Un grido d’allarme che parte dalla Sicilia e arriva ai vertici dello Stato. L’Associazione Turistica Balneare Siciliana ha inviato una formale comunicazione alle più alte cariche istituzionali nazionali e regionali per denunciare la mancata sospensione dei mutui ai concessionari balneari colpiti dal ciclone “Harry” e il conseguente rischio di mancata apertura della stagione estiva 2026.
La lettera, indirizzata tra gli altri al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente del Senato Ignazio La Russa, al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, al Ministro per la Protezione Civile e il Mare Nello Musumeci, al Ministro delle Attività Produttive Adolfo Urso, al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno e agli assessori regionali competenti, ripercorre i danni devastanti provocati dall’evento meteorologico che ha distrutto intere strutture balneari, in alcuni casi trascinate in mare.
L’associazione esprime inizialmente gratitudine per il tempestivo intervento delle istituzioni nazionali e regionali a sostegno delle imprese colpite, riconoscendo come le prime misure abbiano riacceso la speranza di una ripresa in vista dell’estate 2026. Tuttavia, viene sottolineato come la ricostruzione sia oggi impensabile senza aiuti concreti e senza la proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2033.
Al centro della denuncia vi è la mancata applicazione dell’articolo 10 dell’OCDPC n. 1180 del 20 gennaio 2026, che dispone la sospensione dei pagamenti di mutui e prestiti per i soggetti danneggiati. Secondo quanto riferito dall’associazione, diversi istituti di credito siciliani non starebbero rispettando l’obbligo previsto dalla normativa emergenziale, costringendo alcuni concessionari ad avviare azioni legali per far valere i propri diritti.
Una situazione definita grave e incomprensibile, non solo sotto il profilo giuridico ma anche morale. L’inerzia degli istituti bancari – si legge nella comunicazione – rischia di provocare disagi insostenibili per le imprese già colpite dal ciclone, con conseguenze dirette sull’apertura della stagione balneare 2026 e sull’intero comparto turistico regionale. A preoccupare ulteriormente gli operatori è la mancata approvazione, nel decreto “Milleproroghe”, dell’accesso alla rottamazione “quinquies” per i balneari siciliani in regola con la precedente “quarter”. Un’esclusione che espone le imprese al rischio di pignoramenti automatici sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate, aggravando un quadro già estremamente fragile.
Nella parte conclusiva della lettera, firmata a Palermo il 24 febbraio 2026 dal presidente A. Firullo, l’Associazione Turistica Balneare Siciliana chiede un intervento urgente presso gli istituti di credito affinché venga garantita l’immediata applicazione dell’OCDPC n. 1180 del 20 gennaio 2026.
Senza misure rapide e concrete – avverte l’associazione – la stagione 2026 rischia di non partire, con un potenziale effetto domino su occupazione, indotto e sull’intera economia turistica della Sicilia.