Balnearia 2025, Marco Scajola: “Garanzie per un sistema sempre più fragile”

L’assessore regionale al Demanio Marittimo e coordinatore del tavolo in materia della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Marco Scajola è intervenuto oggi, su invito di Confartigianato Imprese Demaniali, al convegno “Il futuro della filiera balneare italiana nel nuovo modello di mercato”. L’evento è in corso di svolgimento a Carrara e si inserisce all’interno dell’edizione 2025 di Balnearia, manifestazione fieristica dedicata al settore. “Ora più che mai serve una normativa nazionale in materia di concessioni demaniali marittime che regoli tutto il comparto – dichiara l’assessore regionale Scajola -. Parliamo di un settore fondamentale per il turismo e, di conseguenza, per l’economia del Paese che conta oltre 30mila imprese e garantisce 1 milione di posti di lavoro. Queste imprese e questi lavoratori devono avere certezze che, a oggi, ancora non hanno. Come Regioni continueremo a lavorare, come facciamo in ogni sede possibile da anni, per ottenere questo e salvaguardare una parte significativa del mondo del lavoro italiano

Il carnevale 2025 dei balneari rimane fuori dalle gare e dalla Bolkestein nonostante gli scherzi di Balanzone e Capitan Spaventa

di Vincenzo De Michele Come più volte sottolineato1, dalla giurisprudenza della Corte di giustizia Ue - sentenza Promoimpresa e Melis del 16 luglio 2016 nelle cause riunite C-458/14 e C-67/15 (EU:C:2016:558), d’ora innanzi sentenza Promoimpresa); sentenza “Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Commune de Ginosa)” della Corte del 20 aprile 2023 in causa C-348/22 (EU:C:2023:301), d’ora innanzi sentenza AGCM; sentenza Società Italiana Imprese Balneari dell’11 luglio 2024 nella causa C-598/22 (EU:C:2024:597), d’ora innanzi sentenza S.I.I.B. - è possibile ricavare argomenti convergenti nella direzione di escludere le concessioni demaniali marittime, lacuali, fluviali per finalità turistico-ricreative dal campo di applicazione della direttiva 2006/123/CE, la c.d. direttiva Bolkestein, nonché della direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione e del diritto primario Ue. Queste certezze interpretative non vengono messe in discussione dai recenti scherzi di Carnevale della giurisprudenza amministrativa, che svolazza tra Balanzone e Capitan Spaventa, creando sgomento e paure tra i concessionari balneari, già preoccupatissimi, come lo è chi scrive e come immaginiamo siano anche le Procure della Repubblica in Italia, dall’enorme quantità di flussi finanziari, fino ad ora segretati, messi in circolazione con fondi “pubblici” (cioè dei cittadini dell’Unione) dalla Commissione europea in favore delle associazioni ambientaliste per condizionare le scelte del Parlamento Ue sulle politiche energetiche e in favore dei giornali e dei mass media per garantire un’opinione pubblica europea favorevole alle politiche della vecchia Commissione europea. Infatti, il Consiglio di Stato – VII Sezione con le sentenze prenatalizie del 16 dicembre 2024 nn.10131 e 10132 prima e con le sentenze carnevalesche poi dell’11 febbraio 2025 nn. 1128 e 1129, ha accolto gli appelli proposti dal Comune di Monopoli ed ha confermato la disapplicazione della proroga al 31.12.2033 già concessa a concessionari balneari con atti pubblicati all’albo pretorio dell’Ente locale ai sensi dell’art.37 del codice della navigazione, norma definita «arcaica» dallo spiritoso Supremo Giudice amministrativo con conseguente disapplicazione in favore della immediata efficacia di procedure di gara come quelle introdotte nel nuovo testo dell’art.4 della legge 118/2022, come modificato dall’art.1 del d.l. n.131/2024, a prescindere dalla pubblicazione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, confermando la cessazione anticipata della durata al 31.12.2023 disposta dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato nelle sentenze nn. 17 e 18 del 2021 e sostanzialmente disapplicando anche la proroga triennale fino al 30 settembre 2027 prevista dall’art.3 comma 1 della stessa legge n.118/2022, che viene considerata mera «proroga tecnica» in attesa dell’espletamento da parte degli Enti concedenti delle procedure di gara. Il citato orientamento del Balanzone di Palazzo Spada ha trovato eco nella sentenza del 19 febbraio 2025 n. 183 del Tar Liguria, nelle inusuali vesti di Capitan Spaventa, che ha rincarato la dose degli scherzi di Carnevale precisando che «La disapplicazione investe oggi anche l’art. 1, comma 1, lett. a), n. 1.1), del d.l. n. 131/2024, conv. in l. n. 166/2024, che ha differito al 30 settembre 2027 il termine finale di durata dei titoli concessori (sul punto v. T.A.R. Liguria, sez. I, 14 dicembre 2024, n. 869). Per contro, non vale ai deducenti…