroga delle concessioni al 2033

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L’Associazione Turistica Balneare Siciliana scrive ai deputati siciliani al Parlamento Europeo di Bruxelles: “Non chiediamo privilegi, ma rispetto e interventi concreti”

Il Ciclone Harry, che si è abbattuto sulla Sicilia nel gennaio scorso con un’intensità senza precedenti nel Mediterraneo, ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione che ha cambiato per sempre il volto delle coste dell’isola. Onde superiori ai 16 metri hanno colpito in modo devastante la costa jonica e il Canale di Sicilia, spazzando via intere strutture balneari e infliggendo danni gravissimi a molte altre.

Di fronte a questa emergenza, l’Associazione Turistica Balneare Siciliana — costituita il 4 aprile 2009 e legalmente riconosciuta con atto di registrazione n. 1769 del 12 giugno 2009 — ha inviato una lettera formale agli otto deputati siciliani al Parlamento Europeo di Bruxelles: gli Onorevoli Giuseppe Milazzo, Ruggero Razza, Marco Falcone, Caterina Chinnici, Giuseppe Lupo, Giuseppe Antoci, Raffaele Stancanelli e Leoluca Orlando.

Al centro della missiva vi è una richiesta precisa e urgente: la proroga della validità delle Concessioni Demaniali Marittime della Sicilia fino al 31 dicembre 2033. Secondo l’Associazione, questa misura è indispensabile per consentire agli operatori del settore — duramente colpiti dalla calamità — di recuperare gli investimenti perduti e rilanciare le proprie attività.

La lettera sottolinea inoltre la necessità che la Regione Sicilia avvii con urgenza una revisione complessiva della linea di costa e disponga la sospensione di tutti i PUDM (Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo) attualmente in vigore, ritenuti ormai inattendibili alla luce dei profondi mutamenti fisici del territorio costiero causati dall’evento atmosferico.

I numeri parlano chiaro: nel 2025 il turismo balneare siciliano ha registrato oltre 22 milioni di presenze, confermandosi uno dei pilastri dell’economia isolana. Attorno alle aziende balneari ruota un intero comparto — dalla ristorazione all’hotellerie, dai trasporti al commercio locale — che garantisce occupazione e sviluppo per migliaia di famiglie.

I gestori degli stabilimenti balneari ricordano il loro ruolo spesso poco valorizzato: non sono semplici imprenditori, ma sentinelle del mare, che garantiscono servizi pubblici essenziali come il salvataggio in acqua, il primo soccorso con personale qualificato, l’accessibilità per le persone con disabilità e la pulizia degli arenili durante tutto l’anno — un obbligo legale che molti Comuni costieri, come denuncia l’Associazione, troppo spesso trascurano.

Con tono accorato ma determinato, la lettera chiude con un appello diretto ai parlamentari europei: “Quando il mare erode la costa, non porta via solo sabbia: porta via dignità, reddito e futuro.” I balneari chiedono ristori adeguati, ascolto istituzionale e interventi concreti, ribadendo che la loro non è una richiesta di privilegi, ma di equità e riconoscimento del ruolo sociale ed economico che svolgono ogni giorno.

L’Associazione si dice fiduciosa in un accoglimento favorevole e disponibile a un confronto costruttivo con le istituzioni europee e regionali, nell’obiettivo comune di restituire alla Sicilia — come recita la lettera — lo status di “isola felice”.

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