Balneari, l’avvertimento dei pertinenziali al MIT: «Non saremo più una categoria usata come scudo»

Al momento stai visualizzando Balneari, l’avvertimento dei pertinenziali al MIT: «Non saremo più una categoria usata come scudo»
Photo by Rosa Stone on Pexels

Concessioni balneari, tavolo MIT del 13 luglio 2026

Il Coordinamento dei Concessionari Pertinenziali interviene al Ministero delle Infrastrutture per la terza volta. «Nella bozza di bando-tipo la parola “pertinenza” compare in senso tecnico zero volte. Continuano a convocarci e a non ascoltarci. Da oggi non sarà più così.»

Il Coordinamento nazionale dei Concessionari di Pertinenze Demaniali Marittime ha depositato e illustrato oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un documento di osservazioni sulla bozza di bando-tipo del 24 giugno 2026, che disciplinerà l’affidamento nazionale delle concessioni al termine dei titoli in corso.

Chi siamo. I concessionari pertinenziali non gestiscono aree di spiaggia nude con strutture stagionali amovibili: gestiscono fabbricati in muratura costruiti sul demanio marittimo con capitale privato e incamerati per legge allo Stato alla scadenza della concessione (art. 29 e art. 49 Cod. Nav.). Pagano somme ingenti di IMU su un immobile che non è di loro proprietà – è dello Stato – sostengono la TARI, canoni concessori esosi e strutturalmente superiori a chi gestisce un’area libera, e oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria di rilievo importante su un bene di cui non sono proprietari. Sono, però, una netta minoranza del comparto balneare – un comparto che comanda con la forza dei numeri.

Categoria usata come scudo, mai come parte. Per anni la specificità dei pertinenziali è stata utilizzata dal comparto balneare per difendersi dalle accuse pubbliche di canoni troppo bassi e di introiti importanti a fronte di oneri irrisori. «Guardate quanto pagano loro»: la frase è servita a smontare le critiche generali, dietro il paravento di una minoranza che effettivamente sostiene un carico fiscale, manutentivo e concessorio esorbitante erodendo gran parte della redditualità. Ma quando si è passati dalla difesa retorica alla scrittura delle regole, la stessa categoria è stata ignorata: richiamati come esempio quando serve, dimenticati quando conta.

L’intervento di oggi al Tavolo. Il legale della categoria, avv. Bartolo Ravenna, ha aperto ricordando che è la terza volta che il Coordinamento viene convocato senza essere ascoltato. «Interveniamo come se fosse la prima volta perché siamo animati da una determinazione che d’ora in poi porteremo avanti senza esclusione di colpi.» Al Ministro Salvini è stata rivolta una domanda tecnica: nella bozza di bando-tipo del 24 giugno la parola «pertinenza» compare in senso tecnico zero volte. Come è possibile che il decreto che disciplina l’affidamento nazionale del demanio marittimo non nomini la fattispecie più onerosa che quel demanio conosce? «Non è un’accusa. È una richiesta di correzione. È il motivo per cui siamo qui.»

Le quattro richieste illustrate al Tavolo. Le 18 osservazioni depositate si articolano attorno a quattro assi: (1) riconoscimento della pertinenza come tipologia concessoria autonoma nel bando-tipo — distinta, non privilegiata; (2) indennizzo differenziato, con perizia asseverata che pesi investimenti irrecuperabili, oneri manutentivi e carico fiscale su bene non proprio; (3) canone e durata proporzionati al rapporto reale, non al modello del lettino stagionale; (4) criteri di valutazione dell’offerta tecnica che riconoscano chi ha mantenuto un manufatto storico incamerato e non lo trattino come chi appalta un chiosco su un’area nuda. Tutte compatibili con la direttiva 2006/123/CE: nessuna deroga, solo la corretta applicazione dell’art. 12.

La chiusura al Ministro. «Sia la Costituzione Italiana, sia il diritto europeo esigono di trattare in modo diverso situazioni oggettivamente diverse. Noi le abbiamo consegnato il modo tecnico di farlo, entro il perimetro dell’Unione. La scelta politica di considerare la categoria – o di continuare a non considerarla – spetta a lei.»

L’avvertimento. Il Coordinamento è nato per rompere lo schema della categoria usata e dimenticata. Nei prossimi giorni valuterà di rendere pubblici numeri, storie e documenti – territori, bilanci, fotografie dei manufatti, memorandum riservati – che finora non sono entrati nel dibattito pubblico sui balneari. Entreranno adesso, se il Tavolo non produrrà risultati.

Lascia un commento