Nel corso del question time odierno alla Camera dei Deputati, il vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha risposto all’interrogazione dell’on. Deborah Bergamini sulle iniziative del Governo a tutela delle imprese balneari italiane, sottolineando l’importanza di proteggere le piccole imprese familiari di fronte all’ingresso nel mercato di grandi gruppi finanziari e imprenditoriali dotati di maggiori capacità di investimento.
Il ministro ha richiamato «anni di lavoro istituzionale su un settore da troppo tempo in situazione di incertezza», ribadendo come il Governo stia seguendo passo passo l’evoluzione della disciplina sulle concessioni demaniali marittime, anche in relazione ai requisiti e alle prescrizioni imposteci dalla Commissione Europea e dalle autorità italiane competenti, come l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato».
Salvini ha annunciato che domani sarà sottoposto a bollinatura il decreto-legge Infrastrutture che contiene lo schema di bando tipo per l’affidamento delle concessioni balneari, dando così formalmente avvio al termine di 30 giorni per adottare il bando stesso, con l’obiettivo di vederlo pubblicato entro la fine di marzo.
Il bando tipo declinerà i criteri previsti dalla legge sulla concorrenza e dall’accordo con l’Europa, prevedendo:
- la suddivisione delle concessioni in lotti;
- strumenti per favorire la partecipazione delle piccole e microimprese, incluse quelle giovanili;
- criteri premiali per chi ha esperienza nel settore, garantisce stabilità occupazionale e realizza investimenti sul territorio;
- requisiti per assicurare accessibilità anche alle persone con disabilità.
- valorizzazione delle specificita’ culturali folcloristiche ed enogastronomiche
Il ministro ha toccato anche il tema sensibile degli indennizzi per gli investimenti non ammortizzati, richiamando l’impegno preso con Bruxelles e la trasmissione dello schema di decreto in primavera 2025. Tuttavia — ha sottolineato — la Commissione europea ha espresso pareri critici, sostenendo che tali indennizzi possano alterare la concorrenza. Salvini ha replicato che il Governo non intende rinunciare al principio di tutela degli investimenti legittimi, né a strumenti che consentano continuità operativa alle imprese, definendo tali misure necessarie e compatibili con una concorrenza reale e non ideologica.
Messaggio alle istituzioni europee
Rivolgendosi in Aula anche alle istituzioni europee, il ministro ha ribadito che l’intento non è discriminare o limitare la concorrenza, quanto garantire certezze normative e tutele concrete per un settore che rappresenta un pezzo significativo dell’economia italiana e dell’occupazione locale.