Caos concessioni demaniali in Liguria: balneari, chioschi, tabaccherie e attività commerciali tra incertezze e appelli

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La questione delle concessioni demaniali marittime — che riguarda non solo gli stabilimenti balneari ma anche bar, chioschi, tabaccherie e altre attività commerciali su area demaniale — è al centro di un clima di crescente incertezza per enti locali, imprese e operatori liguri.

Questa mattina si è svolta a Savona, presso la sede di Confcommercio, una riunione urgente del Sindacato Italiano Balneari (SIB) in cui si è fatto il punto sullo stato del settore alla luce delle recenti sentenze del TAR della Liguria. All’incontro hanno partecipato circa 400 imprenditori, tra presenti e collegati da remoto, insieme ai dirigenti del sindacato e associazioni di categoria.

Il presidente del SIB Liguria, Enrico Schiappapietra, ha sottolineato la grave situazione di “caos” amministrativo e temporale: vari Comuni liguri, tra cui Pietra Ligure, Laigueglia e Sarzana, devono bandire le gare per le concessioni entro maggio-giugno 2026 secondo i pronunciamenti del TAR, ma i tempi tecnici per predisporre bandi omogenei e completi rendono il termine “quasi impossibile da rispettare”.

Un ulteriore elemento di pressione deriva dall’interpretazione di recenti pronunce giurisprudenziali: secondo alcuni giudici, senza un bando valido non è possibile proseguire nell’attività e l’assenza di titoli abilitativi potrebbe comportare sequestri delle strutture e responsabilità, anche penali, per chi occupa la spiaggia senza titolo legale.

Nel corso dell’assemblea è stato ribadito che la questione non riguarda solo gli stabilimenti balneari, ma tutte le attività che operano su area demaniale: chioschi, bar e servizi alla balneazione rischiano infatti di trovarsi anch’essi senza un quadro normativo certo per la stagione 2026 se le gare non saranno avviate e concluse in tempi utili.

I rappresentanti delle imprese hanno rilanciato la richiesta di una disciplina chiara e uniforme a livello nazionale: un bando tipo, unico e coordinato, che superi il rischio di una molteplicità di regole e “far west” amministrativi tra Comuni diversi. Secondo gli operatori, ciò eviterebbe disparità di trattamento e garantirebbe una concorrenza maggiore nel rispetto della normativa europea.

Già su questo fronte il Governo ha approvato un decreto con un modello di bando tipo, che secondo il ministro Matteo Salvini rappresenta una prima risposta a queste esigenze, pur mantenendo incertezza su aspetti come gli indennizzi e l’adeguamento normativo complessivo del Codice della Navigazione.

La congiuntura resta tuttavia molto delicata: senza una normativa chiara, senza gare concluse e con richieste amministrative complesse, il rischio di un grave danno economico ed organizzativo per il tessuto delle imprese liguri è reale, mentre i Comuni faticano a rispettare i tempi imposti dalla giustizia amministrativa.

L’auspicio degli operatori è che nuove norme e modelli di gara nazionali e regionali consentano di fare chiarezza quanto prima, evitando che la stagione balneare estiva 2026 parta con incertezze che coinvolgono centinaia di imprese.

La posizione del SIB sulla sentenza della Cassazione: “nessun automatismo, letture strumentali”

Proprio in relazione all’allarme generato da alcune recenti pronunce penali, il Sindacato Italiano Balneari (SIB-FIPE) è intervenuto ufficialmente per chiarire la portata reale della sentenza della Cassazione penale n. 3657 del 29 gennaio 2026, oggetto di interpretazioni definite dallo stesso sindacato “forzate e faziose”. Secondo il SIB, si tratta infatti di un caso del tutto particolare, riferito a una concessione dichiarata decaduta già nel 2007 e definitivamente priva di titolo a seguito di una sentenza irrevocabile della stessa Cassazione del 21 ottobre 2020.

La Suprema Corte, nella decisione più recente, evidenzia espressamente l’assenza di un atto di rinnovazione del titolo concessorio prima dell’entrata in vigore del d.l. n. 194/2009, circostanza che non riguarda le concessioni demaniali regolarmente in essere al 31 dicembre 2009 Sentenza Cassazione penale_5_fe…. Il SIB sottolinea inoltre che la pronuncia ha natura cautelare, non definitiva nel merito, e si limita a ribadire un orientamento penale già noto e consolidato, senza introdurre alcuna novità di sistema.

Soprattutto, il sindacato richiama con forza la normativa vigente: l’art. 3, comma 3, della legge n. 118/2022 e l’art. 4, comma 7, della stessa legge stabiliscono chiaramente che fino alla stipula del nuovo atto concessorio l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario uscente è comunque legittima, anche ai fini dell’art. 1161 del Codice della Navigazione. Una precisazione che, secondo il SIB, esclude qualsiasi automatismo tra mancato bando e occupazione abusiva e conferma come il vero problema resti l’assenza di una cornice normativa chiara e uniforme, non certo la presunta “illegalità” generalizzata delle imprese balneari.

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