Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti ha sollevato dure critiche riguardo allo schema di bando-tipo per le gare delle concessioni balneari che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovrebbe fornire agli enti locali entro trenta giorni.
Secondo l’esponente pentastellato, questo documento risulta “avvolto nella nebbia più cupa”, con contenuti ancora sconosciuti e un processo di elaborazione che ha escluso completamente i principali soggetti interessati. Comuni e regioni hanno infatti denunciato di non essere stati coinvolti in alcun modo nella stesura, mentre anche il parlamento e le commissioni competenti risultano all’oscuro dei dettagli. Croatti ha evidenziato come le linee guida che definiranno il futuro delle spiagge italiane, considerate bene comune di tutti i cittadini, vengano elaborate senza il contributo dei territori che subiranno le maggiori ricadute dirette. Manca inoltre il coinvolgimento delle parti sociali per concordare le tutele sul lavoro e delle associazioni ambientaliste per affrontare le questioni legate all’ambiente e alla sostenibilità.

Il senatore ha posto l’interrogativo sulla legittimità politica di un approccio che, su un tema così delicato e dopo quattro anni di completo immobilismo, prevede la redazione di atti normativi senza alcun tipo di confronto pubblico, elaborati nelle “segrete stanze”. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha avanzato il sospetto che gli unici interlocutori del governo possano essere rappresentanti della cosiddetta “destra balneare”, includendo grandi realtà imprenditoriali come Twiga, Papeete e altri importanti operatori del settore. La verità su questi aspetti emergerà tra trenta giorni con la pubblicazione dello schema, anche se Croatti ha sottolineato che il successivo passaggio in Conferenza Unificata Stato-Regioni servirà probabilmente solo a ratificare decisioni già prese in altre sedi.
Il senatore ha concluso prendendo atto di quello che definisce l’inaffidabilità di una destra che per anni aveva promesso di uscire dalla direttiva Bolkestein e aveva prospettato indennizzi basati sul valore aziendale. Con questo decreto-legge, secondo Croatti, il governo ha dovuto ammettere di aver raccontato ai piccoli imprenditori balneari italiani soltanto menzogne.
“Agenzia giornalistica Opinione”