Balneari, venerdì vertice Stato-Regioni al Mit sul bando-tipo delle concessioni

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Dopo settimane di stallo, è stato fissato per venerdì 17 aprile alle 11.30 un incontro informale tra Stato e Regioni al ministero delle Infrastrutture per definire lo schema di bando-tipo sulle concessioni demaniali marittime. Il confronto arriva in ritardo rispetto alla scadenza indicata dal decreto-legge n. 32/2026, che impone al Mit di sottoporre alla Conferenza unificata un modello nazionale per l’avvio delle procedure di affidamento.

Si sblocca almeno sul piano politico il dossier delle concessioni balneari. Secondo quanto reso noto dall’onorevole Jacopo Morrone, dopo un confronto diretto con il ministro Matteo Salvini, venerdì 17 aprile alle 11.30 è stato convocato al Mit un incontro informale tra Stato e Regioni per definire il bando-tipo destinato a guidare la riassegnazione delle concessioni demaniali.

La riunione arriva dopo giorni di incertezza che hanno lasciato sindaci e associazioni di categoria senza indicazioni operative, mentre resta aperto il problema delle licenze in scadenza e della gestione delle future gare. Lo stesso Morrone ha spiegato che il governo avrebbe ormai chiuso il lavoro di sintesi tra osservazioni delle associazioni, interlocuzioni con le Regioni ed emendamenti maturati nelle ultime settimane, pur con un ritardo di circa una settimana rispetto alla tabella di marcia iniziale.

Il quadro normativo, però, era già stato fissato dal decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, entrato in vigore il 12 marzo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2026. L’articolo 8 del provvedimento stabilisce infatti che, per promuovere condizioni omogenee di affidamento su tutto il territorio nazionale, il Mit debba sottoporre alla Conferenza unificata uno schema di bando-tipo per l’avvio delle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime.

È proprio qui che si concentra il senso politico del vertice di venerdì: evitare bandi costruiti in ordine sparso dai territori e scongiurare una disciplina “a macchia di leopardo”, tema richiamato anche nelle ricostruzioni giornalistiche di queste ore.
Il supplemento di confronto, secondo la versione riferita dall’area di governo, sarebbe servito a trovare un equilibrio tra le richieste europee di apertura del mercato e quelle delle imprese che chiedono tutele nella fase di transizione.

Il punto più sensibile resta quello degli indennizzi per i concessionari uscenti che negli anni hanno sostenuto investimenti sulle strutture. Su questo nodo, considerato decisivo dalle categorie, non sono ancora emersi i dettagli tecnici, ed è verosimile che proprio dal confronto di venerdì debbano arrivare le indicazioni più attese sui criteri di rimborso e sulle garanzie da riconoscere nelle future procedure di gara.

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