A pochi giorni dall’inizio della stagione estiva, Assobalneari Italia Federturismo Confindustria rilancia il tema della mappatura della risorsa demaniale per la corretta applicazione dalla Direttiva Bolkestein.
Nel corso di una visita tra Orta San Giulio e Gozzano, sul Lago d’Orta, il Presidente nazionale di Assobalneari Italia, Fabrizio Licordari, ha documentato la presenza di stabilimenti balneari perfettamente attrezzati e organizzati, del tutto simili a quelli presenti sulle coste marine italiane. “Vedere sul lago strutture balneari identiche a quelle del mare porta inevitabilmente a una domanda: perché nella mappatura nazionale della risorsa non sono stati considerati in maniera organica anche laghi e fiumi?”, dichiara Licordari.
Secondo Assobalneari Italia, quanto riscontrato sul Lago d’Orta non rappresenta affatto un caso isolato. Situazioni analoghe sono presenti in moltissimi altri laghi italiani, dai più noti come il Lago di Garda, il Lago Maggiore e il Lago di Como, fino a realtà meno conosciute ma fortemente vocate al turismo balneare come il Lago Sirio in Piemonte ad esempio o il Trasimeno nel Lazio.


L’inserimento anche delle aree lacuali e fluviali — almeno quelle maggiormente interessate da attività turistico-balneari — contribuirebbe ad offrire un quadro ancora più completo della reale disponibilità della risorsa demaniale italiana. “La Corte di Giustizia Europea ha chiarito che la scarsità non può essere presunta automaticamente, ma deve essere verificata con dati concreti. È quindi necessario tornare al tema della mappatura nazionale della risorsa prima di imporre gare generalizzate”, prosegue Licordari.
Per tale ragione, Assobalneari Italia ritiene necessario che anche le Regioni maggiormente interessate dal fenomeno delle concessioni lacuali e fluviali — tra cui Lombardia e Piemonte — vengano pienamente coinvolte e convocate nel confronto istituzionale in sede di Conferenza Stato-Regioni sul tema delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali. Assobalneari Italia — aderente a Federturismo Confindustria e parte della EFEBE (European Federation of Beach Enterprises), di cui Fabrizio Licordari è coordinatore europeo — sottolinea inoltre che il tema non riguarda soltanto l’Italia ma tutti i Paesi del Mediterraneo, con il rischio di favorire nel tempo la concentrazione delle concessioni nelle mani di grandi gruppi economici a discapito delle piccole imprese familiari che storicamente custodiscono e valorizzano i territori costieri.