Stasera alle 21 il Consiglio comunale vota il nuovo Progetto di utilizzo delle aree demaniali marittime e degli specchi d’acqua. Vola Chiavari e Impegno Comune parlano di un blitz calato dall’alto e sostengono che il piano, presentato come un aumento delle spiagge libere, riduca invece lo spazio davvero fruibile senza pagare un biglietto. Il voto arriva a pochi mesi dall’estate in cui il Comune ha sperimentato, su due spiagge libere, ombrellone e lettino a 5 euro.
A firmare la contestazione sono Alessandro Calcagno, Alberto Corticelli e Davide Cesaretti per Vola Chiavari e Davide Grillo per Impegno Comune.
Cosa contestano i numeri
Secondo la lettura dei documenti depositati fatta dai due gruppi, il fronte mare delle spiagge libere attrezzate scenderebbe da 532 a 152 metri lineari, oltre il 70% in meno. Quattro tratti oggi attrezzati verrebbero trasformati in stabilimenti a pagamento. Il fronte mare concesso ai privati crescerebbe di 200 metri lineari. Sulla carta, la quota di spiaggia libera salirebbe dal 41,26% al 52,96%. L’opposizione sostiene che il dato non tenga conto delle spiagge libere attrezzate, oggi al 32,76% del litorale. Sommando le due voci, la spiaggia fruibile senza pagare passerebbe dal 74,2% al 62,32%.
«Ci vengono a raccontare la favola dell’aumento delle spiagge libere», ha detto Grillo. «Poi, se si vanno a leggere le carte, si scopre che cancellano quattro spiagge libere attrezzate per trasformarle in stabilimenti balneari a tutti gli effetti». La critica non si ferma ai metri di arenile. I gruppi segnalano una nuova concessione per sedie, ombrelloni e tavolini sullo scalandrone che scende alla spiaggia libera sotto la Terrazza Raffo. Per Calcagno è una scelta ingiustificata, da verificare anche sul piano della legittimità, perché riguarderebbe una discesa a mare storicamente pubblica. Sull’area del Lido parlano di opacità: una formula delle norme rinvierebbe alla Giunta, in sede di gara, il numero delle future concessioni, senza una divisione chiara dei lotti già in Consiglio.
Contestato anche il calendario. Le categorie sarebbero state convocate il 19 ottobre; verbale e chiusura della proposta risalgono al 21 ottobre. Due giorni, osservano, per decidere l’assetto di 5,6 chilometri di costa.
L’estate del servizio a 5 euro
Il contrasto con la stagione appena chiusa è netto, almeno nella comunicazione. Dall’8 giugno al 13 settembre il Comune, tramite Marina Chiavari Srl, ha attivato sulle spiagge libere di Marina Giulia e dei Velieri un noleggio di ombrelloni, lettini e sedie regista a 5 euro al pezzo per l’intera giornata. In tutto 320 attrezzature: 120 ombrelloni, 150 lettini e 50 sedie. L’ingresso restava libero. Si pagava solo chi voleva ombra o lettino, alle casse automatiche di corso Valparaiso, tutti i giorni dalle 9 alle 19.
Marina Giulia copriva il tratto a ponente del Rupinaro, fino al civico 25 di corso Valparaiso. I Velieri andavano da quel civico fino a piazza Gagliardo. A marzo la Regione aveva già dato il nulla osta a un’integrazione del piano vigente, chiesta dal Comune, per i depositi a servizio di quel noleggio comunale sulle spiagge libere.
Il collegamento con il voto di stasera va tenuto distinto. Quelle due spiagge sono state gestite come libere, con un servizio pubblico a prezzo fisso, non come stabilimenti. L’opposizione contesta invece la cancellazione di quattro spiagge libere attrezzate e la loro trasformazione in concessioni a pagamento. Non risulta, dai comunicati, che Marina Giulia e i Velieri siano tra quei quattro tratti. Resta da verificare sulle carte in aula se il modello sperimentato quest’estate resti, venga ridotto o finisca dentro i metri che passerebbero ai privati.